L’AQUILA – “Sono l’unico candidato alle primarie del centrodestra. Pierluigi Properzi ha ufficialmente ritirato la sua candidatura, che non è stata presentata entro le 17. I potentati e le famiglie aquilane si sono resi conto che contro di me il professore avrebbe perso”.

Gioca all’attacco Luigi D’Eramo, segretario regionale della Destra e candidato unico delle consultazioni popolari per la scelta del candidato sindaco dell’Aquila che, a questo punto, non si faranno, mentre lui correrà da solo per la fascia tricolore.

Eppure, da un punto di vista formale per D’Eramo le primarie restano convocate: “Non spetta a me dire che non si faranno, per cortesia istituzionale dovrebbero comunicarlo gli altri due partecipanti”, cioè Pdl e lista civica “Domani L’Aquila” che sostiene il docente di Ingegneria.

D’Eramo ha criticato ferocemente la mossa e la contromossa di Properzi.

“È un caso di schizofrenia – ha sbottato – visto che solo lunedì ha annunciato la sua partecipazione alle primarie. L’Aquila non può permettersi candidati che in spregio al rispetto della città e dei cittadini in poche ore cambiano idea così”.

Ancora, le primarie saltate per aria sono per D’Eramo “la più grande truffa mai commessa ai danni della città e degli aquilani. Chiedo scusa io per conto di chi non lo farà e invece dovrebbe”.

A questo punto il candidato della Destra andrà da solo. “Ci riteniamo liberi – la minaccia affatto velata – da ogni impegno con persone che non sono coerenti con le decisioni che hanno assunto. Il centrodestra ha già perso le elezioni? Ci sarà sicuramente un centrodestra che andrà al ballottaggio, lasciamo decidere agli elettori quale sarà”.

Domani, in ogni caso, ci sarà una riunione dell’esecutivo provinciale, “poi sentirò il segretario nazionale, Francesco Storace, che farà valutazioni e le renderemo note nei prossimi giorni”.

Le trattative pomeridiane con Gianfranco Giuliante e Alfonso Magliocco, che avevano posticipato appositamente di quattro ore la deadline per presentare le candidature, sono naufragate sul nascere.

“Mi è stato chiesto di ritirarmi dalla competizione elettorale – ha detto l’esponente storaciano raccontando l’incontro – ma ho rifiutato perché ho fatto un patto e sono persona corretta e coerente. Nessuno comunque mi ha mai ricattato osando sottolineare il mio ruolo di assessore”.

Guardando anche quello che succede in casa Futuro e libertà, poi, D’Eramo ha denunciato anche “il tentativo in atto su Enrico Verini, le pressioni con schemi romani per farlo ritirare dalla candidatura, oggettivamente mai ufficializzata, e far convergere Fli sulla candidatura di Properzi”.

Tornando ai “potentati e famiglie” criticati in avvio, D’Eramo ha concluso affermando che “mi sembra tanto una pagina da prima repubblica, sia nei volti sia nelle metodologie. Avevo detto che le primarie non erano uno scontro generazionale ma mi sbagliavo: si confrontano due generazioni, due diversi modi di immaginare una prospettiva per L’Aquila”.