L’AQUILA – “La mia presenza serve a ribadire il dovere del ricordo, la notte del terremoto appartiene alle memoria collettiva dell’Italia e del mondo. La città dell’Aquila ha scelto di affidare la memoria del terremoto non a un tradizionale monumento, ma a un parco, a uno spazio aperto che è anche simbolo del vuoto lasciato da chi è morto in quella terribile notte. Questo spazio è anche il simbolo di pienezza, riempito da tutte le famiglie, dai bambini che giocheranno tra queste aiuole e tra queste fontane. E’ il vuoto del dolore che viene riempito dall’affetto e dalla memoria, è simbolo della vita che deve rinascere, traendo forza dalla memoria di una tragedia”.
Lo ha detto il presidente del Consiglio, Mario Draghi, a L’aquila insieme al ministro per il Sud e la Coesione Territoriale, Mara Carfagna, all’attesa inaugurazione del Parco della Memoria, il monumento realizzato per rendere omaggio alle vittime del sisma che il 6 aprile 2009. Presente anche il capo della Protezione civile, Fabrizio Curcio.
LA DIRETTA
La giornata è stata aperta dal sindaco Pierluigi Biondi per i saluti istituzionali, poi ha parlato per i parenti delle vittime Massimo Cinque, la studentessa Chiara Coletti. Presenti le scolaresche, tra queste l’Istituto comprensivo San Demetrio – Rocca di Mezzo e la Mariele Ventre. In rappresentanza della Regione, il vice presidente, Emanuele Imprudente. Ha benedetto il parco della Memoria il cardinale e vescovo metropolita dell’Aquila, Giuseppe Petrocchi.
Draghi ha fatto anche il punto sulla ricostruzione post-sisma evidenziando che “nella città dell’Aquila il rifacimento degli edifici privati ha ormai superato il 80%, grazie anche all’introduzione di tecniche e procedure innovative di cui possiamo oggi essere orgogliosi, mentre in altri comuni del cratere il processo è più lento, e i ritardi e colpiscono soprattutto la ricostruzione pubblica, e parlo di scuole, di ospedali, di strade, di uffici, di chiese, ovvero edifici che rendono un luogo una comunità”.
Nel Parco della Memoria è stato installato un obelisco alto quindici metri che sorge all’interno di una fontana monumentale. Piazzale Paoli, che ha visto un ampio piano di riqualificazione, assume un significativo valore, per il fatto che sorge in un area delimitata da via XX settembre, via Campo di Fossa e via Luigi Sturzo, ovvero le tre strade in cui è stato registrato il più alto numero di decessi la notte del 6 aprile 2009.
Particolarmente significativa la presenza degli studenti. La giovane Chiara Coletti, nata proprio nel 2009 e alunna dell’istituto comprensivo “Cesira Fiori” San Demetrio-Rocca di Mezzo, due dei cinquantasette centri colpiti dal sisma, ha regalato ai presenti un pensiero di ricordo, speranza e fiducia nel futuro.
Ludovica Dionisio, anch’essa nata nel 2009, che ha frequentato la scuola primaria Mariele Ventre – demolita e ricostruita a seguito del sisma e inaugurata nel gennaio 2020 – dell’Istituto comprensivo Patini, ha deposto una rosa rossa e una rosa bianca ai piedi della stele in cui sono riportati i nomi delle vittime.
Parte dei familiari delle vittime però non ha inteso partecipare, perchè “non si possono invitare solo una parte dei familiari delle vittime quattro giorni e mezza prima. Avevamo chiesto che con l’inaugurazione del Parco della Memoria ci fosse una riconciliazione collettiva e in questo senso bisognava invitare prima i familiari delle vittime, poi la città e successivamente le istituzioni”.
“Ricordiamo le 309 persone, i 309 angeli – ha proseguito Draghi – che hanno perso la vita, e ai loro cari a cui va ancora oggi il mio più sentito cordoglio. Tra le vittime tanti bambini, tanti giovani come gli otto ragazzi e ragazze della casa dello studente, che in questa città erano venuti per prepararsi al futuro. Penso anche a tutti coloro che hanno perso la casa la sede della propria attività o anche i luoghi della loro spensieratezza”.
