POPOLI – “Il centrodestra, come del resto il M5S, è un coacervo di contraddizioni. Parlano alla pancia delle persone facendo leva sugli istinti bassi, sulle paure. Il Partito democratico al governo e può rivendicare invece con orgoglio le tante cose fatte, e i risultati ottenuti, che sono inattaccabili”.

Parola di Antonio Castricone, candidato del Partito democratico alla Camera dei deputati, nel collegio uninominale Chieti-Sulmona-Val Pescara.  Classe 1974,  laureato in scienze politiche, per lui da queste  elezioni dipende la sua permanenza in parlamento. La sua militanza è iniziata nel 1996 nella sezione del Partito democratico della Sinistra (Pds) nella sua Popoli,  ed è continuata nel 1999 con l’elezione alla provincia di Pescara. Eletto nuovamente nel  ha ricoperto fino al 2009 la carica di assessore al Lavoro e alla Formazione. È segretario provinciale dal 2007, prima dei DS e poi del PD, carica riconfermata dalle primarie del 2010.

Tra i risultati ottenuti dai governi del centrosinistra in questi anni Castricone cita ad esempio “la legge sulle unioni civili, il biotestamento, la legge sul “Dopo di noi”, la legge contro il caporalato, sull’omicidio stradale, il recupero dell’evasione fiscale, il divieto di dimissioni in bianco, gli 80 euro, il bonus cultura, la scuola con un’immissione di lavoratori del settore senza precedenti, il lavoro, con l’attività da continuare per fare in modo che i contratti diventino a tempo indeterminato”.

Antonio Castricone: quali risultati da lei ottenuti in Parlamento è pronto a mettere sulla bilancia in questa campagna elettorale?

Ho portato avanti battaglie volte a migliorare la vita reale delle persone, il loro quotidiano. Oggi si parla di rottamazione bis delle cartelle Equitalia. Bene, questa azione segue la prima fase, possibile proprio grazie alla mia norma che ha permesso a chi non era in condizione di pagare le cartelle di essere riammesso, senza alcuna sanzione, al beneficio della rateizzazione, evitando di vedere aggrediti i propri beni. Un’operazione da oltre 2 miliardi e 500 milioni di euro. Come pure il divieto per le banche di pretendere interessi sugli interessi per gli scoperti sul conto corrente. Guardando alle questioni abruzzesi l’otto febbraio è stata aggiudicata in via definitiva la gara per i lavori di bonifica del sito di Bussi sul Tirino, relativi ai 50 milioni di euro stanziati nel 2011. Questo è stato possibile dopo che ho voluto chiudere la gestione commissariale, che in dieci anni poco o nulla aveva risolto, ridando competenza al ministero dell’Ambiente che in soli diciotto mesi ha raggiunto un obiettivo fondamentale per ridare futuro a quel territorio e avviare un processo di ripristino ambientale. Ho dedicato particolare attenzione al tema della ricostruzione e vorrei ricordare a tutti che questa è stata la legislatura dove abbiamo stanziato 6 miliardi di euro per riparare le ferite profonde di quel terremoto. Ho lavorato fino all’ultima legge di bilancio per migliorare la legislazione in materia, per agevolare la ricostruzione pubblica e privata e per trovare le risorse necessarie per il personale degli uffici che sta dando un contributo essenziale al processo di ricostruzione. Su questo tema si misura lo spessore di una classe dirigente e credo di poter affermare con orgoglio che siamo stati assolutamente all’altezza del compito che avevamo davanti. Ora bisogna continuare su questa strada. Non da meno l’impegno per le infrastrutture, con l’attività parlamentare per avviare la messa in sicurezza delle nostre autostrade, la A24 e la A25, dove oggi ci sono oltre settanta cantieri aperti e lo stanziamento di 1,5 miliardi di euro per la linea ferroviaria Pescara-Roma, fino alla soppressione degli oneri aeroportuali nonché la promozione turistica del territorio con i treni storici. Aggiungo la web-tax, mi sono infatti battuto per garantire che i giganti del web, da Google a Facebook, da Amazon a Microsoft, che qui producono utili, paghino le tasse in Italia: la norma impone l’apertura di Partita Iva italiana che consenta la fatturazione e la conseguente riscossione dei volumi di vendita realizzati in Italia. E in commissione bilancio ho fatto approvare una norma antievasione sulle transazioni degli atleti professionisti. Non ultima la salvaguardia della sanità pubblica.

Ritiene possibile bloccare o modificare il progetto del metanodotto Snam, oramai in corso d’opera?

La vicenda testimonia un approccio antico, che vede imporre opere sul territorio, passando sulla testa delle comunità. Dico che l’opera va spostata. Non basta l’opera lodevole che la Regione Abruzzo, insieme alle amministrazioni comunali, ha messo in campo facendo ricorso contro l’opera. C’è bisogno di un provvedimento legislativo del governo. Ci giochiamo un pezzo di futuro del territorio, quindi dico che la politica deve impegnarsi in questo e noi siamo in grado di farlo: è un’opera strategica che va fatta ma va assolutamente modificato il tracciato e possiamo farlo noi.

Sanità pubblica: un patrimonio da difendere, ma come, visti debito pubblico, e il forte vento liberista che continua a soffiare sull’Europa?

