L’AQUILA – Un cittadino aquilano digitando, come è normale che avvenga, nel motore di ricerca di google “disability manager L’Aquila”, ha prima di tutto accesso al link che porta alla pagina del sito del Comune in cui si legge che titolare di questo settore è Alessia Venta. Il punto è però che Venta non ricopre più questo incarico, avendo vinto un concorso alla Regione Abruzzo e oggi lavora al settore Patrimonio.
Il suo posto è stato preso da Roberto Evangelisti, una delle figure di punta della burocrazia comunale, direttore del dipartimento Ricostruzione, Coordinamento servizi tecnici, Monitoraggio generale Lavori pubblici (ordinari e post-sisma), Pnrr e Pnc.
Ma nel motore di ricerca il link alla pagina aggiornata compare solo dopo, con il nome giusto del disability manager in carica. E così tanti disabili continuano a contattare Venta, che deve spiegare loro ogni volta che lei non ricopre più questo incarico.
A confermarlo ad Abruzzoweb Massimo Prospecocco, persona disabile, e presidente del coordinamento delle associazioni disabili dell’Aquila, da anni in prima linea per i pari diritti, l’accessibilità e l’abbattimento delle barriere architettoniche.
Per il quale trattasi di una questione di sostanza questa confusione che si genera in una semplice ma non banale ricerca su internet. E il fatto che “nemmeno io fino a qualche giorno fa sapevo chi ricopre questo ruolo deve far riflettere”.
Incalza infatti Prosperococco: “L‘accessibilità si misura dall’inizio anche dai servizi digitali. Mettere in difficoltà le persone con disabilità, soggette spesso a digital divide, anche nella ricerca in rete di un disability manager del Comune, credo confermi quanto ho già denunciato, ovvero la scarsissima sensibilità del Comune dell’Aquila per il tema dell’accessibilità, che si è confermata anche in occasione della Perdonanza”.
Prosperococco fa riferimento alla sua pubblica denuncia (QUI IL LINK) sul fatto che in vista della Perdonanza celestiniana, che inizierà il 23 agosto, “una persona con disabilità non sa come acquistare un biglietto, non sa chi abbia diritto ai posti riservati, non sa se questi siano destinati, come dovrebbe essere, alle persone con riconoscimento di handicap grave ai sensi della Legge 104, articolo 3, comma 3, non sa se sia previsto l’ingresso dell’accompagnatore e non sa nemmeno dove siano collocati gli spazi dedicati. Informazioni che dovrebbero essere immediatamente disponibili e facilmente reperibili non esistono o, comunque, non sono rintracciabili”.
E ha rincarato la dose, “non è chiaro chi ricopra il ruolo di disability manager, se questa funzione esista ancora o a chi sia stata affidata. È una figura diventata quasi mitologica, della quale si fatica perfino a comprendere l’esistenza. L’accessibilità non può essere affidata al passaparola o alla buona volontà di qualcuno. Se la Perdonanza vuole davvero essere il simbolo dell’accoglienza, dimostri di esserlo anche nei fatti. Perché l’accessibilità non è una concessione. È un diritto sancito dalla legge”.




