TERAMO – Ci sono anche un avvocato e un esponente politico avvocato teramani  tra i consumatori di droga intercettati nella mole di conversazioni telefoniche finite nel mirino degli investigatori nell’ambito dell’inchiesta che ha portato ieri a otto arresti e 21 denunce.

L’attività di spaccio si svolgeva tra Milano e Teramo, grazie al sodalizio criminale di italiani e albanesi, questi ultimi falsamente assunti da un imprenditore aquilano Walter D’Alessandro, ‘perno’ dell’organizzazione e tuttora ricercato dalle forze di polizia. 

Con l’uomo sotto accusa altre sette persone di cui tre in carcere e quattro ai domiciliari. Si tratta dei fratelli albanesi Arjian e David Gjini, di 28 e 23 anni, entrambi residenti a Teramo e fino a poco tempo occupati nella gestione di un’attività di autolavaggio, di Adrian George Mare, 30 anni, albanese residente a Teramo,(tutti in carcere) di Paola Marino, 32 anni, residente a Teramo, di Joana Laura Mare, romena di 29 anni, residente a Teramo, dei fratelli Edrin e David Brahimaj, albanesi, entrambi di 38 anni, residenti tra Milano e Varese (tutti ai domiciliari).

I due consumatori, che non sono indagati, sono alcuni dei clienti della Teramo bene a cui il sodalizio criminale spacciava dosi di cocaina.

I due, così emerge dalle intercettazioni, si rivolgevano esclusivamente ai fratelli albanesi. Nelle intercettazioni le dosi venivano chiamate «bicchieri».

“Per domani fammi avere due bicchieri”, si legge in una delle intercettazioni telefoniche di uno dei consumatori.

L’organizzazione del traffico di droga era tenuto dai due fratelli albanesi Gjini e l’imprenditore aquilano che, per gli investigatori, mette a disposizione non solo le auto di grossa cilindrata per i trasporti della droga ma fa anche assunzioni fittizie nelle proprie imprese per regolarizzare la presenza in Italia dei corrieri albanesi.

Il pm David Mancini, nella richiesta di custodia cautelare firmata dal gip Giuseppe Romano Gargarella, scrive: “Gjini Arjan in qualità di promotore, organizzatore, insieme al fratello David in qualità di referente principale del primo e addetto alla gestione delle cessioni degli stupefacenti nell’are di Teramo, Mare George Adrian in qualità di addetto alle cessioni lungo il litorale teramano e pescarese”.

Mentre D’Alessandro, “in qualità di finanziatore, fornitore dei mezzi utilizzati per il trasporto della sostanza, di partecipe in quanto in grado di fornire apporto logistico e un’apparenza di lavoro subordinato regolare in favore dei sodali, fittiziamente impiegati presso società a lui riconducibili”.