L’AQUILA – È un’impresa aquilana, la Edilfrair di Gianni Frattale, ad aggiudicarsi l’ambìto lavoro da 23 milioni di euro per ampliare gli spazi produttivi all’Aquila del colosso farmaceutico Dompé.
Dalle 20 partecipanti iniziali si è arrivati alla short list di 6 aziende e, alla fine, l’ha spuntata la società guidata dal presidente provinciale dell’Associazione costruttori (Ance).
Il gruppo è presente da oltre vent’anni sul territorio, a cui è molto legato tanto che Nathalie, la figlia del titolare Sergio, è presidente del Teatro stabile d’Abruzzo.
Grazie anche ai 10 milioni di fondi pubblici ottenuti dal contratto di sviluppo siglato a novembre 2015 con il governo Renzi, che integrano gli investimenti privati, il progetto è di raddoppiare il complesso, che oggi occupa 30 mila quadrati: una cittadella riconosciuta come centro di eccellenza a livello internazionale.
Forse anche per questo la giovane Dompé ha reso noto nei giorni scorsi di sostenere la riforma costituzionale renziana e di essere pronta a votare sì al referendum.
L’operazione, è stato annunciato, avrà come ricaduta un aumento occupazionale di 20 lavoratori, arrivando a circa 300.
Oltre a Frattale, tra le sei imprese rimaste nella “short list” c’erano le aquilane Caldarelli, Frezza e Iannini, oltre a Gaspari (Ascoli Piceno) e Polisini (Montorio al Vomano).
Alla definizione del percorso si è arrivati grazie alla valutazione dei requisiti e dell’offerta economica, come fosse una gara pubblica al 100 per cento.
Tutte le valutazioni sono state in capo al vaglio di Sergio Dompé in persona, il titolare. Secondo quanto appreso, a fare la differenza sono stati i requisiti dell’azienda, la proposta progettuale, la brevità dei tempi, l’uso soluzioni innovative e ovviamente il ribasso.
Alla fine la graduatoria ufficiosa è stata Edilfrair, Iannini, Gaspari, Frezza, Caldarelli e Polisini.
Nei mesi scorsi, in parallelo alla corsa per la scelta della ditta, si è risolto anche l’iter autorizzativo: sempre da quanto appreso, non si è resa necessaria una conferenza servizi, ma ha risolto tutto l’intesa che ha portato lo sportello unico delle attività produttive (Suap) del Comune capoluogo a concedere la propria autorizzazione dopo aver raccolto tutti i benestare.
Quello che l’azienda stessa definisce “Polo dell’Aquila” concentra le attività produttive e di ricerca di Dompé dal 1993 ed è stato progettato dalla società di ingegneria statunitense Foster-Wheeler.
È uno dei principali centri di ricerca e produzione farmaceutica del Centro-Sud Italia, con circa 250 dipendenti, di cui oltre 70 in ricerca e sviluppo.
Nel sito vengono prodotti ogni anno circa 34 milioni di confezioni di farmaci destinati alla cura di patologie e condizioni comuni e commercializzati a livello internazionale.
Il via libera ai lavori è arrivato grazie alla delibera di Giunta regionale che ha esteso la perimetrazione dell’area industriale di Pile, inglobando alcune aree a rischio idrogeologico lungo il tracciato del torrente Raio, a partire dal ponte Peschio fino alla confluenza con il fiume Aterno.
Il nulla osta definitivo dell’esecutivo era giunto in seguito al parere consultivo dell’avvocatura della Regione e del governo.
Del plafond complessivo di 41,5 milioni, 31,5 milioni sono investiti dal gruppo mentre 10 milioni sono di provenienza pubblica, finanziati da Invitalia, l’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa partecipata del ministero dell’Economia.
Il totale è diviso in due grandi linee di spesa: 23 milioni saranno destinati al progetto industriale per l’ampliamento e la diversificazione dello stabilimento aquilano, che verrà adeguato per ottenere produzioni a maggior contenuto tecnologico.
Di questi soldi per il capoluogo, una somma di 13,7 milioni sarà destinata all’acquisto di macchinari e impianti, 9,3 milioni serviranno per eseguire opere murarie e strutturali.
Con i restanti 18,5 milioni di euro sarà finanziata tra Chieti e Pescara l’attività di ricerca e sviluppo legate allo sviluppo del Nerve Growth Factor come possibile soluzione terapeutica a patologie oftalmiche e dermatologiche, in particolare nell’ambito del progetto “Abruzzo regione della vista” con l’Università D’Annunzio e il Polo chimico-farmaceutico Capitank, con polemica di alcuni per il non utilizzo nella piazza aquilana. Alberto Orsini






