L’AQUILA – “Inserire la ricostruzione dell’aggregato privato del Duomo dell’Aquila nel sedicesimo elenco di buoni contributo che sarà pubblicato tra maggio e giugno”.
È questo l’obiettivo, che suona ormai come un ultimatum, dell’assessore comunale alla Ricostruzione Pietro Di Stefano che, nelle scorse settimane, ha convocato un tavolo d’urgenza con i tecnici e il presidente del consorzio “Sant’Emidio”, Augusto Ippoliti, che si occupa della riparazione della parte privata del maxi aggregato da 35 milioni di euro, al quale si abbina l’opera pubblica della cattedrale per ulteriori 10 milioni ancora da finanziare.
Una commessa, quella privata, aggiudicata all’associazione temporanea di imprese (Ati) composta da Sac Spa, Costruzioni Iannini Srl e Dp Restauri Srl mentre la chiesa verrà assegnata con appalto pubblico.
Per quanto concerne i lavori privati l’assessore dichiara di aver battuto i pugni sul tavolo “per la lentezza nella presentazione di alcune integrazioni al progetto” degli stabili adiacenti a San Massimo, che comprendono gli alloggi della Curia arcivescovile e appartamenti di proprietà di cittadini privati e società.
A rallentare i lavori sono state le interferenze con la parte pubblica del Duomo, per il quale, fino al decreto “Enti territoriali” dello scorso giugno, che ha riscritto le regole della ricostruzione privata, non era mai stato chiaro se l’appalto dovesse essere pubblico, da aggiudicare con gara, o privato, da affidare direttamente.
La Curia, in tal senso, ha cercato per anni di ergersi a soggetto attuatore, facendo perfino pressioni ai governi tramite la Conferenza dei vescovi, come emerso in intercettazioni legate a inchieste giudiziarie, ma l’ultimo decreto ha chiarito una volta per sempre che gli edifici sacri sono beni pubblici la cui riparazione verrà gestita dalla soprintendenza unica per L’Aquila e il “cratere”.
Un altro ostacolo alla partenza dei lavori è stato costituito, almeno fin qui, dalla possibilità o meno per il consorzio di intervenire con le proprie scelte con procedura private sulle parti dei muri perimetrali confinanti con la chiesa, dove dovranno intervenire altre imprese.
“Se si presentano le integrazioni possiamo chiudere tutto, rilasciare il contributo e partire subito. La ricostruzione deve andare avanti – tuona Di Stefano – Abbiamo chiesto soldi, il governo ce li ha dati e non possiamo essere una comunità di folli che non li spende. Gli aggregati in piazza sono tutti finanziati, resta solo quello del Duomo”.
“Mancano le integrazioni solo di un pezzo di aggregato – aggiunge – I tecnici si sono impegnati a presentarle a breve e il progetto, essendo un immobile vincolato, è depositato in Soprintendenza per l’esame. Il Comune e l’Usra hanno affiancato loro anche due tecnici per la parte strutturale ed economica. Oltre questo che cos’altro dobbiamo fare?”.
La riunione per lo sblocco dell’aggregato è seguita a un altro tavolo a cui hanno partecipato la Soprintendenza unica e alcuni rappresentati della Curia per l’avvio della ricostruzione della chiesa che giace tra erbacce e incuria da oltre 7 anni e che, nel 2012, ha perso 9 dei 10 milioni stanziati dal Cipe, mentre Comune, Curia e Beni culturali litigavano sulla natura pubblica o privata dell’appalto, dubbio ora finalmente dissipato.
Nei giorni scorsi intanto, dal ministro per i Beni culturali Dario Franceschini, è arrivata la notizia di un nuovo stanziamento di 30 milioni del Cipe che saranno destinati anche alla ricostruzione del Duomo.
Non si sa ancora, tuttavia, se i nuovi fondi saranno utilizzati per l’intervento strutturale o per quello artistico.
“Il soggetto attuatore sono gli uffici periferici del Mibact, cioè la Soprintendenza e il Segretariato regionale – precisa Di Stefano – Nel caso del Duomo, la Soprintendenza può assumere il progetto già depositato e redatto dai consorzi e farlo proprio per accelerare le opere. Per questo c’è stato anche il parere positivo dell’avvocatura dello Stato”.
“Il Duomo è una delle opere più urgenti della ricostruzione – conclude – Ora che la norma è chiara, che cosa si sta aspettando per assumere i progetti? L’articolo 11 del dl, inoltre, stabilisce di predisporre piani annuali e pluriennali per i finanziamenti pubblici”.



