PESCARA – “Vogliamo un centrodestra in cui non ci si debba  vergognare dei propri compagni di viaggio. Torno a ripetere che mi sono sentita in imbarazzo e in difficoltà di fronte a persone che si sono ritrovate la casa pagata, ad altre condannate per mafia che venivano ricandidate, a un Franco Fiorito che non è stato cacciato subito a calci. Non mi sono vergognata di aver militato nel Popolo della libertà, partito in cui ho condotto le mie battaglie, battaglie in molti casi perse. Per questo ho tirato le dovute conseguenze”.

Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, ha ripetuto anche dall’auditorium Petruzzi di Pescara, le frasi che hanno suscitato non poche polemiche nel suo ex partito, il Pdl.

D’altronde, l’evento a Pescara organizzato da FdI è stato intitolato “Giù la maschera” e, dunque, carnevale a parte, i Fratelli d’Italia hanno parlato davvero a viso aperto e senza peli sulla lingua.

Sul palco del Petruzzi erano in tre, la Meloni, il capolista alla Camera, l’assessore regionale Paolo Gatti, e quello al Senato, il vice presidente della Provincia di Chieti Antonio Tavani.

In platea, tra i candidati e i sostenitori della nuova formazione politica, c’erano anche l’onorevole Marco Marsilio, ideatore di buona parte del programma elettorale di FdI, e l’ex sindaco dell’Aquila Biagio Tempesta, padre di una delle candidate, Barbara Tempesta.

Ad aprire l’incontro, invece, oltre all’Inno d’Italia, che evidentemente ha ispirato il nome della nuova formazione politica, è stato un video a sorpresa del tenore pescarese Piero Mazzocchetti, che in onore di FdI ha intonato, in segno di buon auspicio, l’aria del “Vincerò”.

Il primo a parlare è stato Tavani che ha ringraziato la Meloni perché ha permesso “una nuova logica nella formazione delle liste, dando un chiaro segno di discontinuità, privilegiando il merito e il legame con il territorio”.

“La gente abruzzese ti è grata – ha detto ancora Tavani alla Meloni – perché quel 7 aprile di quattro anni fa, tu fosti una delle prime ad arrivare all’Aquila distrutta dal sisma e a impegnarti seriamente per la ricostruzione. Ti chiediamo di continuare in quell’impegno ma ti preghiamo anche di ricordare, soprattutto nei dibattiti televisivi, che gli unici e soli fondi che sono arrivati nei comuni del ‘cratere’ per la ricostruzione sono quelli stanziati dal governo di centrodestra. Il governo Monti non ha fatto altrettanto”. 

Tavani ha concluso il suo discorso con una battuta scherzosa nei confronti della sua leader trentaseienne appassionata dei nuovi mezzi di comunicazione digitale: “Visto che frequenti molto facebook – le ha detto in chiusura – posso dire che a me Giorgia Meloni ‘mi piace’. Cliccateci sopra”.

Dopo Tavani è stata la volta di Gatti che ha subito ripreso il titolo dell’incontro, “Giù la maschera”: “Qualcosa ci viene nascosto e invece va svelato – ha detto l’assessore regionale – Qualche giorno fa a Berlino i tedeschi ci hanno fatto capire che vorrebbero l’alleanza Bersani-Monti, con annessi Casini, Fini, Vendola ecc. Ma gli Italiani il loro governo devono sceglierselo da soli e non farselo imporre dai tedeschi, tanto più che quello che vorrebbero loro non è quello che conviene a noi, ma evidentemente solo a loro”.

A chiudere l’incontro è stata ovviamente l’ospite d’onore, la Meloni, che per prima cosa si è detta orgogliosa del suo partito “che si può votare a testa alta” e dell’aver ritrovato proprio grazie a questo, grande entusiasmo tra i militanti.

“Basti pensare – ha detto a riguardo – che oggi sono arrivata qui in macchina di Etel (Etelwardo Sigismondi, candidato, consigliere comunale a Vasto e consigliere alla Provincia di Chieti, ndr) – un’auto completamente bardata del nostro simbolo. Era da un po’ di tempo che non vedevo questo entusiasmo e che non provavo queste sensazioni. Ho creduto nel Pdl, ci ha creduto il 38 per cento del popolo italiano, tale era la percentuale all’atto della nascita. Ciò significa che in quel momento non era sbagliato il percorso, ciononostante dopo l’esperimento non ha funzionato”.

Anche la Meloni si è lasciata andare a qualche battuta, come quando ha parlato del centrosinistra che starebbe facendo di tutto per perdere le elezioni: “guardate i manifesti che hanno fatto al povero Bersani, neanche gli ‘Sgommati’ (trasmissione di satira politica in onda su Sky, ndr) lo hanno fatto così brutto”.

È ridiventata invece molto seria quando ha detto che “Monti eseguiva ordini figli di interessi di qualcun altro”, quando ha parlato dei sacrifici delle classi più deboli italiane per pagare l’Imu, “ma se quei soldi erano così indispensabili per il Paese, perché poi li abbiamo prestati al Monte Paschi di Siena?” e quando ha raccontato delle battaglie parlamentari “per dire che lo Stato deve essere giusto e dare il buon esempio, prima di chiedere sacrifici ai più deboli”. Arianna Iannotti