PESCARA – “Siamo Davide contro Golia, la coscienza contro la convenienza, il territorio contro Roma”.

Dal palco di un auditorium Flaiano strapieno, Carlo Masci lancia la sfida di Rialzati Abruzzo per “mandare in Senato una persona eletta con una lista civica. Se sarà così – assicura – la politica cambierà in Abruzzo, perché l’Abruzzo avrà dato una lezione a quanti pensano di poter catapultare persone da fuori su questo territorio”.

“Oggi – spiega – c’è un sistema che schiaccia il territorio. E lo vediamo in molti settori. Dalla politica, con i candidati scelti dall’alto e non rispondenti alle logiche del territorio, al settore della grande finanza, con i grandi gruppi bancari che prendono soldi e non li reimmettono sul territorio, al settore della grande distribuzione e a quello delle grandi multinazionali”.

“Si veda per esempio – ha continuato Masci – cosa sta succedendo all’Aquila, il cantiere più grande d’Europa, dove stanno arrivando le multinazionali delle costruzioni che strozzano, con i loro subappalti, le piccole aziende del territorio”.

Il capolista di Rialzati Abruzzo replica anche alle accuse di Gaetano Quagliariello circa “l’inutilità” del voto a Masci, che anzi sarebbe “utile solo a danneggiare il Popolo della libertà”. Anche Masci, come aveva già fatto Quagliariello quando aveva lanciato questa accusa, non nomina direttamente il senatore pidiellino, ma si capisce che fa riferimento a lui quando dice che “qualcuno che viene da fuori dice che noi danneggiamo il Pdl”.

Masci smentisce che sia così per due ordini di motivi. Sia perché se il Pdl avesse voluto “vincere il campionato – dice con una metafora – avrebbe dovuto fare una squadra di serie A e non di serie C”.

Sia perché “queste elezioni non si vincono al Senato, perché il premio di maggioranza si decide alla Camera, il Senato è decisivo solo per alcune regioni e l’Abruzzo non è fra queste. Se l’Abruzzo fosse stato determinante, il Pdl avrebbe fatto scelte diverse e non l’avrebbe trattato come una colonia, dove poter sbarcare chiunque. Questo a noi non ci sta bene. E non abbiamo paura a dirlo e a muoverci di conseguenza. Al Senato, dunque, dobbiamo solo scegliere i senatori che ci andranno a rappresentare a Roma”.

“Faccio campagna elettorale in mezzo alla gente – ha detto ancora il leader di Rialzati Abruzzo – ma non vedo altri politici che fanno altrettanto. È come se tutto si decidesse a livello nazionale. Prima si accusava i politici di farsi vedere solo in campagna elettorale, adesso neanche più quello. I nostri candidati, però, sono espressione diretta del territorio e stanno tra la gente. Sono candidati a chilometro zero e candidati doc, di origine controllata”.

Gli altri candidati della lista al Senato erano sul palco insieme a Masci. Si tratta di Enzo Lombardi, ex sindaco dell’Aquila ed ex parlamentare, Franco Costantini ex funzionario della Regione, Berardino Fiorilli vice sindaco di Pescara, Cristian La Civita di Sulmona, Roberto Ruggieri assessore alla Provincia di Pescara e Michelino Cenci consigliere di Castel Di Sangro (L’Aquila).

La lista appare formata soprattutto da candidati provenienti dal pescarese e dall’aquilano. Ma fra il pubblico c’erano anche diversi esponenti del centrodestra teatino. Qualcuno ha detto di essere lì solo per “amicizia”, qualcun altro, come il consigliere regionale pidiellino di Vasto (Chieti) Giuseppe Tagliente e il francavillese Giuseppe Stanziale, non si è tirato indietro e ha detto che al Senato voterà Rialzati Abruzzo.