MARINA DI SAN SALVO – “Clap Clap”, in terra abruzzese arriva Digi G’Alessio, al secolo Cristiano Crisci, uno dei deejay più famosi del mondo, ospite a Marina di San Salvo (Chieti) al Beat Cafè il 27 febbraio 2015, dalle ore 22.30 a ingresso libero.
Digi G’Alessio, fiorentino classe 1981, ha dalla sua, a parte un grande talento da musicista dj, il ‘gioco’ che ricorda quello del celebre cantante napoletano Gigi D’Alessio.
Il suo album d’esordio Tayi Bebba, preceduto dall’Ep Tambacounda, è stato prodotto dall’etichetta inglese Black Acre e definito dai diversi addetti ai lavori come una delle migliori uscite del 2014.
D’Alessio ha fatto subito il botto all’esordio, grazie anche all’ausilio di un escamotage: presentare il disco come l’escursione in un’isola, quella di Tayi – con tanto di mappa all’interno dell’album – situata nel mondo dell’Africa tribale; un “trucchetto” non da poco, visto che nessun producer italiano fino ad oggi aveva avuto tanta creatività per farsi conoscere all’epoca di Beatport.
La sua cifra stilistica rimane quella dei bassi incalzanti e rimaneggiamenti di dischi del secolo scorso, ma non parliamo propriamente di mash-up: Digi G’Alessio fa qualcosa di altro, si nasconde bene dalla definizioni.
Se poi si scava un po’ a fondo, si viene a conoscenza del fatto che Digi ha un passato nel mondo punk, poi si è naturalizzato jazzista e ora ascolta con estremo trasporto sonorità afro, con un passato al Conservatorio di musica.
Inoltre, G’Alessio mastica bene l’electro e la wonky music e da un po’ collabora con l’etichetta Lucky Beard e colleziona collaborazioni con big della nostra penisola come i Crookers.
La musica elettronica è stata snobbata per molto tempo dagli artisti italiani, o meglio erano gli artisti esteri che forse erano più bravi di noi a farla.
C’erano piccole comete come Giorgio Moroder (altoatesino di nascita) che brillavano di luce propria nel panorama mondiale, poi anche il romano Lory D è saltato alle orecchie del dancefloor, grazie anche alla partnership con un mito dell’ambiente, Aphex Twin e la sua etichetta Rephlex.
Insomma, Digi G’Alessio ed altri stanno cambiando le regole del gioco, considerando che gli italiani meritano la loro nicchia d’onore.
La musica di Digi G’Alessio è su internet, facile da scaricare (gratis) sul sito di Bandcamp.
“Credo che il diramarsi di terminologie attribuite ai sottogeneri, prima o poi, ci porterà a trovare un genere per ogni brano esistente – le parole di G’Alessio per ‘definire’ il suo sound – ma il concetto di influenza tra stili musicali è essenziale: è dall’inizio della storia della musica che accade, volutamente o non, l’incontro tra culture differenti ha sempre dato vita a nuovi generi musicali. Dalla musica brasiliana contaminata dalla schiavitù africana importata, alle contaminazioni dei giamaicani in Inghilterra abbiamo sempre visto un evolversi di stili e di nomi correlati al genere. Questo procedimento avanza molto velocemente, quindi ai giorni d’oggi è facile farsi ingannare da nomi tipo electrowonkyabstractstep! Io credo che esistano dei grandi filoni culturali ed il mio è quello della black music”.
Da sottolineare il suo uso di campionatori e strumenti analogici, l’amore per le sue Roland e Korg, dei veri e propri feticci, l’ascolto di ogni genere di musica e una sana intolleranza verso qualsiasi forma di coercizione dalla “casta” della dance.
Difatti, dice il dj, “gli stimoli più grossi li prendo dalle città che visito e dalle persone che le popolano, dalle esperienze di vita quotidiana, da quello che mi capita durante il giorno, raramente vengo influenzato da un disco; un brano bellissimo, o un album, solitamente mi lasciano una serie di emozioni che raramente vengono filtrate in stimoli per un nuovo beat”.



