PESCARA – “Il segretario regionale del Pd prima di cantare vittoria abbia la pazienza di aspettare il verdetto delle urne. Nel frattempo invece di cullarsi sui dati espressi da un solo sondaggio, che valutiamo con doverosa prudenza, si documenti anche sulle previsioni degli altri istituti demoscopici nelle quali la forbice tra centrodestra e centrosinistra non è certo a doppia cifra, anzi si è ridotta a soli 3 punti percentuali”.

Sono queste le dichiarazioni del dirigente regionale Pdl Mauro Febbo in vista delle prossime elezioni politiche.

“Tutta questa euforia quindi non la coprendo, anche alla luce delle ultime notizie che giungono dalla Toscana che potrebbero determinare una ulteriore variazione sulle intenzioni di voto anche nella nostra regione”.

“Quello che emerge da tutti i sondaggi – prosegue Febbo – è che esiste una consistente percentuale, tra il 35 e il 40%, di indecisi che  abbiamo il dovere di riavvicinare alla politica e che possiamo riportare sulle posizioni del centrodestra”.

“Ricordo inoltre – aggiunge – al segretario regionale del Pd, semmai non se ne fosse accorto, che il centrosinistra non è ancora maggioranza in Regione Abruzzo e a livello nazionale (32-35%??????). Paolucci poi dimentica un altro piccolo particolare quando parla di Razzi: dal 2006 al 2008 è stato eletto in quota Idve sosteneva il Governo targato Romano Prodi; dal 2008 al 2010 ancora eletto in quota Idv è stato all’opposizione di centrosinistra durante il Governo Berlusconi“.

“Mi chiedo allora, Paolucci e i suoi compagni avevano la stessa opinione? Oppure, come accade con i sondaggi di cui si parla solo se estremamente favorevoli, anche in questo caso certe valutazioni si fanno solo se conviene?”.

“Sono certo che – ammette Febbo – se alcuni colleghi e dirigenti del mio partito si mettessero in testa che siamo in piena campagna elettorale, la finissero di polemizzare  e cominciassero seriamente a lavorare per vincere le prossime consultazioni, sicuramente gli scenari politici regionali sarebbero ben diversi”.

“Mi permetto di ricordare loro che gli avversari da battere sono il centrosinistra e i professori banchieri e mai come in questo momento è necessario mettere da parte malumori e mal di pancia. Le problematiche sollevate in questi giorni – conclude il dirigente regionale del Pdl –  possono trovare una soluzione anche dopo il 26 febbraio”.