Un tema essenziale. Il mio impegno politico è da sempre a difesa della sanità pubblica. L’offerta di cura diffusa sul territorio e la fondamentale salvaguardia degli ospedali periferici, sono una parte irrinunciabile delle mie battaglie. La norma che ha garantito il funzionamento dei presidi ospedalieri nei territori del cratere, senza riduzione di reparti e servizi, ne è la dimostrazione concreta. Tanto che a difesa di questi principi non ho mai esitato a contrappormi a qualsiasi governo regionale. L’emendamento al D.L. Sisma da me presentato ha permesso alla regione Abruzzo di poter lavorare più agevolmente alla riorganizzazione della rete ospedaliera. Nello specifico, l’emendamento prevede la sospensione degli effetti del decreto ministeriale 70 per i comuni ricadenti nel cratere sismico dell’Aquila del 2009 e per i comuni del cratere sismico 2016. I grandi ospedali, oggi, fanno soprattutto emergenza e non sono nelle condizioni di poter soddisfare tutta la necessità di interventi programmati. In questo contesto è evidente che i presidi minori possono svolgere un ruolo utile ed economicamente sostenibile. La mia ricetta è quella di inserire alcune specializzazioni in questi presidi: fare in modo che un piccolo, un medio ospedale, sia riconoscibile per un suo ramo specifico, qualcosa che non c’è altrove, in grado di attrarre utenza.

Cosa dovrà fare il Pd per recuperare lo svantaggio attestato dai sondaggi, diffusi  una settimana fa?

Non faccio campagna elettorale con i sondaggi, credo più all’incontro con le persone, al guardarsi negli occhi e alle strette di mano. Quello che c’è da fare e che stiamo facendo è parlare con l’elettorato e condividere una strategia: agire come se ognuno fosse candidato, avere una visione d’insieme. Questa più di altre è una campagna elettorale che va vissuta in prima persona. Così la sto conducendo.

Il centrodestra, rispetto a dieci anni fa sta cambiando pelle, si sta collocando sempre più su posizioni radicali?

Il centrodestra, come del resto il M5S, è un coacervo di contraddizioni. Parlano alla pancia delle persone facendo leva sugli istinti bassi, sulle paure. E non bisogna mai abbassare la guardia sulle loro  intenzioni. Penso al tema dell’immigrazione: Trump parla di un muro al confine con il Messico, loro di una barriera nel Mediterraneo. Ora, in linea con il grande lavoro del ministero dell’Interno Marco Minniti, rifletto su come in questi mesi abbiamo dimezzato i flussi, anche andando ad intervenire nelle terre da dove le persone provengono. E operando sulla questione dei migranti con una visione complessiva a tutela anche di un equilibrio sempre essenziale quando si tratta di accoglienza. Bisogna evitare ad esempio che alla sofferenza di certe aree urbane, penso alle periferie o ai centri storici dei piccoli paesi, abitati prevalentemente da persone anziane, si sommino altri elementi di fragilità. Serve una visione completa del tema. Ricette  insostenibili rischiano di produrre effetti contrari e devastanti.

Cosa deve rivendicare con forza il governo Renzi e Gentiloni, in termini di risultati, per ribattere agli attacchi all’arma bianca dei vostri competitor?

Ci sono cose fatte, risultati ottenuti che sono inattaccabili. Anzi, pensare che siano state fatte solo da noi e in questi anni dà il senso di quanto l’Italia fosse indietro su certi temi rispetto all’Europa. La legge sulle unioni civili, il biotestamento, la legge sul “Dopo di noi”, la legge contro il caporalato, sull’omicidio stradale, il recupero dell’evasione fiscale, il divieto di dimissioni in bianco, gli 80 euro, il bonus cultura, la scuola con un’immissione di lavoratori del settore senza precedenti, il lavoro, con l’attività da continuare per fare in modo che i contratti diventino a tempo indeterminato, cosa che le politica, che la nostra politica, è in grado di fare.

Quali politiche da mettere ulteriormente in campo, per evitare lo spopolamento delle aree interne e montane, e restituire loro una centralità e protagonismo?

Ho scelto il collegio di Chieti, Sulmona Val Pescara perché ritengo necessaria una battaglia a difesa anche dell’Abruzzo interno. In questi giorni sto incontrando comunità che vengono viste come periferiche e che invece, nella mia visione, sono una risorsa, a partire dalla qualità della vita che hanno e che deve diventare attrattiva per chi, come già sta accadendo, si allontana dalle grandi città. Per farlo, c’è bisogno di servizi, dalla presenza degli ospedali, sempre più specializzati, a una mobilità sicura e moderna, penso al rafforzamento della rete ferroviaria da Pescara a Sulmona – passando per Chieti – con la relativa viabilità. Favorire insediamenti produttivi in Val Pescara, nella Valle Peligna, nel nucleo industriale di Chieti. Dobbiamo recuperare il terreno perso dall’industria italiana e la nostra politica già in questi anni è andata nella direzione di ridare nerbo al sistema industriale del nostro paese. Abbiamo bisogno di lavoro e di lavoro di qualità. Dobbiamo tornare ad essere presenti su settori produttivi strategici. Tutto ciò non lo vedo in contrasto con i nostri paesaggi e le nostre ricchezze naturali. Lo sviluppo turistico lo vedo come complementare alla presenza di insediamenti produttivi.