L’AQUILA – “La mammella femminile è una sede interessata purtroppo sempre più frequentemente dalla presenza di tumori di natura maligna. E l’età media delle pazienti colpite da queste neoplasie si è abbassata notevolmente negli ultimi anni. La necessità di trattamenti chirurgici demolitivi, in un’area di estrema importanza nella vita di una donna, ha comportato nel passato delle devastanti mutilazioni che ne hanno pregiudicato il normale svolgimento della vita quotidiana, sessuale e lavorativa”.

A parlare è Renato di Marco, chirurgo aquilano, specialista in chirurgia generale e oncoplastica della mammella all’ospedale di Atri (Teramo).

Di Marco ha maturato un’esperienza sul campo ultraventennale sia in Abruzzo che nel resto d’Italia, formandosi all’Istituto di tumori di Milano e al Regina Elena di Roma.

Ha studiato inoltre nuove tecniche sull’oncoplastica anche all’estero, con soggiorni formativi e di lavoro in Inghilterra, dove è stato riconosciuto honoray consultant breast surgeon presso al Whipps Cross University Hospital di Londra.

“Il mio lavoro – spiega Di Marco ad AbruzzoWeb – è quello di ridare dignità estetica alle donne provate dal tumore al seno, lavorando con un’equipe ospedaliera, come quella di Atri, altamente qualificata, restituendo alla mammella una perfetta armonia anatomica. Una nuova specializzazione, che va in connubio tra chirurgia oncologica e plastica, impattando sul seno il meno possibile”.

“Negli ultimi anni – aggiunge – si è assistito a una crescente attenzione per questa problematica, che fortunatamente ha consentito di dare origine ad una nuova filosofia chirurgica nel trattamento della patologia, con una minore invasività degli interventi demolitivi, con una conseguente diminuzione del numero di mastectomie, favorendo l’intervento a risparmio cutaneo e biopsie linfonodali mirate”.

La sezione di chirurgia senologica di Atri fa parte del reparto di chirurgia generale, dove vengono trattate tutte le patologie dell’apparato digerente e della tiroide, attualmente diretto da Nicodemo Saggese.

“Dopo aver rimosso il tumore – spiega ancora – per far in modo che sia il tutto meno invasivo e successivamente alla rimozione ampia di tessuto mammario, attuiamo delle tecniche ricostruttive con i propri tessuti. Dove necessario, si attua la ricostruzione completa della mammella con l’utilizzo di protesi, utilizzando prima un espansore tissutale e poi in un secondo momento chirurgico la protesi definitiva. L’aspetto estetico, una volta sconfitto il male, diventa l’obiettivo importante per pazienti stravolte dall’intervento e dall’eventuale ciclo di chemioterapia”.

Purtroppo, le patologie legate al seno, secondo gli ultimi dati sanitari sono in notevole aumento, “parliamo del 25% di tutti i tumori, con un’incidenza in picco negli ultimi anni. Abitudini, stili di vita, squilibri ormonali sono tra le cause principali. Ci troviamo di fronte anche ad un abbassamento dell’età media, siamo passati dai 50/60 anni ai 40/50, con circa 37 mila casi in tutta Italia nel 2016”.

“Da noi, ad Atri – specifica – ci attestiamo su circa 100 interventi globali negli ultimi 6 mesi tra chirurgia oncoplastica  e ricostruttiva. Siamo in attesa che ci venga data un’altra unità medica, per ora siamo in 4, ma il lavoro è tantissimo. Un connubio di forze insieme ai colleghi Claudio Saragani, Alfonso Prosperi e Alfredo Torretta“.

Si tratta di un lavoro che parte dalla diffusione di attività di prevenzione e cautela.

Dunque, per il chirurgo “La prevenzione è fondamentale, in quanto responsabile dello screening di livello 2 a Teramo. Consiglio vivamente alle donne dopo i 35 anni una mammografia, una visita senologica ed ecografia a cicli regolari”.

“Inoltre – si sente di consigliare ancora – importantissimo può essere anche lo stile alimentare: poche proteine animali, specie derivanti dalla carne, tanta frutta e verdura fresche, di stagione, cereali, legumi, ridotto consumo di alcolici, il fumo, possono essere tutte precauzioni molto valide”.

Non solo chirurgia oncologica ma anche interventi di chiurrigia plastica di rimodellamento e simmetrizzazione dell’altro seno.

“La nostra opera ci consente anche di ridare sicurezze e autostima alle donne che desiderano migliorare l’aspetto del proprio seno senza intervenire con le protesi: in tal senso l’evoluzione attuale è la mastopessi o i trattamenti di mastoplastica riduttiva per quelle donne affette da gigantomastia”.

“La mastopessi – spiega ancora Di Marco – nota anche come lifting del seno sia un intervento indicato per le donne che desiderano risollevare un seno cadente (ptosi mammaria) o ridurre e modificare la forma e le dimensioni dell’areola”.

“Il lavoro qui mi dà delle grandi soddisfazioni, siamo un gruppo solido e all’avanguardia, a partire dal personale infermieristico – conclude – Atri è un ospedale in ripotenziamento, senologia lavora su grossi numeri, vengono da fuori regione ad operarsi qui, ed è in previsione il potenziamento di alcuni reparti quali radiologia con l’acquisto di nuove apparecchiature diagnostiche e altri reparti come urologia”.