PESCARA – “Il risultato elettorale di domenica scorsa ci consegna una serie di spunti interessanti. Il più eclatante è che la più grande, vivace e moderna città d’Abruzzo, Pescara, ha preferito la proposta di Luciano D’Amico. L’altro è che c’è un’autostrada di consenso in questa direzione anche nella Val Pescara: Popoli, Torre de’ Passeri, Scafa e Manoppello hanno fatto la medesima scelta, facendo prevalere in larga misura il centrosinistra. Va sottolineato, inoltre, che tutto questo è accaduto nella città di D’Annunzio e Flaiano malgrado il centrodestra avesse candidato diversi pezzi da 90, molti dei quali hanno fallito nell’impresa”. Lo afferma il deputato del Pd Luciano D’Alfonso.
“Guarda caso, tra i bocciati vi sono gli assessori della giunta Masci. Eppure, avevano utilizzato tutti i mezzi possibili e immaginabili, e forse anche quelli inimmaginabili: le vetrate di TUA, i bar del centro, le sale da cinema. Mancavano solo i droni, e avremmo visto davvero tutto. Il centrodestra che amministra il Comune ha provato a metterci la faccia, i soldi, lo champagne e la porchetta, ma la città ha risposto con garbo: no grazie! Cinque anni di governo sordo e autoreferenziale pesano, e non bastano gli annunci tardivi, le promesse di cambiare tutto o i cantieri dell’ultimo giorno a cancellare i danni e gli errori che hanno portato allo sfacelo che è sotto gli occhi di tutti”.
“Il centrosinistra deve ripartire da qui, evidenziando gli errori/orrori di una stagione da chiudere velocemente e proponendo un’idea nuova di città: inclusiva, attenta alle istanze del territorio e non respingente, soprattutto in grado di riagganciare il passo della modernità che è stato sempre il tratto caratterizzante di questa città. Pescara ha già perso troppo tempo, è ora di tornare a correre incontro al futuro”.






