L’AQUILA – Escluse 5 liste alla Camera, 3 al Senato: questi i verdetti, appellabili per 48 ore, della Commissione elettorale della Corte d’Appello dell’Aquila in vista delle elezioni politiche, del prossimo 4 marzo.
Come anticipato da AbruzzoWeb nel corso di una giornata convulsa, per la Camera dei deputati i bocciati sono Blocco nazionale per la libertà, Democrazia cristiana, Destre unite-Forconi e Popolo per la Costituzione-Ingroia; le ultime 2 hanno avuto la stessa sorte anche per il Senato, insieme alla lista Per una sinistra rivoluzionaria.
Anche la lista 10 volte meglio, dopo diverse ore di discussione, è stata esclusa alla Camera per mancanza di documenzione; a nulla sono servite le integrazioni, unica soluzione è il ricorso, che da quanto appreso ci sarà.
Da notare che perfino le liste di due grandi player della competizione elettorale, Partito democratico e Movimento 5 stelle, hanno avuto bisogno di integrazioni, poi fornite, a testimoniare la difficoltà nel portare avanti un meccanismo burocratico complesso come quello della nuova legge elettorale.
Il bailamme è cominciato questa mattina presto nel Tribunale del capoluogo abruzzese, che attualmente ospita anche la sede della Corte d’Appello, dove alcune tra le liste presentate lunedì 29 gennaio sono state chiamate a portare delle integrazioni entro le ore 12.
Politici ormai noti, qualche volto nuovo e vari rappresentanti delle liste, dunque, hanno sfilato per tutta la mattina tra un piano e l’altro della zona nuova del Palazzo di Giustizia, poiché la Commissione per il Senato si trovava al secondo piano, indicata da qualche cartoncino giallo posto su pareti, muri e porte del “labirintico” Tribunale; mentre per la Camera, l’ufficio era al piano terra e indicato da cartoncini verdi.
Alcuni sembravano più agitati, altri più tranquilli, ma tutti custodivano, quasi gelosamente, risme di carta, fogli di ogni genere e fotocopie di documenti, aspettando il proprio turno per consegnare tutte le integrazioni.
In concomitanza con queste verifiche, tra l’altro, in un’altra parte dell’edificio, si è svolta l’udienza sul ricorso per incostituzionalità contro il “Rosatellum bis”, la legge con la quale gli italiani saranno chiamati a scegliere i propri rappresentanti in Parlamento.
Il ricorso è stato presentato da Stefano Moretti, presidente dell’Osservatorio antimafia della Regione, ma il giudice ha rinviato la sua decisione.
Tornando alle decisioni sulle liste, dopo le 12 le porte si sono serrate e i componenti dei due gruppi hanno iniziato a esaminare le singole situazioni: poco più di 3 ore per la Camera, che alle 15 aveva già ufficializzato i “bocciati” e i “promossi”; una seduta fiume, invece, per la Commissione del Senato, rimasta in udienza per quasi tutto il pomeriggio, solo intorno alle 19 sono arrivate le notizie ufficiali.
Gli esclusi avranno 48 ore di tempo per presentare un eventuale ricorso.
Per la Camera in sospeso c’era una sola lista sulle 21 presentate in totale, 10 volte meglio, ma la valutazione della documentazione è durata comunque diverse ore, rivelandosi più complessa del previsto, concludendosi con un parere negativo, al quale i candidati e i rappresentanti della lista si potranno opporre entro 48 ore, come anche per tutti gli esclusi.
A presiedere la Commissione per la Camera, il giudice Aldo Manfredi.
Gli esclusi qui sono 5: Popolo per la Costituzione, Blocco nazionale per la libertà, Democrazia cristiana, Destre Unite- Forconi e 10 volte meglio.
Presieduta dall’avvocato Giuseppe Iannaccone, la Commissione Senato aveva il compito di valutare 8 liste in sospeso, ma di queste solo 5 e cioè Partito democratico, Partito comunista, Insieme, Movimento 5stelle e +Europa, che ha inviato tutta la documentazione con la posta elettronica certificata, hanno portato le integrazioni richieste.
Invece per le 3, che non si sono presentate, ovvero Destre unite-Forconi, Popolo per la Costituzione e Per una sinistra rivoluzionaria, sono state escluse.




