AVEZZANO – Un sindaco “ambasciatore delle potenzialità della città di Avezzano”, con la “missione di spezzare l’isolamento”. Un Civico doc, che con lo slogan elettorale “Voltiamo pagina, insieme”, vede in Emmanuel Macron, il nuovo presidente della Francia, “in fondo un civico anche lui”, un esempio di dinamismo e concretezza a cui ispirarsi.
Parliamo di Gabriele De Angelis, candidato sindaco al comune di Avezzano per la coalizione civica “Insieme”, che Abruzzoweb ha incontrato e intervistato nella sua sede elettorale dove fervono le attività in vista della presentazione delle liste e dei prossimi incontri da organizzare.
Sposato con due figlie, 50 anni, De Angelis di professione fa l’agente assicurativo. Ma nel 2012 è stato nominato assessore comunale nella giunta di centrosinistra di Giovanni Di Pangrazio, ora, ironia delle dialettiche politiche, suo principale avversario alle elezioni.
De Angelis ha ricoperto nel tempo le deleghe al bilancio, alle attività produttive, alla cultura e ai lavori pubblici. Poi però nel giugno 2015 si è dimesso in polemica con Di Pangrazio accusandolo “di non un avere una strategia credibile per la città”.
A sostenerlo, in una partita che ha sparigliato le carte e gli schieramenti, buona parte del centrodestra, in primis gli esponenti di Forza Italia che hanno aderito nella lista Forza Avezzano, ispirata dal consigliere regionale azzurro Emilio Iampieri.
Tra gli esponenti di spicco che sostengono De Angelis, a conferma della trasversalità della proposta, l’assessore regionale della maggioranza di centrosinistra, Andrea Gerosolimo di Abruzzo civico, che proviene dalla vicina Sulmona.
Ma ironizza De Angelis, “Mi sembra davvero singolare e anacronistico definire Gerosolimo uno ‘straniero’, come fanno i miei avversari. E comunque io per il bene di Avezzano mi farei aiutare anche da un extraterrestre”.
A sfidare De Angelis oltre a Di Pangrazio, Francesco Eligi, candidato sindaco per il Movimento Cinque Stelle, l’avvocato Leonardo Casciere, con la lista civica “Progetto Casciere”, l’ex assessore con l’ex sindaco comunista Mario Spallone, l’imprenditore del mondo dello sport Nazzareno Di Matteo, con la civica “Libertà è partecipazione”, Stefano D’Andrea, con Fronte sovranista italiano.
Gabriele De Angelis, prima di tutto, cosa l’ha spinto a candidarsi sindaco?
Sicuramente l’amore per la mia città, mosso dal desiderio di migliorare le cose che non vanno nella città che amo, dove sono nato e in cui vivo.
E cosa sono le cose che non vanno, tenuto conto che lei non è nuovo all’amministrazione di questa città?
Fui invitato dal sindaco uscente come assessore tecnico, come un esterno, prima non avevo mai fatto politica, ho cominciato da un mese, da quando sono candidato. Avevo accettato perchè volevo lanciare temi forti come lo sviluppo del territorio, per riportare Avezzano nei circuiti che contano. Ma dopo due anni mi reso conto che non c’era programmazione. Di Pangrazio non è stato capace a programmare in modo rigoroso e azzeccato, supportato da una grande squadra. E così sono andato via, tornando a fare il mio lavoro. Ed ora mi sono rimesso in gioco con un progetto ben diverso.
Lei si definisce candidato civico. Ma cosa si intende con l’essere civici, rispetto ad altre forme di appartenenza politica, come quella nei partiti che ha segnato la storia della democrazia occidentale, non dimenticando a tal proposito che a sostenerla ci sono molti esponenti provenienti dai partiti tradizionali?
Tutto nasce dal nostro progetto. Io non ho avuto inizialmente un’interlocuzione con le segreterie di partito, il movimento è nato dai cittadini che hanno creato un laboratorio di idee sulle cose che ad Avezzano mancano, e da cui è nato il programma. Abbiamo poi fatto una proposta all’esterno: chi l’ha condivisa è entrato nella coalizione. Civico significa anche rispettare ogni componente che ha inteso aderire, ma nel civismo, ossia legati soprattutto al progetto che abbiamo messo in campo per Avezzano.
Come risponde a chi l’accusa di essere appoggiato dallo “straniero” Gerosolimo?
