ROMA – Con la bozza della manovra 2026, il governo prepara un cambio di passo nella politica fiscale sui carburanti. Dal 1° gennaio 2026, infatti, il gasolio potrebbe diventare più caro della benzina, a causa dell’allineamento delle accise previsto dal disegno di legge di bilancio.

Nel testo, all’articolo 30, si legge che “a decorrere dal 1° gennaio 2026 sono applicate una riduzione dell’accisa sulle benzine nella misura di 4,05 centesimi di euro per litro e un aumento, nella medesima misura, dell’accisa applicata al gasolio impiegato come carburante”.

L’intervento porterà le imposte su benzina e diesel allo stesso livello: 672,90 euro per mille litri. In pratica, con i prezzi medi alla pompa registrati il 13 ottobre 2025 (benzina 1,699 euro al litro, diesel 1,625 euro al litro), il ritocco delle accise invertirebbe la situazione attuale.

La benzina scenderebbe a circa 1,649 euro al litro, mentre il gasolio salirebbe a 1,675 euro al litro.

Per un’auto del segmento C con serbatoio da 40 litri, il pieno a benzina costerebbe circa 65,96 euro (contro gli attuali 67,96), mentre quello a gasolio arriverebbe a 67 euro (contro gli attuali 65).

Si tratta, in ogni caso, ancora di una bozza: la misura entrerà in vigore solo dopo l’approvazione parlamentare, attesa entro il 31 dicembre.

Tuttavia, l’anticipo dell’allineamento delle accise – inizialmente previsto in modo graduale nei prossimi cinque anni – rappresenta un deciso cambio di rotta nella strategia del governo sui carburanti.