PESCARA – Trovare risorse per costituire un apposito fondo regionale per la non autosufficienza e sbloccare quelle dello Stato che la Regione deve solo stornare.

Sono le richieste dell’associazione Progetto Noemi Onlus, costituita nel 2013 da Andrea Sciarretta, padre di Noemi, bambina affetta da Sma, cui fanno riferimento le famiglie abruzzesi che hanno la sfortuna di avere in casa un disabile gravissimo che necessita di assistenza h24.

Il problema delle risorse è di due ordini: la lentezza della Regione, che deve solo attribuire e assegnare a chi ne ha diritto i fondi che le provengono dal ministero della Salute, e l’assenza di un un capitolo di spesa con un impegno proprio del governo abruzzese destinato all’assitenza domiciliare.

“I fondi continuano ad arrivare con estremo ritardo – dice ad AbruzzoWeb il papà di Noemi – basti pensare che ancora non vengono erogati quelli dell’anno 2014″.

Sono infatti ancora bloccati i fondi assegnati con il bando per il care-giver, la vecchia indennità di accompagnamento, che la Regione ha pubblicato a luglio. E la paura delle famiglie è ora quella di vedersi assegnare i fondi per il 2015 tra un anno.

“La graduatoria è stata fatta, ma per questioni di bilancio quelle risorse ancora non arrivano a destinazione – spiega Andrea Sciarretta – le famiglie che hanno in casa un disabile grave se ne fanno carico autonomamente, il contributo che gli viene riconosciuto, già piccolo, non gli viene neanche garantito”.

L’associazione, che ieri ha incontrato gli assessori regionali alla Sanità Silvio Paolucci e alle Politiche sociali Marinella Sclocco, il capo del dipartimento Salute e welfare, Angelo Muraglia, il direttore dell’Agenzia sanitaria regionale, Alfonso Mascitelli, chiede poi che la Regione istituisca un fondo ad hoc con risorse proprie in modo da integrare quelle che le vengono assegnate dallo Stato.

“Un regolamento regionale aiuterebbe anche a capire quanti sono realmente i casi in Abruzzo, visto che non esiste un censimento e non ci sono dati ufficiali” chiosa Sciarretta, che chiede anche che vengano affinati i criteri di assegnazione considerati insufficienti e individuate quali sono le disabilità da considerare gravissime, visto che negli attuali bandi c’è una carenza di specifica.

Sono 400 i milioni di euro stanziati dal governo per i fondi per la non autosufficienza per il 2015, dei quali 9,5 per l’Abruzzo. Il 60% dei fondi sono destinati all’assistenza domiciliare, il restante 40 agli assegni per la cura della Sla e delle altre disabilità gravissime.

“Mi rendo conto che la situazione è difficile e gravosa per i familiari – dice la Sclocco a questo giornale – ma abbiamo stanziato risorse regionali ed emesso un bando per le famiglie con minori con patologie genetiche gravissime”.

“Non è mai abbastanza – aggiunge – ma è la prima volta che si fa un avviso del genere e stiamo dando un segnale nuovo che proseguirà con un ulteriore bando”.

“Ho sollecitato Mascitelli affinché l’Agenzia sanitaria regionale predisponga delle linee guida che definiscano meglio tempi e modi di attribuzione”, dice poi l’assessore, specificando che comunque non si farà in tempo per l’assegnazione delle risorse del 2015.

“I ritardi della Regione sono imputabili al ministero – aggiunge la Sclocco – da quale i fondi sono arrivati il 31 ottobre, e c’è tutta una procedura lunga e complessa che prescinde dalle nostre volontà”.

“Spero che Paolucci possa recepire la volontà, manifestatagli anche da Sciarretta – chiosa la Sclocco – di istituire un fondo regionale stanziando ulteriori risorse”.

“Com’è noto abbiamo un disavanzo tutto da ripianare, vedremo” taglia corto dal canto suo l’assessore alla Sanità Silvio Paolucci, che ha anche la delega al Bilancio, che si è detto disponibile a verificare che fine abbiano fatto 200mila euro inutilizzati che apparterrebbero all’annualità 2013 e sarebbero andati in avanzo.