L’AQUILA – Partito democratico aquilano al bivio tra questione generazionale, necessita di darsi una nuova guida e direzione, dopo la batosta elettorale delle comunali del 12 giugno, vinte al primo turno dal centrodestra di Pierluigi Biondi, di Fdi, con il centrosinistra della deputata dem Stefania Pezzopane, arrivato terzo dietro al civico Americo Di Benedetto. E con il Pd che rispetto al 2018 è passato da 6.570 voti, pari al 17,1%,a 3.076, pari all’8.6%.

Nella riunione di oggi alle 18,  nella sede di via Paganica, si deciderà come gestire la fase-ponte che porterà al congresso per l’elezione dei nuovi vertici. Questo dopo che nella riunione di sabato la segretaria comunale Emanuela Di Giovambattista ha rimesso il mandato, ma si dovrà vedere se il passo indietro sarà formalizzato, e in questo caso, come vuole lo statuto, entro dieci giorni andrà convocato il coordinamento politico cittadino per eleggere a maggioranza il nuovo segretario. Ma con le dimissioni delle segretaria decade anche il coordinamento politico presieduto da Carlo Benedetti, di cui fanno parte tra gli altri  Pezzopane, il consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci, i consiglieri comunali, i portavoce dei giovani e delle donne, i segretari di circolo, oltre che all’ex presidente di Regione vicario Giovanni Lolli e l’ex sindaco Massimo Cialente.

Mantra di sabato è stato quello del “rinnovamento”, e del dare spazio alle nuove leve. Pesa in tal senso lo strappo in particolare di Stefano Palumbo, il capogruppo 45enne del Pd uscente al Consiglio comunale dell’Aquila rieletto con 541 voti, assieme al 34enne Stefano Albano, 352 voti, e che aveva vibrato attacchi a Pezzopane, invitandola a fare un passo indietro, e lasciare il suo posto in consiglio comunale, se proprio come lei dice, ci tiene al rinnovamento, anche generazionale del partito e del centrosinistra. Ribandendo che lui lo aveva detto che non era la candidatura adatta.

È stata la stessa Pezzopane ad innescare le dure reazioni di chi la vorrebbe “dietro le quinte”, quando tirando dritto ha avvertito che non ha nessuna intenzione di lasciare lo scranno in consiglio, pronta anzi a guidare una opposizione dura e senza sconti al centrodestra, aggiungendo che “la sconfitta è colpa di tutti”, alludendo poi a “colpi bassi, tradimenti malcelati, attacchi personali, voci false, doppiezze e ambiguità”, dentro il suo stesso partito.

Di quanto poi il clima sia teso basti citare un post d Globuli rossi, pagina facebook della componente di  sinistra del Pd, area ex comunisti italiani, che dedica un post  ai “giovani” del Pd, ricordando la loro età, le loro cariche e le loro sconfitte in questi ultimi anni.

E che sembra avvalorare la tesi di Pezzopane e dei suoi fedelissimi per i quali la responsabilità della sconfitta va condivisa tra tutti gli attori, anche quelli delle nuove generazioni.

“Nel 2017 il segretario cittadino era Stefano Albano (allora ventinovenne), regionale era Marco Rapino (ventinovenne anche lui). In segreteria c’era anche Palumbo e la Di Giovambattista. Il consigliere regionale era ed è Pietrucci (allora trentottenne). Furono eletti consiglieri Albano e Palumbo (che si era già sparato una Consigliatura prima). Gli stessi sono stati rieletti nel 2022.
Il candidato Sindaco fu Di Benedetto, allora quarantanovenne. Il segretario comunale (Di Giovambattista), quello provinciale (Francesco Piacente) e quello regionale che ha fatto l’assessore provinciale a 28 anni (Michele Fina) hanno circa 45 anni. Piacente 38″.