L’AQUILA – Mentre viene presentata in pompa magna la riforma dell’Azienda di promozione turistica regionale (Aptr) ci sono operatori del settore che non ridono affatto, anzi.
Sono giunte ufficialmente in Regione alcune segnalazioni da parte di operatori del settore che hanno denunciato al presidente Chiodi il calo delle prenotazioni, perché non è passato il messaggio che, dopo il sisma, l’Abruzzo “ha riaperto” e che le strutture ricettive, anche all’Aquila, sono in grado di ospitare i turisti, visto che gran parte degli sfollati è tornata nelle proprie abitazioni.
Le colpe, dicono gli albergatori, sono da attribuirsi “all’assenza di qualsiasi tipo di strategia di marketing regionale per promuovere l’immagine dell’Abruzzo”.
Il peccato originale, sostengono, è quello di aver parlato di disastro riferito all’intero Abruzzo e non, più precisamente, al capoluogo di regione e ad alcuni comuni del “cratere” e di non aver sfruttato, in positivo, la visibilità assunta a livello mondiale”.
“Non è stata messa in campo alcuna iniziativa in tale direzione – dicono alla nostra redazione alcuni imprenditori – e che cavalcasse l’attenzione mediatica per lanciare, nonostante tutto, messaggi positivi: oggi gli unici visitatori che arrivano sono i fotografi della domenica che vengono a cercare le immagini della tragedia”.
“La gestione di Mauro Di Dalmazio di un assessorato che è fondamentale per lo sviluppo economico dell’Abruzzo – sentenziano – è un vero flop”.
“Purtroppo l’Abruzzo oggi è conosciuto in tutto il mondo ma non per i motivi che avremmo sperato, mare, montagna, bellezze archeologiche e architettoniche, borghi storici, bensì per il drammatico terremoto di due anni fa – aggiungono – una disgrazia immane ma dalla quale si sarebbe potuto prendere spunto per chiedere ai turisti del globo di darci una mano a rilanciare l’economia partendo dal turismo, mentre i dati dell’Agenzia nazionale Enit, nel 2009, ci vedevano al terz’ultimo posto in Italia come presenza di stranieri”.
“Tralasciamo, infine, cose minori ma potenzialmente importanti – concludono – come la pagina Facebook: con un click si può arrivare a centinaia di migliaia di giovani (e non solo). Annunciata da quasi un mese, però, è ferma a soli 186 ‘mi piace’, anche un ragazzino di dieci anni ne avrebbe di più”. (red)
FEDERALBERGHI L’AQUILA SI DISSOCIA DA CRITICHE
L’AQUILA – “È apparso ieri su alcuni organi di informazione un comunicato attribuito ad un non meglio identificato gruppo di albergatori che protestavano contro l’Assessore Regionale al Turismo Mauro Di Dalmazio per l’assenza di qualsiasi tipo di strategia di marketing per promuovere l’immagine dell’Abruzzo”. E’ quanto si legge in una nota di Federalberghi L’Aquila.
“Riteniamo pertanto opportuno precisare che tale comunicazione è totalmente estranea alla nostra Associazione che, peraltro, nei giorni scorsi, ha rinunciato per protesta a partecipare a tavoli promossi dall’Aptr per stigmatizzare la drammatica situazione del turismo aquilano che attualmente non è in condizione di promuovere alcunché, considerata la scarsa attenzione e sensibilità dell’Amministrazione Comunale ed all’inefficiente gestione del Centro Turistico del Gran Sasso che, ormai da anni, penalizza fortemente le potenzialità turistiche dell’intero comprensorio aquilano”.



