L’AQUILA – Sale il clima di campagna elettorale all’Aquila, dopo le due interviste rilasciate ad AbruzzoWeb dal candidato del centrosinistra, Massimo Cialente, e da quello del centrodestra, Pierluigi Properzi, interviene il leader del cartello “L’Aquila città aperta”, Giorgio De Matteis, che sottolinea “gli attacchi quotidiani di cui la nostra aggregazione è fatta oggetto, alcuni dei quali, nella loro volgarità, testimoniano il livello raggiunto. Questo è l’esempio che noi non vogliano seguire”.

Per Properzi, De Matteis è “il prodotto del distillato della Democrazia cristiana clientelare e redistributiva”, mentre Cialente aveva accusato il vice presidente del Consiglio regionale di aver “raccolto il peggio del vecchio che aveva portato la città alla rovina”.

In realtà De Matteis non cita mai i due principali avversari e punta anche a rilanciare, nel contempo, alcuni temi fondamentali per il futuro della città: l’alleggerimento della macchina burocratica comunale per il rilascio dei contributi per le case “E”, la rivisitazione del piano di ricostruzione che “ora è una scatola vuota” e l’utilizzo immediato dei 90 milioni di euro per favorire la ripresa e gli investimenti alle imprese.

“Per noi le linee guida – spiega Gdm – sono condivisione vs divisione, confronto vs scontro, apertura vs isolamento”.

IL COMUNICATO DI DE MATTEIS

In questo primo scorcio di campagna elettorale mi pare di poter dire che la nostra aggregazione è quella che incute sicuramente più timore. Ne fanno fede gli attacchi quotidiani alcuni dei quali, nella loro volgarità, testimoniano il livello raggiunto. Questo è l’esempio che noi non vogliano seguire. Ritengo, infatti, che soprattutto in questa campagna elettorale sia importante evitare e respingere scontri, conflitti e divisioni.

La nostra aggregazione è rappresentata dalla responsabilità degli oltre 220 candidati, rappresentanti delle sette liste di appoggio alla mia candidatura a sindaco, che riassumono la volontà dei cittadini di segnare una svolta positiva. Condivisione vs divisione, confronto vs scontro, apertura vs isolamento. Per noi, le linee guida sono appunto queste, quelle che portano L’Aquila a aprirsi verso le realtà interne e verso le realtà regionali e nazionali a ogni livello.

Abbiamo bisogno di recuperare quella credibilità purtroppo perduta a causa della conflittualità esasperata usata strumentalmente da chi non ha altri argomenti per dare fiducia e futuro alla città e agli aquilani. Oggi, infatti, ci sono alcuni temi che debbono essere affrontati e che saranno immediatamente oggetto di attenzione appena gli aquilani ci avranno consentito di governare la città.

Mi dispiace dover constatare, così come il ministro Fabrizio Barca ha rilevato più volte, che la farraginosità dell’attività in Comune ha rallentato l’approvazione di migliaia di progetti di case E. Così come la predisposizione del piano di ricostruzione, più volte sottolineato come fondamentale sempre dal ministro Barca, bocciato dagli ordini professionali e mai condiviso con la città, ci inchioda a una situazione drammatica che causa il mancato avvio della ricostruzione del centro storico.

Questi due punti sono i temi fondamentali da affrontare entro le prime ore dall’insediamento della nuova amministrazione. È, pertanto, importante un potenziamento e una riorganizzazione rapida del sistema comunale che, pure professionalmente valido, non è messo nelle condizioni di operare adeguatamente a causa della mancanza di una guida autorevole e sicura.

Così come il piano di ricostruzione, ora una scatola vuota, sarà subito oggetto di una approfondita rivisitazione, di concerto con gli ordini professionali e le realtà cittadine a ogni livello.

Insieme a questi due punti, bisogna impegnarsi per la immediata utilizzazione dei fondi della legge regionale 41, da me voluta, per giovani, anziani e universitari. La sua applicazione è importante per la creazione di un rinnovato tessuto sociale che unisca le diverse generazioni e che punti a una nuova progettualità per il futuro.

Quarto punto, la immediata utilizzazione dei 90 milioni di euro per le piccole imprese, attraverso la sinergia tra la Camera di commercio dell’Aquila e il ministero per la Coesione territoriale. Per rendere possibili investimenti sulle aziende più grandi e sul tessuto produttivo in generale, diverse altre attività legate al settore turistico e culturale manifestano chiari sintomi di crisi, chiedo al ministro Barca di consentire una quota parte dei fondi Cipe già stanziati e finalizzati a questo scopo.

Questi interventi economici sono possibili in tempi brevi e si sta già lavorando affinché possano essere applicati senza indugio alcuno. Tutto questo rappresenterà il primo segnale di discontinuità e svolta rispetto a un recente passato, recuperando serenità e concretezza.

L’appello a tutti gli aquilani, di destra, di sinistra, di centro, di qualunque estrazione culturale e ideale siano, è quello di condividere insieme questi obiettivi, lasciando da parte chi, ancora oggi e solo per strumentalizzazione politica o elettorale, continua a dividere e alimentare i conflitti.