Ha poi aggiunto: “Il governo però non deve limitarsi al ricordo, assumersi l’impegno dell’azione. Mi riferisco alla ricostruzione post-sisma che procede ma con velocità diverse. Nella città dell’Aquila e rifacimento degli edifici privati ha ormai superato l’80% grazie anche all’introduzione di tecniche e procedure innovative di cui possiamo oggi essere orgogliosi, mentre in altri comuni del cratere il processo è più lento, e i ritardi colpiscono soprattutto la ricostruzione pubblica e parlo di scuole, di ospedali, di strade, di uffici, di chiese, ovvero edifici che rendono un luogo una comunità. Dobbiamo accelerare: è un obbligo morale che abbiamo verso voi tutti cittadini e dobbiamo farlo per aiutare la ripresa economica di queste zone dove il terremoto del 2009 ha causato perdite stimate in oltre 200 milioni di euro all’anno 11% circa del valore aggiunto complessivo di questa area”.
Draghi si è poi soffermato sui fondi ingenti del Pnrr quota parte dei quali destinati alle aree dei crateri sismici 2009 e 2016. E cita tra gli interventi il Centro di formazione tecnica per la pubblica amministrazione che sarà realizzato a L’Aquila.
“In settimana diamo il via a questo programma con l’approvazione del provvedimento che ripartisce le risorse tra le finalità di investimento – ha detto il premier -. Destiniamo oltre un miliardo di euro per restituire vitalità alle comunità locali e in particolare per rendere le città e i borghi sicuri, sostenibili e connessi. Altri 700 milioni di euro vanno allo sviluppo e rilancio economico, sociale e sosteniamo le imprese innovative, valorizziamo le risorse ambientali e le vocazioni produttive locali, come l’agroalimentare, le imprese culturali, turistiche e creative. Realizziamo centri di ricerca e istruzione, come il Centro di formazione tecnica per la pubblica amministrazione che sarà realizzato nel comune dell’Aquila. Tutti questi investimenti vogliono essere un impegno concreto per la ripartenza. Ma le risorse da sole non bastano: c’è bisogno di capacità progettuale e amministrativa, come dimostrano a partire dall’Aquila i casi di maggior successo nel processo di ricostruzione post-sisma.
Sottolinea dunque: “Abbiamo costruito per gli investimenti del Pnrr, un fondo complementare per un modello di governo che punti sulla semplificazione delle procedure e sullo stretto coordinamento tra amministrazioni centrali e territoriali. Vogliamo valorizzare l’esperienza maturata sul campo dai sindaci, dagli amministratori regionali e locali e dalle strutture tecniche e commissariali del governo che hanno svolto un lavoro di collaborazione paziente per il rilancio di questi luoghi Importante per Draghi, “la collaborazione, quasi l’osmosi, tra il ruolo del governo e ruolo degli enti locali delle e delle regioni e voi ci siete riusciti.
Tornando dunque al motivo della sua visita: “La città dell’Aquila ha scelto di affidare la memoria del terremoto non a un tradizionale monumento, ma a un parco, a uno spazio aperto che è anche simbolo del vuoto lasciato da chi è morto in quella terribile notte. Questo spazio è anche il simbolo di pienezza, se è riempito da tutte le famiglie, dai bambini che giocheranno tra queste aiuole e tra queste fontane. E’ il vuoto del dolore che viene riempito dall’affetto e dalla memoria, è simbolo della vita che deve rinascere, traendo forza dalla memoria di una tragedia. Oggi ci sono finalmente le condizioni per farlo”.
MASSIMO CINQUE, “SI INVESTA DI PIU’ IN PREVENZIONE SISMICA”
Toccante e propositivo l’intervento di Massimo Cinque che la notte del 6 aprile ha perso i figli Davide e Matteo e la moglie Daniela Visione, in via Campo di Fossa, a pochi metri dal piazzale della Memoria.
“Se mi avessero detto, anni fa – che oggi 28 il 28 settembre del 2021 sarei stato qui insieme al presidente del consiglio al ministro e al sindaco a inaugurare questo parco mi sarei fatto una risata. In questo momento mi passa davanti tutta la vita, perché io sono nato in questo palazzo, ho abitato qui con i miei genitori, ho giocato in questo piazzale, a pallone e con le palline. Qui hanno giocato i miei figli. Trovarmi qui oggi per me è veramente doppiamente doloroso, al di là di questo però io credo che sia una giornata oggi importante, bella, dobbiamo mettere da parte le polemiche, che fanno parte della vita, e ci saranno sempre. Questo questo parco sarà un luogo importante per la città, del ricordo e della memoria. Ad alcuni piacerà ad altri no però pazienza andiamo avanti, l’importante è che è stato realizzato se c’è voluto tempo ci sono state delle delle lungaggini burocratiche, e numerose problematiche, anche a causa di quasi due anni di pandemia”.
