L’AQUILA – Fumata nera in Consiglio regionale, riunito oggi in presenza all’Aquila, sulla nomina del difensore civico in sostituzione del compianto Giandonato Morra.
Come denuncia il M5S, la maggioranza di centrodestra si spaccata per poi non riuscire a decidere per mancanza del numero legale e dopo ben cinque citazioni nulle: in particolare, Fdi e Fi hanno sostenuto l’avvocato Umberto Di Primio, ex sindaco di Chieti, mentre la Lega ha cercato alleanza con le opposizioni per eleggere l’avvocato di Montesilvano Anthony Aliano, ex assessore comunale della stessa città adriatica.
Al termine c’è stato un nicola di fatto perché anche il Carroccio si è spaccato visto che il gruppo ha visto le defezioni dei consiglieri Federica Rompicapo e Fabrizio Montepara, presidente della commissione Bilancio, evidentemente avvicinati da autorevoli esponenti del centrodestra.
“Si spacca la maggioranza di centrodestra sulla votazione del Difensore civico, che oggi in Consiglio regionale non ha visto la luce, tra abbandoni d’aula, schede bianche e occhiatacce”, scrivono in una nota il capogruppo del Movimento 5 Stelle Francesco Taglieri, e i consiglieri regionali Pietro Smargiassi, Barbara Stella, Giorgio Fedele e Domenico Pettinari.
“La maggioranza del presidente Marco Marsilio non è stata capace di convergere su un unico nome, creando, ancora una volta, una spaccatura insanabile tra Fratelli D’Italia e Forza Italia da un lato, e la Lega dall’altro. Quest’ultima si è poi divisa a sua volta, con mezzo partito di Salvini in aula e l’altro fuori che diserta la votazione. Il risultato di questo ennesimo teatrino è che per mancanza di numero legale, dopo 5 votazioni nulle, l’Abruzzo continua da oltre 3 mesi a essere sprovvisto del Difensore civico. E non è chiaro quando riusciranno a eleggerlo visto che la legislatura è alla fine”.
“Oggi la maggioranza si è auto-inferta l’ennesimo colpo alle già fragili fondamenta su cui si poggia il Governo regionale. La verità è che Marsilio è sempre più il generale di un esercito a brandelli con il quale non può governare neanche più un condominio, figuriamoci una regione come l’Abruzzo”, concludono.




