L’AQUILA – “Quello delle privatizzazioni non soltanto delle autostrade è un caso scandaloso. I recenti aumenti dei pedaggi dimostrano che vanno rinazionalizzate subito”.
Così Giorgio Cremaschi, classe 1948, ex presidente del Comitato Centrale Fiom, l’organizzazione dei metalmeccanici del sindacato Cgil, a poco più di un mese dalle elezioni politiche del 4 marzo, candidato con Potere al popolo nella sua Bologna per le elezioni politiche del 4 marzo.
“Se non fosse stato per Potere al popolo, non sarei andato neppure a votare e sarebbe stata la prima volta. Per adesso i risultati sono clamorosi, abbiamo raccolto il doppio delle firme necessarie per le candidature. Anche in Abruzzo abbiamo dimostrato che c’è voglia di cambiare le cose”, dice ad AbruzzoWeb.
“Per me è stata una scelta naturale, ma anche di necessità – ammette poi Cremaschi – Credo che Potere al popolo sia un movimento totalmente diverso dagli altri, che sono tutti uguali nonostante qualche voce singola al loro interno, penso all’economista Alberto Bagnai candidato con la Lega”.
“E siamo anche gli unici ad avere le idee chiare sulla questione Euro – prosegue – Il nostro è un programma di rottura totale con l’Unione europea, con le politiche liberiste, con la società di mercato. Senza questa rottura non si va da nessuna parte”.
Per Cremaschi, un primo passo in questa direzione riguarda il Fiscal compact.
“Penso al Movimento 5 stelle che al punto 16 del programma ha l’accettazione totale del Fiscal compact. Un’altra prova della nostra diversità rispetto a tutti gli altri partiti”, sottolinea l’ex Fiom.
“Per noi rompere con l’Unione europea significa nazionalizzare la Banca d’Italia e le grandi imprese strategiche e i servizi pubblici, ricostruire la sovranità economica del Paese di cui ovviamente la moneta è un pezzo – continua – tornare al controllo dei capitali, eliminare leggi come il Jobs Act e la Fornero, rimettere lo Stato al centro dell’economia pubblica, mettere dunque un atto un grande piano di investimenti pubblici”.
“Per fare tutto questo, però – precisa ancora – bisogna rompere con l’Unione europea. È vero, dentro Potere al popolo ci sono diverse ‘anime’, ma su questo tema la voce è unica. Tutti noi pensiamo che l’Euro sia una cosa cattiva, poi c’è chi pensa che sia necessario contrattare o che serva uscire unilateralmente. Sulla moneta, ad esempio, siamo consapevoli di poter ristabilire il controllo soltanto attraverso quello sui capitali”.
Sul capitolo privatizzazioni, Cremaschi cita il caso degli aumenti dei pedaggi autostradali che in Abruzzo continua a far infuriare cittadini e politici.
“Uno scandalo – è il suo giudizio – fin da quando furono regalate a Benetton. Vanno rinazionalizzate immediatamente”.
“Il riscontro popolare c’è – conclude – ed è forse anche per questo che siamo censurati un po’ ovunque, tanto che su di noi non esistono ancora proiezioni sulle percentuali possibili. Penso alla signora Emma Bonino che è andata più volte in tv per lamentare che non avrebbe fatto in tempo a raccogliere le firme, poi si è fatta proteggere da Bruno Tabacci”.





