PESCARA – La politica regionale abruzzese si fa sempre più social per l’uso sempre più diffuso di Twitter e Facebook da parte dei nostri rappresentanti politici, per cimentarsi in scontri anche epocali, come quello che si è consumato pochi giorni fa tra berlusconiani e fittiani oramai separati in casa dentro Forza Italia.
Dopo quelli già documentati da AbruzzoWeb, si registra, infatti, un gustosissimo e agguerrito scambio di cinquettii e sfottò tra il capogruppo in Consiglio regionale di Fi, Lorenzo Sospiri, protagonista dello scontro, e il sottosegretario alla Presidenza della Regione Camillo D’Alessandro, consigliere del Partito democratico.
Tutto nasce da un trionfalistico tweet di D’Alessandro in cui si ricorda che l’l’11 marzo, a Pescara, il presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, e il vice presidente, Giovanni Lolli, firmeranno i contratti di Sviluppo che consentiranno l’erogazione di 12,7 milioni di euro di contributi a 11 aziende beneficiarie.
Apre le danze un cinguettio di commento a dir poco ironico di Sospiri. “Battere le manine a Gianni Chiodi no?”, volendo evidentemente intendere che, in realtà, i fondi per finanziare i contratti di sviluppo erano stati trovati dall’ex presidente della Regione Chiodi e della vecchia maggioranza di centrodestra, di cui ha fatto parte anche Sospiri.
Non si fa attendere il tweet, o meglio, la pernacchia di risposta di un D’Alessandro decisamente su di giri. “Le manine, tante, le hanno battute gli abruzzesi, ma a D’Alfonso, in 10 mesi #rivoluzione ed #evoluzione”.
Sospiri incassa e ribatte. “Non sai rispondere altro? Perché ha fatto tutto Chiodi. Provate a fare di meglio, ma è difficile”. “Allora mi posso riposare”, controbatte fulmineo D’Alessandro.
Dopo un breve pausa di decantazione, l’alterco riprende con rinnovato vigore non appena Sospiri ripunzecchia D’Alessandro su un altro argomento, questa volta la disoccupazione.
“Stupiscimi, fammi sognare, 100 mila posti di lavoro promessi aspettano”, tirando fuori dal cilindro dialettico una delle premesse elettorali di D’Alfonso.
Ma anche qui un D’Alessandro assai gagliardo non vacilla e anzi contrattacca. “Intanto sono più 5.000, tutto il resto è noia, come la canzone… canta che ti passa”.
“5.000 di che?” chiude lo scontro uno spossato Sospiri, invitando D’Alessandro “a non scimmiottare la falsa propaganda che non ti appartiene”. Filippo Tronca




