L’AQUILA – “Sto valutando con i miei legali azioni a tutela della mia immagine e onorabilità. E smentisco le notizie relative alle mie dimissioni”.
Passa al contrattacco, il direttore della Confindustria L’Aquila Carlo Imperatore, all’indomani dell’infuocata riunione convocata per la fusione con Confindustria Teramo, e nel corso della quale è spuntato fuori un dossier anonimo che mette sotto accusa la gestione economica da parte del direttore, e in cui emergerebbero casi d’irregolarità contabili e di dissesto documentale. Il Consiglio direttivo di Confindustria L’Aquila ha affidato a un legale romano, Arturo Maresca, l’esame dei documenti per l’opportuna verifica. Intanto però è slittata l’approvazione della fusione delle due strutture di L’Aquila e Teramo, che pure è un obiettivo considerato prioritario dalla Confindustria nazionale.
“E’ solo una macchina del fango”, ribatte però con forza Imperatore, che in questi giorni è in ferie.
“Si tratta di lettere anonime – incalza il direttore – e dobbiamo capire da dove vengono. Ho però il sospetto che questo clima sia influenzato anche dall’epocale cambiamento in atto, ovvero la fusione con la Confindustria di Teramo. Una cosa è certa: il mio operato è limpido e trasparente”.
Imperatore smentisce anche la sua volontà di dimettersi, come invece riferito da alcuni organi di stampa, che pure riportano virgolettati in cui il direttore sembra chiaramente esprimere la volontà di gettare la spugna, esausto del clima di spaccatura e conflittualità che si è venuta a creare dentro la Confindustria aquilana.
“Sono stato frainteso”, taglia corto Imperatore. A incitarlo ad andare avanti del resto la maggioranza dei componenti dei consiglio direttivo, che invece riconoscono ad Imperatore un buon operato, testimoniato dai conti a posto, la disponibilità di una forte liquidità, e zero debiti.
Imperatore non rivela chi siano i nemici interni che mirano a “gettare nel caos” l’associazione degli industriali aquilani. Il sospetto è però che sia già partita la lotta di successione al presidente in carica Marco Fracassi, il cui mandato scade alla fine di quest’anno, e non potrà essere rinnovato, nemmeno in caso di fusione con la Confindustria di Teramo.






