L’AQUILA – “Bisognava far rientrare subito la gente nelle proprie case, invece abbiamo aspettato tre anni, nel corso della quale la città è rimasta ferma a discutere sul piano di ricostruzione”.
L’assessore uscente alla Ricostruzione del Comune dell’Aquila Pietro Di Stefano, candidato nella lista del Pd, ribadisce la strategia che l’amministrazione aveva in mente nella fase transitoria di approvazione del piano: “era quello che chiedevano i cittadini”.
“Per andare avanti – afferma – è necessario che gli enti locali tornino a essere protagonisti, secondo le competenze che la Costituzione gli assegna”.
Sul piano di ricostruzione, Di Stefano traccia lo stato dell’arte: “è fermo presso la Struttura tecnica di missione, ma noi proseguiamo nel nostro lavoro, dopo l’approvazione in Consiglio comunale stiamo convocando le conferenze dei servizi per giungere presto alla chiusura dell’iter”. Un piano, ricorda l’assessore, che ha stimato “in 3,5 miliardi di euro i costi per ricostruire il centro dell’Aquila e in 1,5 quelli per le frazioni”.
“Mancano però – sottolinea Di Stefano – le misure economiche per le attività produttive e per il recupero dei palazzi storici non vincolati, su questo dovremo trovare la condivisione con il governo, perché sul destino dell’Aquila si gioca la partita del ‘sistema Italia’”. (pi.bi.)



