PESCARA – Dietro le quinte, nella stanza dei bottoni e affianco ai candidati del Movimento 5 stelle alle elezioni politiche del prossimo 4 marzo, brillano sempre più di luce propria due stelle al femminile abruzzesi.

Sono il consigliere regionale Sara Marcozzi e il consigliere comunale di Pescara Enrica Sabatini.

Nessuna delle due, in verità, si è potuta candidare alle Politiche, in quanto già ricoprono incarichi istituzionali, e il regolamento M5s vieta di abbandonare il posto per cui si è stati votati.

Ma in prospettiva c’è già chi vede la Marcozzi e la Sabatini in pole position per la candidatura ala presidenza della Regione, tra pochi mesi, che per la Marcozzi sarebbe la seconda volta.

O comunque, sono papabilissime per un approdo blindato in Parlamento al prossimo giro utile. Per la Sabatini qualcuno, addirittura, pronosticherebbe già una poltrona ministeriale a nell’eventualità di un governo pentastellato.

La Marcozzi, con il Consiglio regionale “congelato” fino al voto, può dedicarsi a tempo pieno coordinare la campagna elettorale M5s in Abruzzo, in costante contatto i vertici nazionali del partito.

E non manca di lanciare bordate al presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, capolista al Senato nel listino bloccato del proporzionale con il Partito democratico, e che per la Marcozzi “dovrebbe avere la decenza di dimettersi perché non può farsi campagna elettorale sfruttando le istituzioni, i soldi della collettività abruzzese e il ruolo di presidente che i cittadini gli hanno affidato per guidare la Regione e non certo per renderla un trampolino di lancio personale verso Roma”.

La Sabatini a Roma è ormai l’ombra del “guru” Davide Casaleggio e del candidato premier Luigi Di Maio. La 35enne docente a contratto di Psicologia dell’apprendimento multimediale e simulativo all’Università “D’Annunzio” di Chieti-Pescara, si è sempre più accreditata presso i vertici nazionali del Movimento avendo progettato insieme al senatore Nicola Morra la funzione e-learning, e assieme a Casaleggio, la nuova versione di Rousseau, il sistema operativo pensato per consentire la partecipazione degli iscritti alla scrittura di leggi e al voto online per la scelta delle liste elettorali.

È lei che ha fatto gli onori di casa a Di Maio e ai “big” del Movimento dell’evento “Villaggio Rousseau” di Pescara, che si è concluso il 21 gennaio.

A causa della professione paterna, c’è anche chi ha fatto un paragone sulla Sabatini vedendo in lei la versione pentastellata di Maria Elena Boschi, che ha cominciato la sua ascesa organizzando le prime “Leopolde” renziane, per approdare in pochi anni alla poltrona di sottosegretario alla Presidenza del Consiglio.

“Nessun parallelo con la Boschi, per carità – ha però ribattuto alla stampa – Paradossalmente mio padre è un bancario, ma non un banchiere. Per me quello che conta è la mia storia personale e nel Movimento ho trovato il mio spazio”.