L’AQUILA – L’ex senatore e deputato Marcello De Angelis apre, con cautela, all’ipotesi di una sua candidatura a sindaco dell’Aquila nel 2017 con il centrodestra, “ma parlando prima del progetto e poi, semmai, dei nomi, perché non serve un singolo: ci devono essere una squadra, un progetto tecnico credibile e un consenso ampio”.
Questa la grande novità nel panorama politico del capoluogo che emerge dalle repliche dei protagonisti dell’articolo di AbruzzoWeb che ha svelato le indiscrezioni sul tris di profili aquilani che circola nell’ambito della coalizione che sfiderà il centrosinistra uscente.
Oltre al nome di De Angelis, quelli della ex senatrice Maria Claudia Ioannucci e del già parlamentare di centrosinistra e centro e attuale componente del Consiglio di presidenza della giustizia amministrativa Pierluigi Mantini.
Questi ultimi due smentiscono con più decisione, Mantini in particolare affidandosi a una nota. Più prospettive apre invece la posizione di De Angelis, che parte per smentire e in conclusione ipotizza anche uno scenario che potrebbe vederlo protagonista.
Non gradito ad alcuni dei forzisti attuali che da 5 anni la sfangano all’opposizione in aula consiliare, come Roberto Tinari (peraltro eletto nel 2012 con il Movimento per le autonomie di Giorgio De Matteis), che ai tre cavalli di ritorno dà un benvenuto a dir poco al vetriolo: “Li faremo candidare tutti e tre da consiglieri comunali, prima però dovranno essere eletti come consiglieri territoriali”.
DE ANGELIS: “PRIMA IL PROGETTO POI I NOMI E POTREI STARCI”
De Angelis ci tiene prima di tutto a smentire di essere lontano dalla città, sottolineando di essere stato “presente fisicamente all’Aquila nell’immediato post-sisma con la Croce rossa e ci sono rimasto finché è ripreso il lavoro parlamentare. Ho portato, poi, a casa decine di emendamenti – rivendica – spesso insieme a Giovanni Lolli (che potrebbe essere il candidato sindaco del centrosinistra, ndr), ho partecipato al comitato di lavoro con l’allora ministro Fabrizio Barca per la nuova legge sulla ricostruzione. E fino a due anni fa avevo la residenza all’Aquila”.
La riflessione successiva è che “se uno cresce professionalmente o istituzionalmente, di solito va a farlo fuori dall’Aquila. Questo è il primo problema da porsi su questa città: c’è una possibilità che non resti periferica rispetto a luoghi non troppo lontani come Roma e Pescara? Come si fa a porre questa città al centro di una crescita come accadde a Rinaldo Tordera, manager originario di Varese eppure venuto a crescere proprio all’Aquila?”.
Quanto a Ioannucci e Mantini, nella terna di nomi come lui, “sono persone che conosco e stimo, su cui nulla ho da eccepire. Sono però rigido sugli schieramenti politici, io sono stato sempre dalla stessa parte, non ho mai considerato di fluttuare. Mantini è più di centro, e anche di centrosinistra”.
Arrivando nel merito nella sua posizione, “né mi sono candidato né mi hanno chiesto di candidarmi. All’Aquila e provincia il centrodestra va dalla frammentazione alla quasi liquefazione – rileva – Quando era potente e forte in Italia, alle amministrative abbiamo partecipato con un modello Parisi come a Milano, con candidati come Maurizio Leopardi e Pierluigi Properzi (nel 2007 e nel 2012, ndr) presi dalla famosa società civile, candidati di sintesi è così via”.
“Di poco, con quelle scelte, abbiamo superato il consenso strutturato delle liste – ricorda ancora De Angelis – Erano persone rispettabili, dovevano mettere d’accordo la coalizione superando i personalismi, ma la cittadinanza non ha creduto a quella proposta e loro, non essendo vincolati a una progettualità politica, hanno poi fatto percorsi personali in Consiglio”.
