L’AQUILA – Conto alla rovescia per il voto nei 72 Comuni abruzzesi chiamati alle urne domenica prossima. Si vota dalle 7 alle 23, l’eventuale turno di ballottaggio, nei centri superiori a 15mila abitanti, è fissato per il 19 giugno.

Vasto, Lanciano e Francavilla in provincia di Chieti, Roseto degli Abruzzi in provincia di Teramo e, dopo la caduta anticipata dell’amministrazione Sulmona in provincia dell’Aquila sono le sfide più attese sulle quali si concentrano le attenzioni maggiori di partiti e movimenti. E l’appuntamento di giugno è il primo test elettorale amministrativo in assoluto per il Movimento Cinque Stelle.

A Vasto sono 15 le liste presentate con 356 candidati per 24 posti in Consiglio comunale a sostegno della candidatura di cinque candidati sindaco: Massimo Desiati (Vasto duemilasedici, Unione per Vasto Tagliente, Progetto per Vasto Desiati, Forza Italia e Fratelli d’Italia- Alleanza Nazionale), Ludovica Cieri (Movimento 5 Stelle), Edmondo Luadazi (Il Nuovo Faro e Rinascita Vastese), Francesco Menna (Partito democratico, Si per Vasto, Filo Comune, Avanti Vasto e Città Virtuosa) e Massimiliano Montemurro (Democrazia cristiana e Vasto la mossa giusta). Luciano Lapenna, sindaco uscente e presidente Anci Abruzzo, è capolista per il Pd.

A Lanciano, dove la candidatura di Valentina Maio è stata la sorpresa di queste elezioni, i candidati sindaco sono tre, sostenuti complessivamente da 17 liste: l’uscente Mario Pupillo di centrosinistra che ha vinto per un soffio le primarie del 6 marzo, appoggiato da Partito democratico, Progetto Lanciano, Insieme a Sinistra, Lanciano in Comune e Lanciano Vale, Errico D’Amico, vincitore delle primarie del 13 marzo, sostenuto da Forza Italia, Lanciano Popolare-Udc, Fratelli d’Italia, Noi con Salvini, Lanciano al centro, Nuova Lanciano, X Lanciano 2021 e Lanciano Unica, e Tonia Paolucci, ex Udc, appoggiata da Tonia Paolucci Sindaco, Signora Lanciano, Libertàzione, Casapound.

A Francavilla al Mare a sfidare l’uscente Antonio Luciani, che è sostenuto da Partito democratico, Valori in Comune, Francavilla Unita, Francavilla con Luciani Sindaco, Si per Francavilla, ci sono Alessandro Mantini (Forza Italia, Noi con Salvini, Meloni-Fratelli d’Italia, Viva Francavilla, Rivoluzione Cristiana), Livio Sarchese (Movimento Cinque Stelle) e Stefano Di Renzo (Uniti a Sinistra, Abruzzo Civico, Solo Francavilla).

A Roseto degli Abruzzi, il centrodestra è unito attorno al sindaco uscente di centrodestra, Enio Pavone, sostenuto dalle liste Destra Sociale, Futuro In, Pavone Sindaco, Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale, Popolari per Roseto e Forza Italia. Mentre si presenta diviso il centrosinistra: da un lato c’è Sabatino Di Girolamo, sostenuto dal deputato Tommaso Ginoble con le liste di Pd, Roseto Protagonista e Di Girolamo Sindaco, dall’altro Rosaria Ciancaione, donna di fiducia del presidente Luciano D’Alfonso che l’ha anche voluta a dirigere il dipartimento Risorse della Regione, sostenuta dalle liste Roseto nel cuore, Abruzzo Civico, Roseto Futura, Roseto Progressista, Un’altra idea di Roseto e Roseto Unita.

Coalizioni civiche protagoniste nella città di Ovidio, dove i due maggiori schieramenti raccolgono rappresentanti sia di centrodestra che di centrosinistra, ed entrambi sono frutto della deflagrazione dell’amministrazione guidata da Peppino Ranalli del Pd, mandato a casa con due anni di anticipo proprio da coloro che oggi ispirano i due raggruppamenti.

Da un lato Annamaria Casini, benedetta dall’assessore regionale Andrea Gerosolimo e sostenuta da sei liste, dall’altro l’ex sindaco Bruno Di Masci, forte di otto liste compreso il Pd seppur senza simbolo. Oltre a Di Masci e Casini, corrono Elisabetta Bianchi candidata da Forza Italia, Domenico Capaldo (Sel), Alessandro Lucci (Sulmona bene in comune), Alberto Di Giandomenico (Sovranità Sulmona).

Tra le curiosità, c’è senza dubbio quella di Carapelle Calvisio in provincia dell’Aquila, 82 elettori e 7 aspiranti sindaco. Molte liste sono costituite da appartenenti alle forze dell’ordine, in particolare poliziotti, carabinieri e poliziotti penitenziari. Aspetto che ha mandato su tutte le furie il sindaco Domenico Di Cesare, che ha annunciato una lettera al ministero dell’Interno e lanciato strali che hanno trovato ampio spazio sui media nazionali.