Sono ben accolte, ripeto, tutte le persone che condividono il nostro progetto. Gerosolimo è un assessore regionale con deleghe molto importanti, come la formazione, il lavoro e aree interne. E dunque ben venga lui e chi vuole lavorare per il bene di Avezzano e della Marsica. Poi diciamocelo, definirlo straniero, nel 2017, mi pare molto provinciale e anacronistico, i nostri figli interagiscono con persone di tutto il mondo. E io chiamerei anche un extraterrestre se è utile per il destino della mia città.
La Marsica esprime un buon valore aggiunto in termini di Pil regionale, nonostante la crisi generalizzata, eppure si registra la percezione diffusa, che questo territorio non riesca a scatenare tutte le sue potenziali, ed anzi viva un sentimento di isolamento e marginalità verso altri centri di potere, in primis Pescara e L’Aquila.
E’ il discorso che facevo pocanzi, è un sentimento connesso alla sindrome dell’invasione dello straniero. I nostri indicatori economici sono molto importanti, abbiamo una potenzialità elevatissima, ma dobbiamo far si che il nucleo industriale di Avezzano, assieme a quelli di Carsoli e Celano si inseriscano in circuiti virtuosi, dove gli imprenditori possano decidere di investire. Il problema è che negli ultimi anni si è stati incapaci di interloquire in modo efficace, innanzitutto con la Regione e con Roma. Abbiamo perso per questa ragione importanti occasioni, in molti passaggi la rappresentanza è venuta meno sui tavoli regionali dove nascono le idee e i progetti. Bisogna essere più determinati, e autorevoli con proposte ambiziose ed efficaci
Come si muoverà rispetto alla questione del Tribunale di Avezzano, che nonostante la proroga accordata fino settembre del 2020, resta a rischio chiusura?
Il nostro tribunale è un baluardo di legalità ed è anche un volano economico, nel centro della città che vive una sorta di collasso. Una delle condizioni peggiori credo che sia la precarietà: c’è stata è vero una proroga, ma non si può aspettare l’ultimo giorno utile prima nuova scadenza. Un commerciante che deve aprire negozio, il professionista che vuole aprire lo studio devono avere sin da ora la certezza della permanenza del tribunale.
La microcriminalità è un’emergenza ad Avezzano, se si come intende affrontarla?
E’ un problema, che si sta anzi acuendo nelle ultime settimane. Un sindaco deve e può fare di più, al fianco del prezioso lavoro delle forze dell’ordine: abbiamo ad esempio 37 vigili urbani, la dotazione organica per una città come Avezzano dovrebbe essere doppia, e questo sforzo di aumentare l’organico è fondamentale. I vigili poi vanno impegnati anche con turni anche serali e notturni. I cittadini che lo chiedono, in particolare anziani e persone sole.
Non c’è candidato che non parli dei giovani, lei cosa propone?
Sempre di più i giovani vanno via, a coltivare altrove i loro sogni e progetti. Dobbiamo impedirlo e nel nostro programma ci sono molte proposte in tal senso. A tal proposito anche per questo va riqualificato il polo industriale, e vanno create più sinergia tra imprese e scuole.
Lei ha parlato di rapporti da potenziare con Roma, non dimentichiamo che l’autostrada A24-25 è una delle più care d’Italia…
E’ una questione che andrebbe affrontata con tutti i sindaci della Marsica, e anche con quelli dell’aquilano e del territorio di Sulmona. Abbiamo molti pendolari e i costi di questo tratto autostradale sono elevati. E purtroppo il collegamento ferroviario non è un’alternativa. Comunque ripeto che con Roma la distanza va accorciata soprattutto dal punto di vista politico ed economico.
Allarghiamo lo sguardo, oltre gli Appennini e anche oltre le Alpi: che considerazioni trarre dalla vittoria in Francia di Emmanuel Macron in Francia?
Un esito del voto molto interessante: registro l’entusiasmo e la partecipazione al voto che hanno mostrato i francesi. E il vincitore, Macron, a ben vedere è una proposta civica. Ha vinto perché la gente ha bisogno di concretezza, perché rappresenta l’idea di un’Europa più smart ed efficace che affronta i problemi. Bisogna essere più veloci, la gente non può più attendere.
Per concludere, una domanda canonica: cosa farà se sarà eletto sindaco nei primi 100 giorni?
Nei primi cento giorni darò un segnale concreto: attiveremo tutte le procedure amministrative per riqualificare finalmente piazza Torlonia, per riportarla agli antichi splendori. E dal primo giorno rivestirò il ruolo di ambasciatore di questa città, nei circuiti regionali e nazionali. Filippo Tronca





