PESCARA – “Abbiamo messo in lista persone che arrivano dal mondo reale, concreto, serio. Quello che si alza alla mattina e va a lavorare. Ci siamo volutamente smarcati da un mondo politico già preimpostato secondo determinati schemi. Abbiamo voluto persone in grado di impegnarsi per un progetto e non in cerca di posti al sole”.
Così Barbara Mazzali, coordinatrice regionale di Grande Sud e capolista alla Camera ha aperto, insieme al capolista al Senato Eugenio Spadano, l’incontro per la presentazione delle liste di Grande Sud/Mpa e Grande Sud per la Camera e il Senato. L’incontro si è svolto in tarda mattinata presso l’hotel Carlton a Pescara.
A parlare per prima è stata proprio l’imprenditrice lombarda (lavora nel settore delle energie rinnovabili) trapiantata in Abruzzo per lavoro (vive a Montesilvano), che sulla nostra regione ha deciso di investire e di fare attività politica sotto l’egida del movimento di Gianfranco Micciché.
“I candidati – ha detto – sono stati individuati in virtù di più parametri: l’esperienza amministrativa, (in lista, infatti, ci sono sindaci, assessori, consiglieri comunali e provinciali), l’attività professionale, inserimento nel mondo dell’associazionismo, del volontariato e del sindacato. Abbiamo voluto persone che hanno dimostrato di valere con onestà, che oggi pongono al servizio della comunità abruzzese le proprie capacità personali e che ritengono di poter essere valutati dall’elettorato come persone al di sopra di ogni sospetto in ordine agli speculativi arrivismi che oggi muovono molti dei nostri competitor alla ricerca di ‘sistemazioni personali'”.
Mazzali ha spiegato anche i motivi del collocamento politico nel centrodestra, come lista civica alleata del Popolo della libertà: “Perché il Pdl – ha detto – è l’unico partito che ha un’agenda che prevede interventi per il Mezzogiorno, l’agenda Monti non ne prevede”.
“Se poi ci si chiede per quale motivo votarci – ha concluso la coordinatrice regionale del movimento – possiamo rispondere che, al di là delle belle intenzioni che molti partiti mostrano soprattutto in campagna elettorale, noi abbiamo dimostrato di saper parlare con i fatti. Oggi, ad esempio, tutti si accorgono dello scandalo dei soldi per la Monte Paschi di Siena, ma dov’erano quelli che ora gridano allo scandalo quando noi facevamo le barricate nell’aula parlamentare a luglio dell’anno scorso perché non si arrivasse a tanto. Oppure possiamo ricordare che siamo stati gli unici ad aver deliberato attraverso il Cipe il Piano di sviluppo per il Sud, bloccato per anni dal tandem Tremonti-Lega”.
L’ex consigliere regionale e ora presidente del Consiglio comunale di San Salvo (Chieti) Eugenio Spadano ha rilanciato alcuni dei temi della campagna elettorale: dalla modifica della legge elettorale per ridare voce all’elettore all’esigenza “di ridare un impulso vero alla ricostruzione dell’Aquila” e, infine, alla sanità, tema che gli sta particolarmente, essendo lui medico e dirigente Asl.
In particolare per la sanità abruzzese, Spadano ha auspicato una riforma che preveda la nascita di due nuove aziende ospedaliere, una per Chieti e Pescara, l’altra per L’Aquila e Teramo, e la soppressione delle quattro asl provinciali a vantaggio della nascita di un’unica asl regionale.
Dopo Barbara Mazzali questi sono i candidati alla Camera: il consigliere alla Provincia di Chieti ed ex sindaco di Orsogna (Chieti) Fabrizio Montepara, la sindacalista Ugl Giuliana Vespa, il dirigente di un’azienda privata Giulio Petrini, l’architetto Claudio D’Amone, il consigliere alla Provincia di Chieti ed ex sindaco di Miglianico (Chieti) Nicola Mincone, il sindaco di Roccacasale (L’Aquila) Domenico Spagnuolo, Salvatore Vitelli, Antonino Di Vincenzo, Giustino Bruno, Gaetano Vitone, Andrea Santarone, lo scrittore Leo Zagami e Marianna Di Valentino.
In lista Senato, dopo Spadano, ci sono: l’avvocato di Pratola Peligna (L’Aquila) Aldo Di Bacco, l’agente di commercio Nicola Marchione, Ettore Frutti, un lavoratore che purtroppo rientra nella categoria degli esodati, Gherardo Menegazzi, Nicola Tarantola e Mariagrazia Santini. (ar.ia.)




