L’AQUILA – Il sogno dei centristi a livello nazionale, persino di Silvio Berlusconi, è quello di costruire un contenitore con il premier Mario Monti come leader, ma intanto i moderati abruzzesi, divisi in svariati rivoli, sgomitano tra di loro per conquistare un posto buono nelle liste per le prossime elezioni politiche che ci saranno il 17 o il 24 febbraio del prossimo anno.

Tutto ciò in un quadro di caos e trattative confuse.

Il movimento in gestazione è molto composito: si va dai due partiti ufficiali che potrebbero dar vita alla “Lista per l’Italia”, Unione di centro e Futuro e libertà, passando per i seguaci di Luca Cordero di Montezemolo e della sua fondazione “Italia futura”, fino al mondo che fa riferimento a strutture cattoliche come le Acli, il Movimento cristiano dei lavoratori e la parte della Cisl più vicina al segretario nazionale, l’abruzzese originario di Bomba (Chieti)  Raffaele Bonanni,

Un magma con ruoli non ancora ben definiti, che potrebbe attrarre anche gli scontenti soprattutto del Popolo della libertà, dilaniato da possibili scissioni e polemiche interne feroci.

Nel 2008 l’Udc, in corsa solitaria, ottenne nella circoscrizione Abruzzo un solo deputato, il “paracadutato” Ferdinando Adornato, ma stavolta punta a raddoppiare i seggi alla Camera e, magari, a prendere anche un senatore.

Chi rivendica un diritto di primogenitura, e quindi il posto da capolista per Montecitorio, è il capogruppo della Vela in Consiglio regionale, Antonio Menna, che difende con i denti la sua volontà di sbarcare a Roma.

“Nei tempi di magra se c’è stata una persona che ha salvato questo partito sono io”, è solito ripetere tra i corridoi dell’Emiciclo, e non intende rinunciare a una prerogativa che ritiene di aver guadagnato sul campo.

Sul suo territorio, il Chietino, certo non potrà fargli concorrenza il presidente della Provincia, Enrico Di Giuseppantonio, che, per candidarsi, avrebbe dovuto dimettersi mesi fa per non incappare nella norma sulle ineleggibilità.

Un altro competitore agguerrito sarebbe potuto essere l’ex deputato Rodolfo De Laurentiis, primo dei non eletti quattro anni fa, la cui speranza di tornare a fare il deputato venne stroncata da Adornato. Vincitore in due circoscrizioni, tra il collegio Marche e quello Abruzzo quest’ultimo optò per il secondo, lasciando il marsicano trapiantato a Roma a bocca asciutta.

De Laurentiis, in seguito, è stato ricompensato con la nomina nel consiglio di amministrazione della Rai e poi riconfermato nel luglio scorso: un incarico incompatibile con quello di parlamentare, per cui si dice stia lavorando per un suo candidato, magari pescato dalla società civile.

Chi, invece, siede alla Camera da tempo e vuole continuare a rimanerci è Pierluigi Mantini, aquilano di nascita ma eletto in Lombardia con il Partito democratico, sponda Margherita, e poi passato sotto la Vela.

La sua volontà di conquistarsi la rielezione in Abruzzo è nitida, tanto che per un periodo aveva spinto per diventare assessore comunale nel capoluogo per familiarizzare ancora di più con la città.

Resta, poi, il nodo Giorgio De Matteis, esponente del Movimento per le autonomie di cui da luglio è vice segretario nazionale, leader del movimento contenitore “L’Aquila città aperta” che alle elezioni amministrative del capoluogo dello scorso maggio ha ridotto ai minimi termini il Pdl.

Nonostante non ci sia stata ancora la fumata bianca, il vice presidente del Consiglio regionale è in chiarissimo avvicinamento nell’Udc, suo alleato all’Aquila, con la promessa di un ruolo guida che gli ha fatto il capo del partito, il presidente della Vela, Pierferdinando Casini.

Non a caso, Casini si è scomodato per partecipare a un convegno a Pescara di alcune settimane fa, e questo nonostante i tentativi di alcuni, tra Roma e l’Abruzzo, tra cui lo stesso De Laurentiis, fautore anche all’Aquila dell’alleanza con il centrosinistra, di far saltare la sua presenza.

Ex assessore ai Lavori pubblici della Giunta regionale di Giovanni Pace, Gdm rappresenta infatti l’anima più dialogante con il centrodestra, con cui è saldamente in maggioranza in Regione, mentre Menna e De Laurentiis puntano a un accordo con il Pd alle prossime Regionali.

De Matteis avrebbe preferito giocarsi le sue chance con le preferenze, per cui il voto con il “Porcellum” l’ha un po’ disorientato, e dovrà decidere come raddrizzare la strategia studiata fino a oggi.

Un nome quotatissimo per il primo posto al Senato è quello di un altro chietino: Lucio Gaspari, figlio di Remo, storico big della Democrazia cristiana scomparso nel luglio dello scorso anno a 90 anni, molti dei quali vissuti dentro i ruoli chiave del governo nazionale.

Potrebbe essere della partita pure il docente universitario dell’Aquila Sergio Tiberti, la cui famiglia ha radici in Abruzzo, famoso per le sue battaglie dentro l’ateneo contro il rettore, Ferdinando Di Orio, uno che l’esperienza al Senato se l’è già fatta tra il 1994 e il 2001, prima con i Progressisti e poi con l’Ulivo: se fosse così i due si ritroverebbero doppiamente colleghi, come professori e come senatori.

L’asse L’Aquila-Teramo potrebbe essere riequilibrato con la candidatura del finiano teramano Berardo Rabbuffo, mentre nell’area adriatica si parla dell’ex presidente dell’assemblea comunale di Pescara, Licio Di Biase.

Ma in quella provincia è soprattutto sul vice presidente della Giunta regionale, Alfredo Castiglione, che si concentrano le attenzioni guardinghe dei centristi: il numero due del governatore, Gianni Chiodi, ha come referente romano l’ex ministro degli Esteri Franco Frattini, dato in avvicinamento allo schieramento, soprattutto se Monti accetterà di guidarlo.

Restano le incognite su chi schiereranno gli altri compagni di percorso, soprattutto se si farà un unico “listone”: quella di Bonanni è certamente una figura autorevole, per lui addirittura si era parlato di un’investitura come candidato governatore, mai confermata né smentita.

Su chi possano pescare nel mazzo i neofiti montezemoliani o i cattolici, infine, non ci sono certezze: sebbene stiano lavorando da tempo all’ingresso in politica, l’unico che si fa sentire di tanto in tanto è il referente regionale di “Italia futura”, Giulio Sottanelli.