L’AQUILA – “I sondaggi dicono che siamo in risalita, ricordo che anche alle ultime elezioni politiche, a 40 giorni dal voto, ci davano in caduta libera, all’11%, ma poi abbiamo sfiorato la vittoria. E se la campagna elettorale fosse durata altri pochi giorni, avremmo vinto noi. Sono convinto, come Silvio Berlusconi, che possiamo arrivare al 25% e che la partita è apertissima”.
Suona la carica e infonde ottimismo Raffaele Fitto, ex ministro del governo Berlusconi e candidato di Forza Italia come capolista per la circoscrizione Sud alle elezioni europee del 25 maggio, oggi all’Aquila per presenziare a un incontro elettorale al ristorante la Grotta di Aligi, a sostegno del candidato abruzzese Jonny D’Andrea, 33 anni, di Civitella Casanova, caporal maggiore dell’esercito e paracadutista nell’agosto 201 in Afghanistan, dove durante una perlustrazione, è stato vittima insieme con i suoi compagni di un’imboscata dei guerriglieri talebani.
Nella sua giornata aquilana Fitto ha poi ovviamente fatto il punto sull’altra partita ancora più decisiva per l’Abruzzo, quella delle elezioni regionali, assieme ai candidati Nazario Pagano e Luca Ricciuti (Forza Italia) ed Enzo Lombardi (Abruzzo Futuro), al vice presidente regionale del partito, Guido Quintino Liris, alla coordinatrice provinciale di Forza Italia, Antonella Di Nino.
Se Pagano ha spronato i suoi a moltiplicare l’impegno, confermando che anche in Abruzzo i sondaggi registrano per il centrodestra e Forza Italia un significativo recupero, Fitto incita “a essere orgogliosi di quanto è stato fatto dal presidente e candidato Gianni Chiodi“, citando la riduzione del debito della sanità, dei costi della politica e anche delle tasse.
Ricordando però che “subiamo i questa campagna elettorale una ferita della democrazia, in quanto è stato impedito a Berlusconi di candidarsi. E serve da parte nostra ancor maggiore impegno”.
Tornando alle elezioni europee: Forza Italia aderisce al gruppo del Partito popolare europeo, che candida come presidente il lussemburghese Claude Juncker, ex governatore della Banca mondiale e primo ministro del Lussemburgo, e Fitto ha spiegato che “non siamo per la protesta contro l’Europa, ma l’Europa va cambiata, siamo in recessione, la disoccupazione è altissima. E serve una moratoria del fiscal compact, occorre andare oltre i paletti del rapporto deficit-pil del 3%”.
“Serve poi una politica estera europea degna di questo nome, davanti alla crisi ucraina, e per quanto riguarda le politiche dell’immigrazione deve passare il principio che il confini italiani sono quelli europei, e dunque l’Europa deve aiutare a far fronte all’emergenza degli sbarchi”, ha rincarato.
A seguire Fitto ha messo in chiaro la posizione di Forza Italia rispetto al governo di Matteo Renzi.
“Ieri abbiamo votato l’ordine del giorno del governo per dimostrare a Renzi che le riforme non si fanno a colpi di maggioranza, né mostrando i muscoli, e che Forza Italia è indispensabile, ed è per questo che ha un atteggiamento responsabile. Sulle larghe intese però – sottolinea Fitto – non facciamo confusione: con l’aggravarsi della crisi economica e a determinate condizioni politiche ci sarebbe una nostra disponibilità. Ma non nei confronti di un governo Renzi che non ha legittimazione popolare ed è frutto di un accordo di palazzo, conferma la tassa sulla casa, aumenta la tasi, mette tasse ai depositi bancari, è dà 80 euro solo ai dipendenti pubblici, dimenticandosi le partite Iva e i pensionati”.
“Ora – conclude Fitto – è esploso il conflitto tra sindacati e governo, ma in realtà si gioca una partita interna alla sinistra, è una coda alle primarie e ai congressi. C’è secondo me un’esagerata allergia di Renzi nei confronti non solo dei sindacati, ma in generale contro chiunque lo critichi. Lui però è diventato presidente con un operazione di palazzo e dovrebbe accettare le critiche”.






