L’AQUILA – “La mia non è una candidatura a sorpresa, è un percorso già intrapreso mesi fa con le elezioni amministrative: adesso possiamo dirlo, il mio era davvero un laboratorio nazionale, un’area moderata che vada oltre gli steccati”.

Gdm non si trova a disagio come principale candidato abruzzese di uno schieramento che sosterrà il premier uscente, Mario Monti, che lui ha più volte contestato in passatro: “Io criticavo in particolare Fabrizio Barca, lui e Massimo Cialente non hanno fatto granché per questo territorio”.

“Le probabilità di elezione mie e di Nicoletta Verì al Senato sono pressocché certe – assicura – si potrà dare alla nostra città, alla nostra provincia e alla nostra regione una presenza moderata, tranquilla e importante”.

Quanto alle tensioni che hanno spaccato la Vela ieri nel corso della “domenica bestiale”, con una fetta della base insorta contro due candidature di non iscritti, lui e la Verì, Gdm non sembra preoccupato dalle fronde, “erano una sessantina di persone a Pescara e molti di loro mi hanno già telefonato, rientreranno”.

Quanto al capogruppo Udc in Consiglio regionale, Antonio Menna, che si è autosospeso dal partito, “se fa così si fa fuori da solo”.

Ultimo consueto strale conclusivo verso il sindaco Cialente, suo mortale nemico. “Ho sbagliato di nuovo la terapia per farlo stare tranquillo”, la caustica chiosa di De Matteis.