L’AQUILA – Si è fatto attendere, Lorenzo Cesa, segretario nazionale dell’Unione di centro e candidato alle elezioni europee, nella sua seconda visita a L’Aquila, questa volta accolto intorno a mezzanotte da circa 200 sostenitori al ristorante Villa Feronia, democristiani vecchi e nuovi e di buon pedigree.

Una foto di gruppo utile a comprendere gli equilibri centristi nel capoluogo abruzzese, dove l’Udc è teatro di uno scontro interno tra il duo composto dal vice presidente uscente del Consiglio regionale, Giorgio De Matteis, e dalla segretaria provinciale Morena Pasqualone, che si oppone alla parte del partito che non ha digerito la proposta di De Matteis di dare l’endorsement al candidato aquilano di Forza Italia Luca Ricciuti nelle regionali del prossimo 25 maggio.

All’evento elettorale che ha avuto come deus ex machina il professore del’Università dell’Aquila Sergio Tiberti, c’erano dunque il candidato alle regionali del Nuovo centro destra Paolo Sasso, i consiglieri comunali Raffaele Daniele, Udc, Alessandro Piccinini, del gruppo misto ma vicino a Ncd, e Giuseppe Ludovici, di Alleanza per l’Italia, ma già da tempo in dissidio con la maggioranza di centrosinistra.

L’ex consigliere del Partito democratico (e in passato assessore di centrodestra) Francesco Pistoia e Piero Di Piero, eletto con l’Udc nel 2012, ma che poi si è decaduto come consigliere per incompatibilità a causa della sua attività professionale che lo vede impegnato nella ricostruzione post-sismica.

Questi i politici, ma c’erano anche altri nomi di peso delle professioni e dei quadri dirigenti: tanto per cominciare direttore della Asl Avezzano-L’Aquila-Sulmona Giancarlo Silveri, dato per vicino a Ncd con il suo think tank “Immaginazione”, il decano dell’università Aniello Russo Spena e la docente di ingegneria Maria Teresa Todisco, il costruttore Francesco Laurini, presidente dei Lions club, Sergio Adriani, presidente provinciale della Federazione italiana agenti immobiliari.

E ancora Modesto Lolli, presidente regionale della Piccola Industria di Confindustria Abruzzo, Dino Pignatelli, ex direttore del Centro turistico, l’imprenditore aquilano Mauro D’Intino e l’imprenditore romano Angelo Donati, marito della showgirl Milly Carlucci, che ha vinto l’appalto per la ristrutturazione post-sismica della basilica di San Bernardino.

Alessandra Rossi ex presidente dei giovani di Confindustria e animatrice dell’associazione Abruzzo moderno, politicamente vicina  al consigliere di amministrazione della Rai Rodolfo De Laurentiis. Fernando Vaccarelli, vecchia gloria dell’Aquila Calcio. E infine una nutrita rappresentanza di dipendenti e dirigenti dell’Anas.

Il discorso del segretario è tutto improntato alla distinzioni tra popolari e populisti, nuovo refrain del disegno centrista nel post-berlusconismo. “Siamo impegnati a costruire una casa dei moderati assieme al Nuovo centro destra – spiega Cesa – in sintonia profonda con Angelino Alfano, Mario Mauro, Maurizio Lupi e Gaetano Quagliarello, un progetto politico vero, dato al 7% dei consensi, e non un partito contenitore destinato al fallimento, vittima delle sue contraddizioni”.

Una casa insomma ben diversa da quella che l’Udc oramai repita inagibile, messa su da Silvio Berlusconi, “un leader – sottolinea Cesa – che in questi giorni promette di portare le pensioni a mille euro, e lo ricordo quando anni fa disegnava porti e autostrade su una lavagna. Ecco, se avessimo mantenuto metà di quelle promesse, oggi la situazione sarebbe diversa, Beppe Grillo non vrebbe tutto questo consenso”.

Grillo, appunto, lo spauracchio che ha affondato il sogno di un terzo polo lungamente caldeggiato dai post-democristiani. L’incarnazione del populismo a cui Cesa contrappone la moderazione dei popolari.

“Le elezioni europee sono un test importante per gli equilibri politici italiani, se Grillo infatti supererà il 30% ritengo che si dovrà tornare a votare. La gente vota Grillo perché c’è un grande disagio. Parlo con i deputati del Movimento 5 stelle, sono anche bravi ragazzi, hanno imparato bene i meccanismi parlamentari, ma li usano per bloccare tutto, per distruggere e per costruire non si sa che cosa”.

Infine l’Europa, a governare la quale Cesa si ripropone, rivendicando la sua esperienza, essendo già stato deputato a Bruxelles dal 2004 al 2006, primo eletto della circoscrizione meridionale con 103.000 voti.

“Alcide De Gasperi già nel 1952 affermava profeticamente che un’Unione solo economica sarebbe stata destinata al fallimento. Serve oggi un’unione politica, bisogna costruire gli Stati Uniti d’Europa”.

Ma ammonisce, “l’Europa però è anche una grande opportunità che l’Italia non sa sfruttare a pieno: abbiamo restituito 17 miliardi di fondi perché non siamo stati capaci di spenderli, riusciamo a farci finanziare pochissimi bandi per i progetti innovativi. I parlamentari tedeschi vi assicuro che a Bruxelles al di là delle appartenenze politiche fanno squadra e curano gli interessi dei loro paesi. Noi invece abbiamo perso tante occasione per gli scontri tra destra e sinistra, prima contro Berlusconi”.

Sulle elezioni regionali, dove l’Udc, a differenza di quello che accade al governo, è in coalizione con il centrodestra in appoggio al candidato presidente Gianni Chiodi, nessun cenno o quasi da parte del segretario. Forse solo a causa dell’ora tarda e della stanchezza.