L’AQUILA – “Sono l’unico aquilano di centrodestra candidato in una posizione eleggibile”.
Lo ripete come un mantra ai microfoni di AbruzzoWeb Luigi D’Eramo, assessore comunale aquilano schierato al terzo posto nel listino proporzionale per la Camera della Lega nel collegio L’Aquila-Teramo, che spiega anche perché.
Parlando dei due candidati che lo precedono, spiega che “nel momento in cui la Lega prenderà due seggi nella regione Abruzzo, Giuseppe Bellachioma scatterà sul collegio di Pescara-Chieti dove è pure candidato, mentre Simona Bordonali sarà eletta in Lombardia e quindi c’è un’oggettiva possibilità, molto forte, che io venga eletto e quindi la possibilità che L’Aquila, per la prima volta dopo il 1992, possa tornare ad avere un parlamentare di centrodestra”.
L’invito di D’Eramo è agli elettori di tutti i partiti, perché “nel momento in cui la Lega ha dato la possibilità a questo territorio, a questa terra, di avere un eletto, credo che, indipendentemente dalle simpatie che ogni elettore di centrodestra ha per i partiti che compongono la coalizione, questa volta si possa fare una scelta di territorio piuttosto che una scelta ideologica. Quindi votare la Lega significa votare la possibilità di avere un eletto per la città dell’Aquila”.
Anche perché, aggiunge come ulteriore rilievo, “possiamo fare definitivamente il salto di qualità nella ricostruzione, nel ripensare un sistema economico e occupazionale per il nostro territorio, un aiuto concreto per le partite Iva, soltanto nel momento in cui ci sarà l’asse diretto tra l’amministrazione del Comune dell’Aquila di centrodestra e un eletto in Parlamento”.
“Chiaramente se dovessi essere eletto – assicura – lascerei il posto di assessore perché sarebbe difficilissimo poter ricoprire due incarichi pesanti”.
Pensando a un “contratto” à la Berlusconi con gli aquilani e i teramani, D’Eramo ci scriverebbe “che il centrodestra dovrebbe prendere l’impegno pubblico, ufficiale, di tutta la coalizione, di nominare in un eventuale governo di centrodestra, un sottosegretario alla Ricostruzione che sia espressione del territorio dell’Aquila e del Teramano, cioè delle zone più colpite dai sismi che si sono succeduti nel corso degli ultimi anni”.
“Il centrosinistra questa sfida l’ha persa ed è stato un punto nero, grave, che ha inginocchiato anche il processo della ricostruzione per la città dell’Aquila”, conclude.