Rivolto dunque al presidente del consiglio: “l’Italia una una nazione sismica, e dunque occorre investire un pò di più sulla prevenzione. Noi familiari delle vittime lo abbiamo sempre detto, anche nel processo. I terremoti non si possono prevedere, però costruire abitazioni sicure è possibile farlo. Lo dico da medico: prevenire è meglio che curare. Se facciamo una buona prevenzione non ci saranno altre persone che dovranno piangere le loro vittime”.
IMPRUDENTE: “GIORNATA PIENA DI EMOZIONI”
“E’ stata una giornata piena di emozioni e commozione nel ricordo di quella maledetta notte. La cerimonia di inaugurazione del parco della Memoria per le 309 vittime è stata la occasione per certificare ancora una volta che questa è una comunità resiliente che può guardare al futuro con la la certezza di essere più forti di prima”.
Così il vice presidente della Giunta regionale abruzzese, Emanuele Imprudente, sulla inaugurazione all’Aquila del Parco della Memoria in onore delle 309 vittime del terremoto del 2009, alla presenza del premier, Mario Draghi, e del ministro Mara Carfagna. Imprudente, ex assessore comunale dell’Aquila, è intervenuto in rappresentanza della Giunta regionale. “Dall’Aquila parte nuovamente un messaggio forte e chiaro incentrato sulla necessità e sul dovere istituzionale di costruire in modo sicuro – ha spiegato ancora Imprudente -. Un concetto ripetuto con decisione dai familiari delle vittime e dai giovani. In tal senso, considerato molto importanti le rassicurazioni del premier sulla vicinanza del governo”.
SINDACO BIONDI LEGGE LETTERA PARENTE DELLE VITTIME
Nel suo intervento il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, ha letto una lettera di una dei familiari delle vittime, Renza Bucci, anche il risposta alle polemiche sollevate per la “passarella istituzionale” da altri parenti delle vittime.
Rivolgendosi poi al presidente Draghi ha detto: ” Presidente Draghi, nel corso della recente assemblea di Confindustria, Lei ha auspicato, per il Paese, un “Patto sociale per una crescita duratura”. E noi, da questo luogo così evocativo, dove il ricordo diventa nutrimento per il futuro lanciamo un “Patto per la rinascita duratura delle aree interne”, quale prospettiva innovativa, laboriosa, sicura, sostenibile, elevando il nostro territorio a modello per l’intera Nazione. Dalla nostra esperienza sul campo, infatti, è scaturita la lotta al precariato dei giovani impegnati nella ricostruzione, riaffermando il principio delle competenze come base fondamentale per esercitare il diritto costituzionale del lavoro, dalla nostra esperienza e dalle nostre battaglie sono scaturite le semplificazioni dei procedimenti per l’edilizia scolastica, che auspichiamo saranno estese a tutto il sistema per garantire un utilizzo rapido e appropriato delle risorse disponibili dal Piano nazionale di ripresa e resilienza per garantire un orizzonte di prosperità per i nostri figli”.
“L’Aquila vanta una condizione geografica/tattica centrale rispetto alle città appenniniche, potenziata dalle conoscenze acquisite nel post sisma; dall’essere sede di centri di eccellenza nel campo della formazione e della ricerca; dall’attaccamento della sua gente e dalla voglia dei suoi giovani di continuare ad essere protagonisti della rinascita. Tutto questo fa dell’Aquila e del cratere un modello di riferimento, una fabbrica di idee, un territorio che mostra nuove possibilità di crescita, una realtà dalla quale dare forma e contenuto a progetti ambiziosi e duraturi. La rifioritura dell’Aquila è anche il prodotto di un sistema virtuoso di saperi e azioni culturali teso a dare alle nuove generazioni la forza del ragionamento e dei sentimenti, perché né terremoto, né pandemie possono averla vinta sulla loro voglia di vita. Una voglia di vita che in questo Parco trova la sua ragione e la sua forza” ha detto ancora Biondi.
