MONTESILVANO – A poche ore dal voto amministrativo che darà un nuovo sindaco a Montesilvano (Pescara), sono scintille tra i tre candidati sul futuro della città, la seconda più grande tra quelle chiamate alle urne domenica prossima e la quarta in assoluto d’Abruzzo.
E mentre proprio oggi, alle 18 nella sala consiliare si confrontano Ottavio De Martinis (Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia e Montesilvano in Comune), Enzo Fidanza (Pd-Progressisti per Montesilvano e Annozero) e Raffaele Panichella (Movimento 5 Stelle) in una tavola rotonda organizzata dall’Ordine degli architetti, gli aspiranti sindaci negli ultimi giorni se le sono suonate sulle scelte strategiche.
A partire dal destino dell’ex colonia marina Stella Maris, per il cui affidamento l’amministrazione uscente, guidata dal sindaco forzista Francesco Maragno, ha bandito una gara “last minute” finita nel mirino degli avversari del centrodestra.
“Negli ultimi 45 giorni di consiliatura non si possono adottare misure se non atti urgenti e improrogabili”, ha fatto notare Fidanza, al quale De Martinis ha risposto spiegando che la scelta è stata obbligata per “non rischiare di perdere un finanziamento di 570 mila euro”.
“Nel merito del progetto – ha chiarito poi il vice sindaco uscente – si è chiesto alla Provincia, che ha prontamente aderito, l’utilizzo della parte retrostante dello Stella Maris per l’attivazione di un’Agenzia per l’inclusione che potesse attivare percorsi di formazione, di inserimento lavorativo e di incubazione d’impresa per i cittadini dell’intera provincia di Pescara, mutuando e, mi permetto di dire, ‘migliorando’ l’idea progettuale della ‘Piazza dei Mestieri’ di Torino”.
I candidati, negli ultimi giorni, hanno avuto modo di confrontarsi anche sull’impiantistica sportiva, considerata carente in relazione all’alto numero di grandi eventi che la città ospita ogni anno e alla mole di società e associazioni sportive presenti.
“Grazie alla ricettività dei grandi alberghi, al Pala Dean Martin e alla vicinanza degli impianti sportivi, riusciamo a destagionalizzare l’offerta turistica che altrimenti si concentra d’estate sulla spiaggia, cosicchè per tutto l’anno la nostra città diventa attrattiva anche per organizzare appuntamenti sportivi di rilevanza nazionale e internazionale. Questa capacità attrattiva va incrementata creando un Polo sportivo”, ha detto al Centro De Martinis, che ha anche la delega allo Sport nella giunta uscente di Maragno, “che insieme al Polo alberghiero e a quello del divertimento diventi un tutt’uno per fare in modo che, soprattutto i ragazzi che arrivano da fuori, non debbano essere trasferiti di volta in volta in località lontane dalla sede che li ospita”.
“So bene quanto siano importanti le manifestazioni per le ricadute commerciali ed economiche di una città, ma bisogna puntare alla qualità, a un certo tipo di eventi, perchè fondamentalmente le attività sportive non sempre hanno una ricaduta su alberghi, ristoranti, negozi. Chi avrà la delega allo Sport e agli eventi dovrà avere bene presente le caratteristiche del territorio, perchè gli eventi vanno comunque realizzati in prossimità delle attività commerciali”, ha detto Panichella, che è pilota di rally e insieme al figlio Mattia ha conquistato podi importanti in competizioni di grande rilievo.
“Per anni gli impianti sportivi comunali sono stati abbandonati, per questo la prima cosa da fare sarà una manutenzione radicale delle infrastrutture, che comunque restano carenti per una città di 54mila abitanti – ha fatto osservare Fidanza – . I fondi per ristrutturare e riqualificare gli impianti non potranno che giungere dallo sport, attraverso finanziamenti finalizzati, ma anche attraverso un nuovo piano tariffario”.
“È inutile far gestire gratis un impianto a una società se questo impianto è inutilizzabile. Allora è meglio investire e riqualificare l’impianto e poi far pagare un affitto equo, a seconda della società che lo utilizza, degli orari di utilizzo e della eventuale presenza di sponsor – ha aggiunto al Centro – . Non è giusto, ad esempio, andare a giocare a tennis e pagare una quota e poi fare un altro sport e non pagare nulla. È chiaro però che se entro in un impianto dove non c’è l’acqua calda, il pavimento è rotto e il campo è impraticabile, allora non posso chiedere un compenso. L’ente però è obbligato a far pagare una tariffa, perchè con questa ci si paga la manutenzione del bene pubblico”.



