L’AQUILA – Ha sciolto le riserve il consigliere comunale dell’Italia dei valori, Angelo Mancini, che oggi ha presentato ufficialmente la sua candidatura a sindaco dell’Aquila.

Una proposta che apre al dialogo con le forze civiche, aperta a “tutte le persone che abbiano a cuore la città e non i propri interessi personali”, come ha spiegato Mancini, che è anche preside del liceo classico “Domenico Cotugno”.

La candidatura, sorretta dal motto “La coerenza nei fatti, il rigore nei comportamenti”, è sostenuta da due liste, anche se Mancini ha sottolineato che i giochi sono ancora aperti: quella dei dipietristi e una lista civica. Ad appoggiare la sua discesa in campo, anche il movimento Sinistra per L’Aquila di Giuseppe Bernardi, ancora in forse se dar vita a una propria lista o appoggiare le altre.

“La mia candidatura – ha detto Mancini durante l’incontro con i giornalisti – è al di fuori degli schieramenti di centrosinistra e centrodestra, che hanno un grosso limite: quello di essere composte da persone che non hanno una visione completa della città ma pensano solo ai proprio interessi o a quelli delle lobby”.

Nessun accordo, quindi, né ora né dopo il primo turno, neanche con Giorgio De Matteis: “Il mio progetto è nettamente diverso dal suo. Io non metterò mai nelle liste le persone che hanno aderito alla sua proposta”.

Sul naufragio dell’accordo con Rifondazione comunista e Sinistra ecologia e libertà, che concorrerà sostenendo alle primarie Vittorio Festuccia, ha spiegato: “Se avessi partecipato alle primarie mi sarei portato dietro i vecchi protagonisti della politica e non sarebbe cambiato nulla”.

“Con me – ha spiegato – ci saranno i cittadini che hanno i seguenti requisiti: legalità, trasparenza, onestà. A loro, garantisco piena autonomia. Il nostro sarà un laboratorio di idee concrete che nell’amministrazione pubblica avrà valore di servizio e non di privilegio”.

Mancini ha quindi illustrato i punti salienti del suo programma. Innanzitutto la sede comunale unica, “che potrebbe essere individuata nell’autoparco di proprietà dell’ente, facendo un leasing in costruendo. La sede unica favorirebbe il rapporto univoco tra assessori e dirigenti, ora smembrato in varie parti della città”.

Un altro nodo è quello legato alla struttura commissariale. “Quando questa terminerà, si pone un problema molto serio. Ci diano un terzo delle risorse della filiera e le daremo alle giovani professionalità di questo ente”.

Sempre nell’ambito della ricostruzione, Mancini punta il dito contro l’adeguamento sismico fissato al 60 per cento. “Stiamo costruendo ‘case-bara’. Lì dove possibile, è indispensabile la sostituzione edilizia. Per questo è necessario modificare le tre ordinanze”.

Per risolvere il problema legato al lavoro, il candidato sindaco ha detto: “Non ho la bacchetta magica. Ma andando in concreto si può fare qualcosa, come proporre, in ambito concorsuale, la territorializzazione delle procedure, ovvero permettere ai residenti del comune dell’Aquila di partecipare in via preferenziale ai concorsi indetti dall’amministrazione”.