L’AQUILA “L’Aquila non è un laboratorio nazionale, negli accordi per le amministrative bisogna pensare ai problemi delle città”.
Aveva spiazzato tutti il leader dell’Unione di centro, Pier Ferdinando Casini, fermandosi a parlare con i cronisti appena arrivato all’Aquila per sostenere il candidato sindaco Giorgio De Matteis.
Tra lo stupore generale, infatti, aveva ribaltato l’idea lanciata fino a oggi come un refrain dai vertici regionali e locali della Vela, tanto che questa faccenda del “laboratorio” Morena Pasqualone e Pierluigi Mantini l’avevano ribadita ai microfoni di AbruzzoWeb giusto pochi minuti prima.
“L’Aquila non è un banco di prova nazionale, i cittadini non possono essere trattati come cavie”, aveva aggiunto Casini, facendo pensare a una clamorosa e inattesa sterzata, tanto che perfino il componente del consiglio d’amministrazione Rai Rodolfo De Laurentiis, che ha fatto il viaggio in auto assieme all’ex presidente della Camera, aveva sgranato gli occhi a risentire la dichiarazione.
Ma poi, nel corso dell’intervento sul palco della sala convegni “Tre Marie”, Casini ha corretto il tiro.
Dopo aver ribadito per la terza volta “L’Aquila non è una sperimentazione di niente” ha aggiunto “ma mi piace questa coalizione che state mettendo su, composta da partiti e da liste civiche e che non ripropone schemi nazionali. È una via che state cercando di percorrere e che può essere un contributo anche per noi”.
Una vera e propria benedizione della ‘terza via’ che ha fatto tirare un sospiro di sollievo tanto a Gdm quanto alla stessa Pasqualone, entrambi apparsi rasserenati al momento di salutare Casini.
Sornione Casini, che alla domanda secca del cronista, “L’Aquila laboratorio nazionale o no?”, ha risposto sogghignando: “Ho fatto tutto un giro di parole, adesso sta a voi capirlo!”.



