L’AQUILA – Il sindaco Massimo Cialente, nella riunione straordinaria della Giunta, sta facendo il punto sulle ripercussioni politiche sull’amministrazione di centrosinistra dell’inchiesta sulle presunte tangenti sugli appalti per la ricostruzione che per la prima volta coinvolge il Comune dell’Aquila visto che tra gli indagati e gli arrestati ai domiciliari compaiono il vicesindaco, Roberto Riga, poi dimessosi e un assessore del precedente mandato Cialente e un consigliere comunale di opposizione scelto dallo stesso sindaco per la gestione della ricostruzione delle parti artistiche della città.
Il presidente del Consiglio comunale, Carlo Benedetti, ha rivelato che in seguito alle insistenti voci di dimissioni del sindaco di stamani, di avergli telefonato per “chiedere di concordare l’eventualità anche con l’assise comunale, visto che il problema investe la città”.
“Gli ho chiesto di prendere insieme la decisione anche se a mio avviso sarebbe il caso di riflettere – ha continuato Benedetti – Credo che Cialente non si debba rimproverare nulla, ma capisco la sua amarezza e stanchezza per la lunga battaglia per i fondi nei confronti del governo al quale, a mio avviso, l’inchiesta offre la stura per chiudere i rubinetti, e per gli attacchi personali di questi giorni”.
“Considerando – ha concluso il presidente del consiglio comunale – che il carico dell’amministrazione grava all’80 per cento sulle spalle del sindaco”.