Biondi ha però prima di tutto letto la lettera di Bucci. A seguire il testo: “Egregio Signor Sindaco, La ringrazio per l’invito all’incontro per l’inaugurazione del tanto atteso Parco della Memoria e porgo un cordiale saluto alle autorità e ai presenti tutti. Quando sono stata chiamata un brivido mi ha percorso la schiena: l’inaugurazione tanto attesa cade il 28 settembre. Nel 1978 quel giorno ricevetti il più bel dono per il mio compleanno: la mia Gio’, deceduta in via Fortebraccio 7 insieme al mio nipotino Francesco, a mio genero Luigi e a Giorgia, la nipotina che portava in grembo e avrebbe dovuto nascere proprio quel 6 aprile 2009 Dal primo istante della mia tragedia ho coltivato l’importanza della prevenzione e del ricordo soprattutto per chi, avendo perduto solo cose materiali generosamente rimborsate dallo stato italiano e da quelli esteri, non dimentichi quanto un sisma possa causare ferite che non si rimarginano più. Auspico che il significato del Parco della Memoria venga recepito in questo giusto senso dai miei concittadini. Come è giusto andare avanti così è giusto, passeggiando intorno alla fontana, rivolgere un pensiero alle 309 vittime. Sono fuori città e non sarò presente per seri motivi familiari e anche perché da tanto mi sono dissociata da iniziative e polemiche ma ogni giorno, da più di dodici anni, ricordo il genetliaco di queste Anime e il 6 di ogni mese partecipo alla Santa Messa in loro suffragio e spero di continuare fino all’ultimo dei miei giorni”.
Ha dunque commentato: “Ho voluto che questa cerimonia iniziasse con la lettura, struggente ma piena di speranza, di Renza Bucci, di nonna Renza.
Insieme a lei ringrazio i familiari delle vittime per la loro presenza, e in particolare il dottor Massimo Cinque, e do il benvenuto ai cittadini, ai rappresentanti delle istituzioni, ed esprimo un sentimento di profonda gratitudine al Presidente Mario Draghi e al Ministro Mara Carfagna.
Il bisogno di rammentare quanto accaduto il 6 aprile 2009, attraverso il Parco della memoria, è legato alla necessità di legittimazione della sofferenza subita in una città che rinasce al di là dei luoghi simbolo del post terremoto, come la casa dello studente, che rimarranno comunque i nostri paesaggi del cuore.
I parenti delle vittime e la comunità tutta hanno chiesto all’Istituzione la realizzazione del Parco – costruito anche grazie al generoso contributo degli allievi della Scuola Ispettori e Sovrintendenti della Guardia di Finanza e di Eataly, che ringrazio -, affinché il dolore collettivo trovasse spazio nella narrazione pubblica del tessuto urbano.
Antonietta Centofanti – donna forte e determinata, con un portato di dolcezza e sensibilità umana scolpite dal dolore – su questa visione valoriale ed etica del Parco si è fatta portavoce: è stato un privilegio conoscerla e la sua inaspettata perdita è stata per tutti noi un duro colpo”.
PARTE DEI FAMILIARI DELLE VITTIME DISERTA INAUGURAZIONE: “GRAVE SGARBO ISTITUZIONALE, MANCATA RICONCILIAZIONE”
“Non c’è nessuna polemica politica e nessuna opposizione alla visita del premier Draghi. E’ stato commesso un grave sgarbo istituzionale e mostrata indelicatezza umana perché non si possono invitare solo una parte dei familiari delle vittime quattro giorni e mezza prima. Avevamo chiesto che con l’inaugurazione del Parco della Memoria ci fosse una riconciliazione collettiva e in questo senso bisognava invitare prima i familiari delle vittime, poi la città e successivamente le istituzioni. Ci sono 55 ragazzi giovani non aquilani morti nel terremoto i cui familiari non sono stati invitati e in tal senso sono stati uccisi un’altra volta. Si sarebbe potuto chiedere scusa ma il sindaco ha continuato a fare polemica come se in questa città nessuno potesse parlare e esprimere il proprio mestiere”.
Lo ha detto Vincenzo Vittorini, uno dei attivi e noti familiari delle vittime del terremoto del 2009 – ha perso moglie e un figlio – alla vigilia dell’arrivo del premier Mario Draghi all’Aquila per inaugurare il monumento nel Parco della Memoria in onore delle 309 vittime del 6 aprile 2009. Ma comunque in quella che una volta si chiamava piazzale Paoli e che ora si chiamerà parco della memoria sono presenti alcuni familiari delle vittime.
IL PARCO DELLA MEMORIA, LA SCHEDA TECNICA
Il progetto assume come fondamento ideologico quello della vita, vita terrena, vita materiale, vita spaziale, in assoluta coerenza con il tema della memoria, come estensione di quest’ultima. Le radici della vita. L’intenzione alla base della proposta è di creare un frammento di città che racconti un evento, commemori le vittime, celebri ed auspichi una ripresa, funga esso stesso da monumento e crei un parallelo tra il territorio e chi lo abita.
