L’AQUILA – Slitta ancora l’ufficializzazione delle liste dell’Unione di centro e della lista Monti per le elezioni politiche del 24 e 25 febbraio ma è ormai quasi certo che nell’Udc il capolista alla Camera sarà il vice presidente del Consiglio, Giorgio De Matteis, ex Mpa e con la formazione dell’ex capo del governo ci sarà la presidente della commissione Sanità all’Emiciclo, Nicoletta Verì, ex Popolo della libertà che potrebbe spuntare il numero 1 al Senato se il ministro Enzo Moavero Milanese dovesse optare per un’altra circoscrizione.
Intanto spunta il nome di Cesare Sottanelli, di Italia futura, come capolista alla Camera sempre per la lista Monti.
Per quanto riguarda l’Udc la scelta è stata fatta direttamente dal leader del partito della Vela, Pier Ferdinando Casini, che ha voluto dare un segno di rinnovamento al gruppo dirigente che dovrà accompagnare l’avventura a sostegno dell’ex premier Mario Monti.
Dal fronte degli oppositori della “vecchia guardia” che mal digerisce le indicazioni romane, tuttavia, fioccano le smentite.
Il presidente dimissionario della Provincia di Chieti, Enrico Di Giuseppantonio, che ha lasciato temporaneamente la poltrona per rimuovere le condizioni di ineleggibilità, e il capogruppo in Consiglio regionale, Antonio Menna, parlano di scelte ancora non definitive e riconfermano che, se fossero De Matteis e la Verì le teste di serie, non voteranno il nuovo corso e minacciano abbandoni e scissioni.
Il dualismo dentro all’Udc è confermato dalla circostanza che ieri si sono svolti, in contemporanea, due comitati provinciali: uno convocato all’Aquila dalla coordinatrice, Morena Pasqualone, pro-De Matteis e uno ad Avezzano dal presidente, Vincenzo Retico, per dare voce ai malpancisti.
“Avevo convocato la riunione una settimana fa – spiega la Pasqualone – si è svolto regolarmente con la presenza di una trentina di componenti sui 60 complessivi, e si è parlato di politica”.
“In questo momento delicato gli incontri provinciali devono essere conosciuti anche a Roma – aggiunge – e la segreteria nazionale era stata informata”.
“Perciò il comitato regolarmente convocato era quello che si è svolto all’Aquila – sottolinea – altre riunioni si possono fare ma vanno evitate polemiche e contrapposizioni, di cui la gente è stufa”.
Quanto alle candidature, conclude la Pasqualone “la decisione è stata rimessa ai vertici del partito, ma comunque è stata chiesta una voce aquilana in parlamento per le condizioni della città e del territorio provinciale”. (b.s.)




