CHIETI – Un passo indietro da candidato presidente alle elezioni regionali di febbraio, che varrà ora un passo avanti, come candidato sindaco del centrodestra a Chieti, alle elezioni amministrative di primavera. Salvo sorprese l’investitura di Fabrizio Di Sefano, ex consigliere regionale per due mandati con Alleanza nazionale, poi parlamentare con il Popolo delle Libertà, e Forza Italia, salito sul carro della Lega ad aprile, arriverà direttamente dal leader maximo Matteo Salvini, domenica prossima in visita a Chieti.
Ancora presto per vedere con chi Di Stefano eventualmente si dovrà misurare, per mantenere al centrodestra la storica roccaforte, dopo i due mandati di Umberto Di Primio, arrivato a fine corsa logorato dai dissidi interni, in particolare con il gruppo di Forza Italia che ha come deus ex machina il potente assessore regionale Mauro Febbo.
Questo perché nel centrosinistra, come pure nel Movimento 5 stelle, la scelta dei rispettivi candidati sindaci è subordinata alla possibilità, ancora al vaglio, di trovare una convergenza, anche al primo turno, o comunque al ballottaggio. E molto dipenderà dalla tenuta, per nulla scontata del governo giallo rosso in parlamento, e dalle elezioni regionali di gennaio, in particolare quelle dell’Emilia Romagna.
Tornando a Di Stefano: domenica alle 21, Salvini, sarà al Supercinema di Chieti assieme al senatore Alberto Bagnai, al deputato Giuseppe Bellachioma, e ovviamente al coordinatore regionale, il deputato Luigi D’Eramo. Motivo ufficiale è quello della campagna No Tax Day, ma i bene informati assicurano che sarà quella l’occasione per dare l’abbrivio alla campagna elettorale di Chieti, con l’ivestutura di Di Stefano, in una partita di vitale importanza per i leghisti, che pur essendo il primo partito in Abruzzo, non hanno sindaci in nessuno dei quattro comuni capoluogo. A Teramo c’è infatti il centrosinistra di Gianguido d’Alberto, che ha battuto il candidato Fdi Giandonato Morra, a L’Aquila Pieruigi Biondi di Fdi, a Pescara il forzista Carlo Masci.
A maggior ragione, almeno questo l’auspicio, gli alleati di Forza Italia e Fratelli d’Italia non dovrebbero avere nulla da obiettare nella scelta leghista del candidato sindaco a Chieti, a differenza di quello che accade invece ad Avezzano, al voto anche in questo caso a primavera.
Di Stefano del resto è sì leghista, ma con un passato anennino e forzista, e ha mantenuto buone entrature sia tra gli azzurri che in Fdi, e nell’ultima fase del suo protagonismo politico, si è conquistato una allure civica, che è pur sempre di moda. Nel settembre 2018 aveva ufficializzato infatti la sua corsa per le regionali mettendo su una coalizione di liste civiche composte da amministratori locali e imprenditori. A un mese dalle elezioni, ha poi ritirato la propria candidatura, aprendo la strada a quella di Marco Marsilio di Fratelli d’Italia. Il 6 aprile il suo ingresso nella Lega. Ora dunque Di Stefano, per la cortesia usata, che ha evitato al centrodestra una pericolosa spaccatura alle regionali, passa all’incasso. Domenica in occasione della visita di Salvini, ufficializzeranno poi il passaggio nelle file leghiste, l’attuale assessore all’Urbanistica, Mario Colantonio e la consigliera Elisabetta Fusilli, entrambi provenienti da Forza Italia.
Come detto, è davvero presto per abbozzare un totocandidati nel campo del centrosinistra. Nomi forti in campo potrebbero essere quelli dei già candidati sindaci nel 2015. Luigi Febbo, per il centrosinistra, e Ottavio Argenio, per il Movimento 5 stelle.
Ma gli stati maggiori dei due schieramenti che hanno nel territorio chietino pezzi da novanta come i consiglieri regionali Silvio Paolucci, capogruppo Pd, Giovanni Legnini, per il centrosinistra, e Sara Marcozzi per M5s, stanno ragionando su una qualche forma di convergenza, anche già dal primo turno, e dunque con un programma e un candidato di sintesi. Operazione che non è una passeggiata.
Non va poi dimenticato che anche Italia viva, la nuova formazione politica dell’ex premier Matteo Renzi, punta molto su Chieti, forte dell’ingresso del consiglieri comunale Alessandro Marzoli fuoriuscito dal Pd.
A smentire invece un suo ingresso in Italia Viva, come riortato da Abruzzoweb e altre testate, è Stefano Rispoli, capogruppo pro tempore del gruppo consiliare “Chieti. DaCapo”, ex capogruppo di Forza Italia.
Cosa farà però Italia viva è per ora un mistero, e il coordinatore regionale, il deputato Camillo D’Alessandro, altro uomo forte della politica chietina, tiene coperte le carte.
Chi invece è già da tempo in campagna elettorale, già da settembre, è la civica Ideabruzzo, creatura di Donato Marcotullio, candidato sindaco nel 2015. In Ideabruzzo ha aderito anche Andrea Di Ciano, ex Movimento 5 stelle candidato alle regionali, che poi è uscito dalla compagine grillina sbattendo la porta. E’ potrebbe essere proprio lui il candidato della civica.





