PESCARA – “Confindustria Abruzzo ha recentemente chiamato a raccolta tutte le parti sociali della Regione per costruire una proposta condivisa di merito da discutere con la Regione ai fini della definizione di un nuovo Patto per lo Sviluppo, richiedendo anche un nuovo percorso relazionale che preveda tavoli di confronto strutturati e costanti in cui poter disegnare e sostenere il modello di sviluppo che l’Abruzzo andrà a darsi”.

Lo ha detto il presidente di Confindustria Abruzzo, Agostino Ballone, nel corso della presentazione dell’Indagine semestrale. Lo studio, realizzato in collaborazione con la Bper, secondo Ballone “ci dice che anche in Abruzzo cominciano a confermarsi, dopo anni estremamente negativi, alcuni segnali di ripresa, seppur molto deboli e incerti, in linea con gli altrettanto incerti scenari economici e politici italiani e mondiali. Troppe, infatti – ha sottolineato – sono ancora le incognite che possono far prefigurare una definitiva uscita dalla crisi e tante sono le questioni che vanno aggredite per dare soluzione ai più evidenti problemi che riguardano la nostra regione”.

“I temi su cui dovrà svilupparsi particolarmente il confronto – ha sottolineato il leader degli industriali – sono l’attrazione e la ripresa di investimenti e, quindi, le politiche industriali e del territorio di contesto, le politiche fiscali e la fiscalità di vantaggio, l’avvio immediato delle fasi attuative delle programmazioni dei fondi comunitari e nazionali necessario per immettere liquidità nel sistema, le aree di crisi, il credito, la valorizzazione del comparto turistico, la riorganizzazione dei servizi pubblici locali e della Sanità”.

Rispetto alla richiesta di confronto, “la Regione non ha tardato a dare una risposta a questo appello e già sono stati avviati dei tavoli di confronto sulla base di proposte e bozze di documenti che sono attualmente alla visione nostra e delle altre parti sociali interessate”.

“Voglio ricordare e informare, peraltro – ha aggiunto – che nei giorni scorsi abbiamo avuto degli incontri molto intensi proprio con il presidente Luciano D’Alfonso, con l’assessore al bilancio Silvio Paolucci e il qui presente vicepresidente, Giovanni Lolli“.

“Con la stesse finalità – ha proseguito – Confindustria Abruzzo, ha avviato contestualmente un confronto con i sindacati regionali per la costruzione di un nuovo modello di relazioni industriali e di politiche attive del lavoro volto a favorire nuovi investimenti e nuove assunzioni. Tale pacchetto, una volta costruito, sarà riportato alla condivisione delle altre parti sociali e quindi al Governo regionale”.

“Confindustria Abruzzo, da parte sua, vuole dimostrare ancora una volta la sua convinta volontà di fare la sua parte per la rinascita della competitività del sistema economico abruzzese. La presentazione di questa indagine, accompagna quindi una nuova fase della vita economica e sociale dell’Abruzzo, caratterizzata da una parte da nuovi scenari economici e congiunturali di riferimento, dall’altra da un nuovo sviluppo dei modelli relazionali”.

L’INDAGINE SEMESTRALE

In particolare, la sintesi dei principali indici che descrivono il contesto abruzzese nel secondo semestre del 2015 evidenzia variazioni positive per diversi fattori, come le esportazioni, cresciute del 14,73%, o la cassa integrazione, diminuita in modo significativo.

Permangono però criticità in materia di demografia delle aziende manifatturiere, scese di 461 unità, e di tasso di disoccupazione, salito dello 0,65%. Per quanto riguarda l’analisi condotta dagli industriali, secondo gli imprenditori abruzzesi, sono stabili l’utilizzo della capacità produttiva, il fatturato e l’export, mentre gli investimenti vengono effettuati solo dal 15% delle imprese.

La situazione è analoga in tutte e quattro le province, ad eccezione di fatturato ed export per cui nel teramano si registra un orientamento predominante all’aumento. Dal punto di vista settoriale, l’utilizzo della capacità produttiva è stabile per tutti i comparti, ad eccezione di quello dei prefabbricati e prodotti per l’edilizia (orientamento alla contrazione); il fatturato è stabile per tutti i comparti, in aumento per alimentari e bevande e legno e mobili, ed in diminuzione per prefabbricati e prodotti per l’edilizia; l’export è in aumento per alimentari e bevande, legno e mobili, tessile, abbigliamento calzature e pelle, e stabile per tutti gli altri.

Più critico il dato sugli investimenti: vengono effettuati da circa il 25% delle imprese solo nei settori farmaceutico, prefabbricati e prodotti per l’edilizia, carta cartotecnica e tipografico, elettronica e tessile; tutti gli altri sono al di sotto del 15%. Niente investimenti per il settore legno e mobili. Sempre sul fronte investimenti, sono critiche le previsioni per il primo semestre del 2016: di fatto non sono previsti. Stabili per gli imprenditori le previsioni relative agli altri parametri produttivi e commerciali.

Anche dal punto di vista settoriale la previsione principale è quella di investimenti “non presenti”, mentre si registrano segnali leggermente positivi per quanto riguarda il fatturato e l’export in alcuni settori. Per quanto riguarda, infine, l’occupazione, il 23% delle imprese prevede un aumento del personale e l’8% una riduzione.

Alla presentazione dell’indagine, nella sede di Confindustria Chieti-Pescara, hanno preso parte il leader regionale degli industriali, Agostino Ballone, il vicepresidente della Regione Abruzzo, Giovanni Lolli, il consigliere incaricato del Centro studi di Confindustria Abruzzo, Silvano Pagliuca, Vittorio Beccaceci dell’Ance, il direttore territoriale di Banca Popolare Emilia Romagna, Guido Serafini, l’economista Pino Mauro, e Luciano Fratocchi dell’Università dell’Aquila.

LOLLI, “PUNTARE SU BANDA ULTRALARGA E DEPURAZIONE”

“In Abruzzo la crisi è stata più pesante che altrove e la ripresa è più faticosa. I motivi sono molti, a partire dal fatto che crisi e terremoto hanno camminato insieme. Non credo che l’enfasi di per sé sia sufficiente a risolvere i problemi: ci vuole un’estrema concretezza. Ci sono delle cose che noi possiamo fare, ma vanno fatte insieme perché si ottengano successi. Uno dei problemi dell’Abruzzo è che molto spesso non è riuscito a fare sistema”.

Lo ha affermato il vicepresidente della Regione Lolli.

Nel suo intervento Lolli ha ricordato che “abbiamo in mano strumenti normativi e finanziari” ed ha fatto il punto sulle risorse comunitarie disponibili.

Poi ha sottolineato la necessità di “impegnarci e non mollare sulle situazioni di crisi che abbiamo: non c’è da essere fatalisti, c’è da combattere”, ha osservato.

Il vicepresidente si è poi soffermato sulle aree di crisi, con l’Abruzzo che ha “ottenuto una delle otto aree complesse che ci sono in Italia”, sulla “scelta di un’industria sostenibile”, sulla “necessità di abolire l’addizionale, per cui non ci sono i margini, ma bisogna iniziare a lavorare selettivamente” e sui servizi, concentrandosi in modo particolare su banda larga e ultralarga e su depurazione, “battaglia di civiltà e innovazione”.

“Non sono cose che con la bacchetta magica risolvono i problemi dell’Abruzzo – ha concluso – ma sono cose concrete”.