“Mi ero ripromessa di non affrontare l’argomento, ma provo vergogna per l’assenza di Bondi al Festival e per l’ennesima figura terribile che il nostro paese fa all’estero grazie al comportamento di questo governo”. Così Sabina Guzzanti risponde all’inevitabile, prima domanda, rivoltale stamane sulla Croisette dalla stampa italiana in merito all’annunciato forfait del ministro dei Beni e le attività culturali, nel giorno del passaggio del suo ‘Draquila – L’Italia che trema’, Evento Speciale alla 63esima edizione del Festival di Cannes.

Dall’Italia, intanto, il ministro Bondi chiarisce di aver visto il film della discordia. ”Sì, l’ho visto. Non parlo mai di cose che non conosco”. E alla domanda sul rimbalzo pubblicitario per la pellicola creato dal suo rifiuto, risponde: “Questo lo diranno gli incassi del botteghino”. Definito a caldo dalla stampa internazionale, subito dopo la proiezione che ha visto molti giornalisti rimanere fuori dalla sala, “film necessario, utile e doloroso”, Sabina Guzzanti non nasconde di aver sperato, almeno per un attimo, che tutto il polverone venutosi a creare intorno al suo film avrebbe potuto portare pubblicità gratuita al suo lavoro: “All’inizio – spiega – ci ho pensato, ma poi ho capito che la loro strategia era molto chiara, provando a impedire in questo modo a tutti i loro elettori di vedere un film che potesse far sorgere qualche dubbio, o domanda. In questo modo, definendo chiunque in disaccordo con loro come un estremista, un violento, riescono a diffamarti presso la popolazione meno attenta: la tattica, dunque, non è quella di censurare chi la pensa diversamente da loro, ma quelli che la pensano come loro, allontanandoli sempre più da chi la pensa in maniera differente”.

Accolto tiepidamente in sala il primo weekend di programmazione (uscito in Italia il 7 maggio, 263.000 euro incassati), ‘Draquila’ inquadra secondo la Guzzanti “una porzione di realtà che rappresenta un po’ tutto il paese, con una popolazione plagiata, priva di qualsiasi strumento, dal bassissimo livello di istruzione alla completa assenza di informazione, per controbattere il bombardamento propagandistico: in tal senso, credo che la scena mostrata nel documentario, con Berlusconi che chiede consensi anche ad alcuni bambini dell’asilo, parli purtroppo da sola. Forse ormai ci siamo abituati a tutto questo, ma io non voglio farlo, mi rifiuto”.

Deterioramento della democrazia, dunque, anche e soprattutto dal punto di vista dell’imbarbarimento culturale: “Nel nostro paese – conclude la Guzzanti – la crisi culturale è addirittura preesistente rispetto all’eccesso di questa deriva autoritaria e non a caso la cultura è uno dei bersagli principali contro cui si scaglia questo governo. E’ davvero emblematico, credo, il fatto che se la prendano così tanto con un qualcosa che già di per sé è drammaticamente agonizzante”. (adnkronos)