L’AQUILA – “Mancano solo tre giorni a domenica. Molti dei giochi sono fatti, molte cose dette ormai sono state assodate. Molti hanno attaccato la coalizione a sostegno di Americo Di Benedetto come candidato sindaco di aver strumentalizzato la condizione dei lavoratori del contact center Inps-Inail-Equitalia. Mi chiedo allora, perché nessuno ha chiesto a me, lavoratrice e candidata, per quale motivo io abbia scelto proprio questo lato della barricata? Come mai la voce degli altri ha sempre più voce in capitolo di quella del diretto interessato?”.

Così in una nota Francesca Fantasia, candidato consigliere nella lista Socialisti e popolari per L’Aquila a sostegno del candidato sindaco del centrosinistra Americo Di Benedetto.

Fantasia, uno dei 560 addetti del contact center Inps-Inail-Equitalia, interviene sulle polemiche seguite alle parole del candidato di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale Michele Malafoglia – per Pierluigi Biondi candidato sindaco del centrodestra – il quale ha accusato Venanzio Cretarola, candidato consigliere nella stessa lista di cui fa parte Fantasia, nonché presidente dell’associazione Lavori@mo per L’Aquila nata all’interno del contact center aquilano,  di avere inviato messaggini di testo in cui “chiede voti in cambio di posti di lavoro”, scatenando la reazione sdegnata dell’accusato.

Che ha, tra l’altro, minacciato di querela l’esponente di Fratelli d’Italia. 

“Io, Francesca Fantasia, 30 anni, lavoro in un contact center e difendo il mio posto di lavoro – scrive Fantasia – Lo difendo da molto prima di candidarmi, in prima persona, sul posto di lavoro ed in ogni assemblea che l’associazione Lavori@mo per L’Aquila abbia organizzato. Ho inziato nell’ottobre del 2016, con la paura di arrivare a questo punto: ad otto mesi di distanza ancora non abbiamo certezze, ancora non sappiamo che fine faremo a dicembre. Sarà l’inizio di un anno nuovo migliore o di un anno senza lavoro?”.

“Durante queste settimane – prosegue – ho dovuto sentire e leggere cose inconcepibili, se non fosse che in campagna elettorale tutto è concesso. Per carità, è vero, nel bene e nel male l’importante è che se ne parli ma credevo che fossimo tutti nella condizione di richiedere un confronto.

Come mai la mia candidatura, e quella delle mie altre colleghe, fa così scalpore ma nessuno dice che abbiamo altri cinque candidati di altre liste nello stesso posto di lavoro?

Perché il loro intento dovrebbe essere più nobile e meno pilotato del mio?”.

IL RESTO DELLA NOTA

Coloro che hanno dato fiato all trombe pensando di andare così a difendere delle povere pecorelle smarrite dal facile atteggiamento remissivo, pronte a rimanere fedeli al cane pastore, si sono mai chiesti se mi stessero offendendo? 

Perché è vero che nessuno ha mai fatto il mio nome nello specifico, molte delle persone che hanno scritto, twittato o espresso opinioni non mi conoscono neanche, ma è anche vero che molti dei candidati, in tutte le liste e di qualsiasi colore, mi hanno stretto la mano, fatto i complimenti per la determinazione, chiamata per le foto e invitata anche a prenderli in considerazione proprio perché ero li da ore prima che arrivassero loro e andavo via sempre per ultima ogni volta che si è tenuta una riuinione per parlare della situazione tragica che incombe su di noi. 

Erano tutti pronti ad accogliermi, ma nel momento in cui ho scelto la lista dalla quale mi sentivo e mi sento rappresentata, quella dei Socialisti e popolari per L’Aquila, sono diventata strumentalizzata, sotto ricatto, insomma una stolta quasi. 

Io mi schiero con chi incarna i miei valori: la voglia di ripartire dal sociale e la voglia di ricostruire gli animi oltre che a tutto ciò che di fisico e materiale ci circonda. 

Io credo nella lista dai Socialisti e popolari per L’Aquila anche perché è stata una delle poche ad aver dato spazio a tutte queste donne, che ci ha permesso di urlare alla città che io voto donna! 

Credo nella mia lista, piena di giovani, io personalmente sono una delle persone più giovani a correre. 

Come tre quarti dei candidati in questa campagna, io non sono un’esperta politica o politicante. 

Ho abbracciato una causa e mi sono lasciata guidare e consigliare da persone nelle quali ripongo la mia fiducia. 

Persone che mi hanno aiutata a portare avanti la mia battaglia personale da ottobre e che continueranno a correre al mio fianco finché non saremo sicuri di fare tutto quello che possiamo per salvare 560 posti di lavoro all’Aquila. 

Dovremmo essere tutti più aperti ai pensieri degli altri, veramente. 

Mancano solo tre giorni a domenica, l’ho già detto, ma vi giuro, sarebbe stato bellissimo organizzare un confronto tra i candidati del call center, per sentire da ognuno di noi quali fossero le motivazioni reali della candidatura. 

Io avrei detto questo. A tutti.