L’AQUILA – “Questa vicenda delle primarie non passerà sotto silenzio, Storace a Roma si farà sentire. Per noi D’Eramo resta candidato sindaco”.
La sua investitura è stata decisa da poche ore dal leader nazionale della Destra, Francesco Storace, ma Valerio Di Pasquale, il nuovo commissario provinciale del partito all’Aquila, è entrato subito nel ruolo: “la mia nomina è l’esito naturale di ciò che è iniziato con Prospettiva 2022, il progetto per candidare a sindaco del capoluogo Luigi D’Eramo“.
Il Popolo della libertà però ha rotto il giocattolo: niente consultazioni e addio sogni di gloria per D’Eramo che ha potuto accarezzare solo per pochi giorni il sogno di rappresentare il centrodestra nella competizione amministrativa.
“La verità – dice Di Pasquale – è una sola, Pierluigi Properzi ha avuto paura di perdere le primarie e si è ritirato”.
L’urbanista e docente universitario, sempre secondo Di Pasquale, “non è più credibile, ha dimostrato scarso coraggio, una delle qualità indispensabili per far rinascere la città, da questa storia lui e il Pdl ne escono malissimo, lo testimonia il fatto che per fare la riunione del direttivo provinciale (ieri sera, ndr) sono dovuti fuggire a Sulmona: si discute dell’Aquila e lo fanno altrove”.
Voi della Destra, invece?
Noi andiamo avanti, formalmente le primarie non sono state revocate. Oggi D’Eramo è un candidato sindaco, Properzi no.
Formalmente non saranno saltate, ma di fatto lo sono. Da che parte deciderete di stare?
Non saremo noi a dover scegliere, ma il Pdl. Secondo me i vertici nazionali e regionali del partito metteranno mano alla situazione aquilana: Angelino Alfano e, a caduta, Filippo Piccone e Fabrizio Di Stefano studieranno il dossier L’Aquila e faranno capire al coordinatore provinciale, Alfonso Magliocco, che non può decidere da solo. A quel punto si renderanno conto che Properzi non è candidabile e dovranno optare tra Giorgio De Matteis e Luigi D’Eramo. Se la preferenza andrà sul vice presidente del Consiglio regionale noi faremo al primo turno la nostra bella battaglia di testimonianza a destra.
E se, invece, il Pdl dovesse decidere di puntare ancora su Properzi, cosa pensate potrebbe succedere?
Che non avrebbe alcuna chance di competere con gli altri big. Se alle elezioni di maggio sarà necessario il secondo turno ci andranno il sindaco uscente, Massimo Cialente, e De Matteis. Noi, naturalmente, in quel caso sosterremo quest’ultimo.
A proposito di De Matteis, si è fatto sentire? Come valutate la sua iniziativa di voler fare il “De Magistris aquilano”?
Lui in persona no, ma siamo stati contattati da persone a lui vicine. Quanto al giudizio politico, c’è un dato inequivocabile: lui è un candidato sindaco, Properzi è un architetto che si è ritirato dalle primarie, nulla di più.
La sua nomina nasce da un doppio abbandono: quello del segretario provinciale Pierluigi Cosenza, che è stato seguito dalla sua compagna Sabrina Cicogna, quali sono stati i motivi di una rottura così fragorosa?
Sono i consuoceri di Properzi: in famiglia ci si difende. È una cosa bella, la famiglia è un valore importante per la destra…
Motivazioni personali e ironia a parte?
La Cicogna ha detto che la nostra campagna elettorale era poco sobria, che mancavano solo le majorette. Probabilmente per loro, abituati alle riunioni nei salotti borghesi del centro storico, le 500 persone che hanno partecipato al lancio della candidatura di D’Eramo al Ridotto del teatro comunale saranno sembrate volgari. L’Aquila deve ripartire dalla gente, non certo dalle conventicole. Quanto alle majorette, se si fossero svolte le primarie, la Cicogna le avrebbe potute vedere all’opera a festeggiare la nostra vittoria. La nostra è una destra giovane, moderna, che si diverte e non si prende troppo sul serio. Il contrario di quella che intendono loro: elitaria e con la puzza sotto al naso.
