L’AQUILA – Il primo passo, quello più difficile, è fatto, e a questo punto ci sono buone possibilità che si concretizzi la “cosa rossa” alle prossime elezioni amministrative dell’Aquila: uno schieramento di sinistra per riunire partiti e movimenti civici schiererà un proprio candidato sindaco che, almeno al primo turno, correrà contro il Partito democratico, e poi si vedrà il da farsi.
Questo emerge al termine del primo vertice di oggi cui hanno preso parte numerosi protagonisti con la volontà di “rompere” certi schemi di potere tradizionali della città.
La somma dei voti riportati da tutti quelli che c’erano nel 2012 sarebbe ottimistica, intorno al 20%, ma questo è un giochino pericoloso in politica; comunque è opinione comune che una simile squadra avrebbe possibilità di centrare un ottimo consenso in ambito cittadino, soprattutto se centrasse il volto giusto come candidato alla fascia tricolore.
Tra i presenti c’erano Marco Fars, Enrico Perilli per Rifondazione comunista, Giustino Masciocco e Marino Bruno per Sinistra italiana, Paolo Della Ventura e Piergiorgio Leocata per Possibile, e poi Luca D’Innocenzo e Maura Vaccarelli dell’associazione Territorio collettivo, Ettore Di Cesare di Appello per L’Aquila, che ha spiegato di parlare anche a nome di L’Aquila che vogliamo di Vincenzo Vittorini, altri amministratori e attivisti come Angelo Mancini, Luigi Fabiani e Alessandro Tettamanti.
Quello di oggi pomeriggio è stato un primo giro di consultazioni, in cui le parti hanno confermato la volontà di incontrarsi e costituire un fronte comune per le prossime Comunali.
Ci si aggiornerà a un’ulteriore riunione aperta anche alla base di tutti i partiti e movimenti, in cui si potrebbe cominciare ad affrontare qualche tema di un possibile programma.





