L’AQUILA – “La priorità dell’agenda politica è e deve essere il lavoro!”.
Lo dice il segretario regionale dell’Italia dei valori Lelio De Santis, che rivolgendosi al presidente della Regione Luciano D’Alfonso chiede “la convocazione di un tavolo istituzionale a cui far partecipare i Comuni capoluogo, l’associazione dei costruttori, le organizzazioni sindacali, il sistema delle cooperative, le Camere di commercio, l’associazione degli industriali, l’associazione bancaria, per definire un piano straodinario per il lavoro”.
“Un governo progressista, come quello guidato da Luciano D’Alfonso, deve qualificare maggiormente la sua azione di governo sul fronte del lavoro, anche mettendo in campo progetti speciali per lavori utili socialmente e capaci di creare opportunità di lavoro per i tanti disoccupati”, aggiunge.
Ad offrire la stura al segretario dell’Idv, “l’ultima vittima del dramma della disoccupazione”, che “si è tolta la vita in preda alla disperazione per mancanza di un lavoro stabile, lasciando nello sconforto la moglie e due figli minori e l’intera comunità”, l’altro giorno nella frazione aquilana di Assergi.
“È ultima di una lunga teoria che da anni sta segnando in modo terribile la comunità regionale ed, in particolare, quella aquilana, che dopo il dramma del terremoto sta vivendo quello della disoccupazione del dopo terremoto, che uccide in silenzio e senza avvertire!”.
“Proprio nel cantiere più grande d’Europa, dove la ricostruzione sta ingoiando circa 10 miliardi di euro per riconsegnare nuove case alle famiglie aquilane – aggiunge – si sta verificando da tempo il paradosso che questa mole ingente di investimenti sta producendo la disoccupazione della manodopera locale e lo sfruttamento della piccola impresa aquilana, costretta a lavorare in condizioni imposte in tanti casi dalla grande impresa venuta da fuori”.
“Le tante crisi industriali e le incertezze delle commesse dei call center, la chiusura di attività commerciali e la morte di tante botteghe artigiane, l’aumento continuo di licenziamenti sono all’ordine del giorno in ogni angolo della Regione, nonostante qualche recente timido segnale di ripresa dell’occupazione”.
“Di fronte al dramma della disoccupazione che sconvolge migliaia di famiglie e che spinge centinaia di giovani a fare le valigie – dice De Santis – penso che le istituzioni, a cominciare dalla Regione, non possano rimanere in silenzio o ritenersi incompetenti, rimandando alle politiche nazionali o alla debolezza dell’economia italiana”.
“Tutte le energie e tutte le risorse possibili vanno indirizzate a creare lavoro vero: e ciò è possibile investendo in opere ed attività utili alla collettività”.
“Basti pensare allo stato dei Beni culturali, abbandonati o non fruibili, al degrado ambientale delle aree verdi, alla condizione di pericolo dei fiumi, alla scarsa attenzione alla sicurezza delle strade ed alla cura dell’arredo urbano”, conclude.




