L’AQUILA  –  “Il centro destra andrà unito alle prossime elezioni regionali e, sondaggi alla mano, in Abruzzo non avrà rivali, attestandosi a livello nazionale a quasi il 47 per cento. Una ragione in più per stringere l’accordo senza più indugi”.

Torna a parlare dopo la pausa estiva il deputato di Forza Italia eletto nel collegio provinciale dell’Aquila Antonio Martino che riparte da dove aveva lasciato; le elezioni regionali anticipate che potrebbero svolgersi in autunno e l’unità della coalizione. E l’imprenditore di Torre de’ Passeri (Pescara), che è anche segretario organizzativo abruzzese Fi, lo fa con la grande novità di un sondaggio nazionale molto positivo per il centrodestra, che considera un motivo in più per andare insieme.

In base al sondaggio interno squadernato da Martino, realizzato nei giorni scorsi da un’importante società demoscopica, la Lega è al 29,9%, Forza Italia all’11,8%, Fratelli d’Italia al 4,6%, Noi per l’Italia-Udc allo 0,4%. 

Di contro il Movimento 5 stelle resta primo partito con il 31,3%,  il Partito democratico è 15,4%, Liberi e Uguali al 2,6%, Più Europa all’1,7%, tutte le altre forze politiche sotto l’1%.  

Nella intervista a 360 grandi ad Abruzzoweb il 42enne parlamentare, capogruppo azzurro nella commissione Finanze e Tesoro, proprio nei giorni in cui si attende, dopo mesi di contrasti, il suggello dell’alleanza tra il suo partito e la Lega e, naturalmente con Fratelli d’Italia, guarda anche all’alleanza in campo nazionale. Anzi, in tal senso va anche oltre, ritenendo che con questi numeri, la Lega deve subito rompere l’alleanza di governo con M5s, per tornare alle urne. 

“Il nostro capogruppo alla Camera, Maria Stella Gelmini, ha già lanciano un chiaro appello a Matteo Salvini, invitandolo  a porre termine il prima possibile questa alleanza anomala, che nei fatti e nei valori fondanti è un incesto, perché tra Lega e M5s ci sono visioni troppo diverse messe insieme solo per un puro caso della storia”, spiega Martino.

Insomma, il parlamentare veste i panni del paciere dopo che nelle passate settimane aveva risposta per le rime alla lega annuciando la corsa solitaria di Fi due giorni dopo la rottura del Carroccio attraverso l’ennesimo attacco del deputato e segretario regionale, Giuseppe Bellachioma.

Martino non polemizza neppure con Gianfranco Giuliante, responsabile regionale dei dipartimenti della Lega, che ad Abruzzo Web ha smentito l’imminenza di un vertice risolutivo tra i due parlamentari e coordinatori regionali  Nazario Pagano, Fi, e Bellachioma. 

“A conti fatti la storica alleanza di centrodestra è a quasi il 47 per cento dei consensi – commenta Martino -, e in Abruzzo lo scarto potrebbe essere ancora maggiore, tale da non temere rivali, visto che c’è ancora una campagna elettorale da fare. Sondaggi fatti negli ultimi giorni, che attestano in modo inequivocabile la crescita di tutte le forze del centrodestra, il che ci deve rendere felici”. 

Tenuto conto che un valore aggiunto, si ragiona in Forza Italia e anche nella Lega, in Abruzzo potrebbe essere rappresentato anche dalle alleanze a cui si sta lavorando con le formazioni civiche, in primis quelle che fanno riferimento all’imprenditore Gianluca Zelli,  e all’ex sindaco di Avezzano Giovanni Di Pangrazio.

Resta il nodo, in Abruzzo, della scelta del candidato presidente della Regione, che la Lega vuole a suo appannaggio. E sempre Giuliante su questo aspetto ha ribadito quello che con altre parole sostiene da mesi Bellachioma, ovvero che la scelta del candidato presidente spetta alla Lega,  invitando Forza Italia “a smetterla con la sindrome del primo della classe, cercando di ripescare una posizione che non c’è più, visto si comporta come quando gli equilibri erano invertiti, con loro al 23 e la Lega al 2 per cento”. 

Anche su questo punto però il forzista vuole evitare polemiche. 

“Un candidato presidente della Regione è la sintesi di un progetto comune, non può essere un nome ad affondare un progetto per il rilancio dell’Abruzzo che ha enormi problemi da risolvere, lasciati in eredità dal centrosinistra . Serve senso di responsabilità, per trovare la sintesi, e con esso un nome autorevole, condiviso e che non crei divisioni”, conclude Martino.