Insomma la politica si riprende il suo spazio a danno dei tecnici.
Properzi indossa il cappellino del tecnico o del politico a seconda della convenienza. E poi dietro di sé ha dietro ampi pezzi del vecchio Partito socialista, vedi i suoi sponsor Romano Ferrauto e Ugo Giannunzio, e una lunga lista di cognomi eccellenti che di tecnico hanno ben poco.
L’annullamento delle primarie per la scelta del candidato sindaco di centrodestra all’Aquila ha buttato benzina sul fuoco delle polemiche che covavano sotto la cenere, di cui si aveva avuto più di un’avvisaglia durante il congresso Pdl, quello della rissa sfiorata tra il coordinatore uscente, Gianfranco Giuliante, e il consigliere regionale Luca Ricciuti.
C’è chi è infuriato, come La Destra, unico partito a essersi ritrovato in corsa per le consultazioni, saltate, del 18 marzo, e c’è chi, dopo aver preso le distanze dalle scelte fatte dai vertici locali del Popolo delle libertà, rivendica scelte fatte in tempi non sospetti, chiedendo un passo indietro ai suoi ex colleghi di partito.
Il segretario nazionale della Destra, che aveva lanciato Luigi D’Eramo alle primarie, Francesco Storace, sul suo sito web parla senza mezzi termini di “metodi da cricca”, riferendosi al tira e molla sulle primarie, saltate al termine di una convulsa giornata fatta di conferenze stampa, telefonate e incontri segreti.
Ieri, nel corso di una conferenza stampa, lo stesso D’Eramo ha dichiarato: “Ciò che è accaduto è la più grande truffa perpetrata ai danni della città”. Un atteggiamento che non è piaciuto a tutti all’interno della formazione storaciana: il coordinatore provinciale aquilano, Pierluigi Cosenza, e l’esponente Sabrina Cicogna, hanno infatti abbandonato il partito.
E il vice coordinatore regionale Pdl, senatore Fabrizio Di Stefano, torna ad aprire all’ipotesi di candidatura di Giorgio De Matteis.
Sulla vicenda, invece, si registra il silenzio assordante del coordinatore regionale del Pdl, senatore Filippo Piccone, che da vicino conosce e segue le vicende aquilane del partito. AbruzzoWeb ha tentato per l’intera mattinata, vanamente, di contattare il senatore azzurro per conoscere il suo pensiero su una vicenda finita su tutte le cronache nazionali.
Intanto, la dirigente regionale del Pdl Carla Mannetti, una delle anime dei malpancisti azzurri che nelle scorse settimane hanno aderito al progetto politico di De Matteis “L’Aquila città aperta”, con una nota invita chi “ha lavorato contro a fare un passo indietro per il bene dell’Aquila”.
Nel Pdl, che questa sera terrà un coordinamento provinciale per ricomporre il quadro sulle candidature, è verosimile che la scelta finale sarà quella di una convergenza sull’architetto Pierluigi Properzi, candidato formalmente indipendente con il movimento civico “Domani L’Aquila” ma ormai sostanzialmente pidiellino, che non ha presentato la sua candidatura alle primarie, nonostante per settimane il suo nome sia stato accostato più volte alle consultazioni popolari.
Il candidato che ritirandosi ha messo nei guai il Pdl, Enzo Lombardi, che ha lasciato addiritttura il partito intuendo la virata su Properzi, per rispondere alle accuse di premeditazione del gesto ha pubblicato una sua prenotazione dello scorso 1° marzo a un seminario pidiellino che comincia proprio oggi, “alle primarie ci pensavo eccome e Properzi le avrebbe perse contro di me”.
Non si esclude sulla vicenda aquilana possa intervenire anche il segretario nazionale del Pdl, Angelino Alfano, il primo sponsor delle primarie, per sbrogliare la matassa e rimettere ordine dopo la confusione seguita all’annullamento delle primarie.
Riunione in serata anche per la Destra, che ha convocato un direttivo per definire strategie e movimenti in vista delle elezioni.





