L’AQUILA – È ancora presto per il toto-nomi nell’area del centrodestra aquilano, ancora tramortito, insieme a tutta la città, dagli eventi che hanno sconvolto l’amministrazione del capoluogo.

In un momento in cui le divisioni all’interno della coalizione e degli stessi partiti sono ancora più evidenti di quando la frammentazione portò alla debacle elettorale in occasione delle amministrative.

Lo scandalo sulle presunte tangenti, gli arresti e, quattro giorni dopo, le dimissioni del sindaco, Massimo Cialente, hanno spiazzato anche l’opposizione, ancora impreparata nel proporre una strategia politica per  le elezioni amministrative che dovrebbero tenersi il 25 maggio, sempre che Cialente non torni sui suoi passi.

Se le dimissioni fossero davvero definitive, il capoluogo sarebbe chiamato al voto a distanza di circa due anni dalle ultime consultazioni, che si sono tenute nella primavera del 2012, quando il sindaco dimissionario fu eletto per la seconda volta dalla città.

In questo quadro, il capo dell’opposizione, Giorgio De Matteis, vice presidente del Consiglio regionale e consigliere del movimento L’Aquila città aperta, sfidante di Cialente nel maggio 2012, tace ancora a distanza di sei giorni dalla bufera giudiziaria.

“Non ho niente da dire”, dichiara, non prima di fare polemica con questo giornale, prendendo spunto dalla lettura data da AbruzzoWeb sul cambio al vertice dell’Unione di centro regionale con la nomina dell’ex deputato toscano Nedo Poli come nuovo commissario, fatto questo che ha determinato la sua decadenza da vice commissario della Vela decisa dall’ex reggente Armando Dionisi.

“Dovremmo chiedere a Lorenzo Cesa”, dice riferendosi al segretario nazionale del partito, che ha dato l’ok all’avvicendamento, un’affermazione che fa capire il dissenso nei confronti del leader centrista.

Parlano, invece, gli altri. L’assessore regionale Gianfranco Giuliante, esponente di una delle due anime di cui si compone Forza Italia all’Aquila, va abbastanza cauto. “Sono del parere di aspettare i 20 giorni entro i quali le dimissioni possono essere ritirate per avere un quadro di riferimento oggettivo – spiega – anche se Cialente si è talmente tanto esposto che escludo ripensamenti”.

Presto anche per azzardare qualsiasi nome: “è prematuro, ma iniziare ad affrontare insieme i temi si può fare, soprattutto per evitare gli errori del passato”.

La mossa di Cialente di lasciare tutto è derivata, a detta di Giuliante, da “una condizione che ritengo prima di tutto personale, la sua figura è crollata da un punto di vista psicologico e politico anche in riferimento a una serie di avvenimenti e alle difficoltà che si stanno incontrando in rapporto all’acquisizione delle risorse. L’espressione politica di Cialente si è mossa  ad opponendum, ha impostato dinamiche di contrapposizione, questo elemento non può portare sempre portare risultati positivi”.

In merito alla dichiarazione rilasciata dal primo cittadino dimissionario nel corso della sua ultima conferenza stampa in relazione alle mancate regole della ricostruzione privata, Giuliante dice: “Se si riferiva al fatto che non ci sono regole, allora è una non notizia, non c’è nulla da approfondire, se invece è a conoscenza di altro, avrebbe fatto bene a essere più puntuale ed esporre ciò che sa all’autorità giudiziaria”.

“Prima di fare ipotesi è necessario che ci sia innanzitutto un ricompattamento del centrodestra – auspica  Guido Liris, consigliere comunale di Forza Italia – servirà un cambio di passo: serve un’alternativa vera, che segni una discontinuità”.

Sulla possibilità di una sua discesa in campo, l’ex assessore provinciale glissa: “Non è né giusto né opportuno parlare di nomi adesso”. Tornare al voto è comunque inevitabile: “si è persa la credibilità a livello nazionale, sentire dal sindaco che ministri e funzionari del governo non rispondono e che c’è un isolamento rispetto al resto delle istituzioni, persino all’università, è sintomatico di importanti errori di relazioni fatti a livello politico. Queste sono le motivazioni più importanti per le quali si deve andare al voto”.

“La situazione politica è confusa – per il consigliere comunale di Prospettiva 2022, Luigi D’Eramo – è evidente che il centrodestra dovrà riunirsi per pianificare l’azione politica e la proposta amministrativa che dovrà portare avanti nella probabile campagna elettorale. Ad oggi non si può dire di più”.

Per D’Eramo, che nel 2012 si era candidato alle mancate primarie del centrodestra, “non è il momento di fare nomi, deve vincere la programmazione e la progettualità prima di dare un volto a una o più persone”.