FORZA ITALIA OTTIMISTA, PD NON PERVENUTO

“Siamo fortemente ottimisti che si possa ribaltare l’attuale rapporto di forza, che vede 4 Comuni su cinque attualmente amministrati dal centrosinistra”, afferma il coordinatore regionale di Forza Italia Nazario Pagano.

Pur nella consapevolezza della difficoltà della sfida di Sulmona, dove gli azzurri corrono da soli pur essendo l’unico partito in assoluto presente con il proprio simbolo, Pagano si dice convinto di avere “cinque candidati sindaco che hanno ottime possibilità di riuscita”.

“L’unica amministrazione del nostro colore è attualmente quella di Roseto, riteniamo che questo equilibrio possa essere sovvertito, anche se si dovesse andare al ballottaggio nell’uno contro uno ce la possiamo giocare dappertutto”, aggiunge.

Sull’unità della coalizione, “abbiamo fatto il massimo – dice – a Sulmona siamo giunti impreparati perché la consiliatura si interrotta con anticipo e poi molte formazioni di centrodestra non sono proprio presenti”.

“Il sistema elettorale premia chi ha tante liste ma se con Elisabetta Bianchi se riuscissimo ad arrivare al ballottaggio cambierebbe tutto, è combattiva, una donna con la d maiuscola, ha condotto battaglie prima ancora di impegnarsi in politica, il tema dei temi per l’elettore oggi è capire se il politico che deve votare lo fa per interessi personali o generali”, conclude.

Stitici di dichiarazioni alla stampa in casa Partito democratico, dove hanno declinato l’invito sia il segretario regionale Marco Rapino che il consigliere regionale Camillo D’Alessandro.

COME SI VOTA

COMUNI FINO A 15MILA ABITANTI

Nei Comuni fino a 15 mila abitanti si vota con una sola scheda per eleggere sia il sindaco che i consiglieri comunali. Ciascun candidato alla carica di sindaco sarà affiancato dalla lista elettorale che lo appoggia, composta dai candidati alla carica di consigliere.

Sulla scheda è già stampato il nome del candidato sindaco, con accanto il contrassegno della lista che lo appoggia.

Il voto per il sindaco e quello per il Consiglio sono uniti: votare per un candidato sindaco significa dare una preferenza alla lista che lo appoggia.

Viene eletto sindaco, il candidato che ottiene il maggior numero di voti. È tuttavia possibile il ballottaggio nel caso, raro ma storicamente già verificatosi, che i due candidati più votati al primo turno abbiano ottenuto la stessa identica cifra di voti. Anche in questo caso risulterà eletto chi dei due avrà ottenuto più voti. In caso di ulteriore parità viene dichiarato eletto il più anziano.

Una volta eletto il sindaco viene anche definito il Consiglio: alla lista che appoggia il sindaco eletto andranno i 2/3 dei seggi disponibili, mentre i restanti seggi saranno distribuiti proporzionalmente tra le altre liste.

COMUNI SUPERIORI A 15MILA ABITANTI

Nei Comuni con più di 15 mila abitanti si vota sempre con una sola scheda, sulla quale saranno già riportati i nominativi dei candidati alla carica di sindaco e, a fianco di ciascuno, il simbolo o i simboli delle liste che lo appoggiano.

Il cittadino può esprimere il proprio voto in tre modi diversi:

1 – tracciando un segno solo sul simbolo di una lista, assegnando in tal modo la propria preferenza alla lista contrassegnata e al candidato sindaco da quest’ultima appoggiato;

2 – tracciando un segno sul simbolo di una lista, eventualmente indicando anche la doppia preferenza di genere, tale possibilità, prevista per i i cittadini dei Comuni superiori ai 5 mila abitanti, consente di esprimere due preferenze per i consiglieri comunali purché riguardanti candidati consiglieri di sesso diverso e appartenenti alla stessa lista, tracciando contestualmente un segno sul nome di un candidato sindaco non collegato alla lista votata: così facendo si ottiene il cosiddetto “voto disgiunto”;

3 – tracciando un segno solo sul nome del sindaco, votando così solo per il candidato sindaco e non per la lista o le liste a quest’ultimo collegate.

È eletto sindaco al primo turno il candidato che ottiene la maggioranza assoluta dei voti validi (almeno il 50% più uno). Qualora nessun candidato raggiunga tale soglia si tornerà a votare la seconda domenica successiva per scegliere tra i due candidati che al primo turno hanno ottenuto il maggior numero di voti (ballottaggio).

In caso di parità di voti al primo turno, verrà ammesso al ballottaggio il candidato alla lista più votata (maggiore cifra elettorale) e, in caso di ulteriore parità, verrà ammesso il più anziano di età (gli stessi criteri saranno usati in caso di parità nel ballottaggio).

Al secondo turno viene eletto sindaco il candidato che ottiene il maggior numero di voti.

Per stabilire la composizione del Consiglio comunale si tiene conto dei risultati elettorali del primo turno e degli eventuali ulteriori collegamenti nel secondo. In pratica, se la lista o l’insieme delle liste collegate al candidato eletto sindaco nel primo o nel secondo turno non hanno conseguito almeno il 60% dei seggi ma hanno ottenuto nel primo turno almeno il 40% dei voti, otterranno automaticamente il 60% dei seggi. I seggi restanti saranno divisi tra le altre liste proporzionalmente alle preferenze ottenute.

(fonte ancitel.it)