L’AQUILA – Sarà la magistratura a decidere se i “dossi della discordia” posizionati dal Comune dell’Aquila in varie strade della città, prima tra tutte viale della Croce Rossa, sono in regola con la legge o meno.
Infatti è stato presentato un esposto a polizia e carabinieri, al riguardo, che poi riferiranno alla magistratura le loro conclusioni.
A presentarlo, dopo consulto legale, Dino Rossi, esponente dell’associazione di allevatori Cospa, il quale si è fatto portavoce anche delle istanze di altre persone.
Il dibattito sui dossi è variegato all’Aquila, c’è chi li ritiene utili e autentici salvavita e chi pensa che siano solo degli intralci pericolosi alla circolazione. Qualche giorno fa, tra l’altro, un ciclista è caduto a causa di uno di questi dossi ma per fortuna ne è uscito illeso.
“Con la presente”, si legge nell’esposto, “per segnalare i numerosi dossi artificiali che nascono come funghi nel territorio comunale del capoluogo abruzzese. Dossi come le montagne russe, non rispettano le misure standard, sono poco segnalati e posizionati in arterie che collegano l’ospedale San Salvatore e due caserme delle forze dell’ordine. Ma sono vietati i dossi artificiali sulle strade che costituiscono itinerari preferenziali dei veicoli normalmente impiegati per servizi di soccorso o di pronto intervento”.
“Il motivo è ovvio: un’ambulanza che trasporta un ferito deve transitare su strade perfettamente asfaltate. Si riporta il parere del ministero dei trasporti: È quanto chiarisce il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti con il parere del 26 ottobre 2011, n. 5274 con il quale viene chiarito che il loro uso è consentito solo su strade residenziali, in parchi pubblici e privati e nei residences” ed è invece vietato “su strade che costituiscono itinerari preferenziali dei veicoli normalmente impiegati per i servizi di soccorso e di pronto intervento”.
“Inoltre, sottolinea il Ministero, “il loro permanere in opera in luoghi non consentiti, in caso di incidenti riconducibili alla loro collocazione può dar luogo a responsabilità civile e penale in capo a chi ne ha disposto la collocazione o a chi non ne ha disposto la rimozione. Per tanto urge un tempestivo intervento affinché vengano rimossi per la sicurezza dei cittadini e magari adottare altri metodi di dissuasore di velocità meno impattanti e pericolosi”.