“La tabula rasa, oggi, non c’è neanche bisogno di imporla. Ci sono giovani, anche se hanno pur sempre 40 anni, come Guido Liris o Luigi D’Eramo, che hanno percorsi e aspettative e vogliono cogliere le occasioni. Devono valutare – il consiglio – se questa è una sfida che li possa far crescere o mettere in difficoltà. Il caso-Roma dimostra che una persona con esperienza politica è meglio di un outsider e che bisogna andare uniti perché l’affermazione personale non porta da nessuna parte”.
“Con il centrosinistra la ricostruzione socioeconomica è rimasta impalpabile, non è nemmeno nella fase del superamento: serve una proposta credibile – afferma poi – Non c’è il personaggio né il singolo, ci devono essere una squadra e un progetto tecnico credibili, oltre a un consenso ampio”.
Di qui l’apertura: “Se me lo chiedessero e mi dimostrassero che ci sono queste condizioni, il progetto, il consenso e che non si mettano in campo personalismi né pugnalate alle spalle, si potrebbe ragionare”.
“Attualmente non sono di nessun partito, la coalizione ufficialmente non c’è, se domani in 50 reinventiamo un ‘modello aquilano’ sono disposto a partecipare al progetto – conclude De Angelis – E non parto dicendo che il candidato sono io, ma il contrario: dal progetto si vedranno i nomi”.
IOANNUCCI: “BISOGNA ESSERE UNITI E TROVARE PERSONE VALIDE”
Più distaccata la ex senatrice Maria Claudia Ioannucci. “Candidarmi io? Assolutamente no, ho dato all’Aquila 5 anni della mia vita e sono contenta di averlo fatto, ora ci sono i giovani ed è giusto che lo facciano. Punterei su dei giovani validi, possibilmente: la classe dirigente si forma anche, sarà compito di noi anziani cercare di tirarli su”, ipotizza poi.
In questo senso potrebbe invece arrivare un suo contributo. “Sono sempre disponibile a dare una mano all’Aquila, ma mai a schierarmi per l’uno o per l’altro – precisa – È importante che la città si riprenda, spero solo che quelli che vanno a svolgere attività politica siano servitori dello Stato”.
“Secondo me si può più parlare di centrodestra o di centrosinistra, ma di persone valide o non valide – fa notare poi – Le ideologie mi sembrano abbastanza superate, la missione sarà quella di cercare le migliori persone senza farsi deviare dagli strombazzatori”.
“Magari – ipotizza ancora la Ioannucci – sarebbe il caso di presentare una coalizione unica cittadina per il bene dell’Aquila, indipendentemente dai simboli. Siamo in un momento storico importante, le battaglie vanno fatte da fuori casa e non si possono fare in casa,dobbiamo essere uniti e cercare lo sviluppo futuro perché si deve ripartire da zero”.
La Ioannucci oggi è impegnata anche come azionista del quotidiano l’Unità. “Non sono editore, ho partecipato al salvataggio di un giornale che ha un’ideologia che non è neanche la mia, ma penso che più voci ci siano più democrazia c’è. I giornali li salverei tutti, questo lo potevo aiutare e ho cercato di farlo”, conclude.
MANTINI: “CENTRODESTRA? LA MIA STORIA E’ UN’ALTRA”
Infine Mantini. “Ringrazio per la considerazione chi ha pensato a me, ma sono assolutamente distante dell’ipotesi di accettare una candidatura a sindaco dell’Aquila per due semplici ragioni – scrive nella sua nota – Mi occupo solo di diritto e di istituzioni e non potrei mai rappresentare il centrodestra, la mia storia è un’altra”.
“Vi è poi una terza seria ragione: ricostruzione all’Aquila non coincide con innovazione, sarebbero gli aquilani disposti a cambiare? In tal caso, e in altri ruoli e modi, il mio impegno ci sarà sempre”, conclude lanciando un altro tema di riflessione.