La città e i suoi abitanti non si riconoscono più in quelli che erano, fino alla necessità di percepire il tutto secondo “nuove prospettive”. Il progetto vuole stabilire un contatto forte con le origini, con le radici, per poi arrivare a trasformarle matericamente negli elementi compositivi fondamentali.
Il “Parco della Memoria” nasce come estensione della Villa Comunale. Sull’asse creato dal monumento ai caduti e dal Palazzo dell’Emiciclo si attesta l’ingresso principale dell’area, che modifica la situazione attuale con il piazzale principalmente rivolto verso Via De Bartolomaeis.
Finita la discesa di quota dalle scalinate, si apre il giardino con la lunga vasca d’acqua. L’enfasi è posta sull’elemento totemico che si erge dall’acqua a rappresentare la vita stessa della comunità che affonda le sue radici nel territorio.
Sulla destra lo spazio dalla vegetazione e dal giardino secco che si pone in relazione con la vasca d’acqua; sulla sinistra si trova il percorso della memoria composto da una passerella che attraversa la vasca e collega due spazi meditativi. La porzione stretta e lunga della vasca che accompagna questo percorso è dedicata alla memoria. In essa sono adagiate delle targhe commemorative con i nomi delle vittime del sisma.
Il progetto trae ispirazione in primis dal mondo naturale vegetale. La componente artistica è ravvisabile in senso generale nella tendenza imitativa e mimetica nei confronti del mondo naturale dei particolari arredi di progetto o delle finiture di alcuni materiali utilizzati (si veda la pavimentazione di “piazza 6 aprile”, le panchine intorno alla vasca d’acqua).
Il parco in sé per sé è fatto di piante, alberi e mille specie vegetali. Tutto quindi è ascrivibile ad una realissima semina, tutto ciò che è stato seminato e in qualche modo “accolto” ha germogliato, ed è cresciuto. Su delle lastre in acciaio corten, situate lateralmente alla vasca centrale del monumento, sono incisi i nomi delle 309 vittime.
L’obelisco
Elemento scultoreo del progetto, fulcro visivo e spaziale della composizione, è l’elemento maggiormente rappresentativo del Parco della Memoria. Esso rappresenta il punto del progetto in cui si condensano le energie incanalate nelle radici-costoloni e si verifica l’ascesa al cielo. Il concetto rappresentato è quello di un albero della vita, che trae linfa vitale dal terreno (in tal caso dalle radici subacquee che percorrono il fondo della vasca) e si staglia verso il cielo.
L’oggetto è ottenuto dalla progettazione 3d di solidi-superfici tra loro collaboranti. Vengono individuate principalmente tre anime strutturali verticali, sulle quali si agganciano altre lamine dai dati dimensionali inferiori. Complessivamente, la scultura è composta di N° 15 pezzi in metallo inseriti in un abaco di elementi costruttivi calcolati.
Le tre anime principali sono profilate a C e hanno spessore 10 mm, mentre per le lamine esterne fissate con piastre lo spessore dell’acciaio è ridotto a 4 mm. Il fissaggio tra le parti avviene con piastre-fazzoletti calcolati con numero di bulloni variabile. Il fissaggio a terra dei tre supporti verticali primari è ottenuto mediante piastra imbullonata a terra di dimensioni 100 cm x 100 cm, direttamente fissata al basamento in c.a. che emerge dalla vasca arrivando ad un’altezza pari al pelo dell’acqua.
E’ importante notare che l’esigenza di ottenere un oggetto dalle più sfaccettature, visivamente costituito da sfoglie, va di pari passo con l’esigenza di far collaborare le anime strutturali tra loro, così da aumentare la sezione resistente e nondimeno risolvere la necessità di controventare la struttura complessiva. La verifica al vento e alle sollecitazioni dinamiche per una struttura in tal modo esile viene assicurata dalla presenza di più collegamenti aerei, in forma di piastre, tra le parti.
L’obelisco ha come massimi dati dimensionali 150 cm di larghezza, considerando le lamine esterne agganciate e 1500 cm di altezza.
Il materiale è l’acciaio corten, scelto per esigenze sia strutturali sia estetiche: il corten consente all’oggetto di rispondere in modo adeguato alle sollecitazioni di cui alla norma, e di fissare caratteristiche estetiche pressochè invariabili nel tempo grazie al procedimento di autopassivazione stabilito chimicamente e definitivo







