AVEZZANO – Il Comitato abruzzese del paesaggio ha presentato un esposto contro l’amministrazione comunale di Avezzano (L’Aquila) e in particolare nei confronti del sindaco, Antonio Floris, e dell’assessore ai Lavori pubblici, Maurizio Bianchini, affinché vengano effettuati accertamenti su ciò che resta del campo di concentramento, il cui smantellamento è iniziato nei giorni scorsi per destinare i terreni ad un utilizzo da definire.
Lo ha confermato all’Ansa il presidente del Comitato, Andrea Iezzi, impegnato ormai da diversi anni nella tutela dell’urbanistica e dell’architettura delle città abruzzesi.
“L’amministrazione comunale – si legge nel testo presentato all’Autorità giudiziaria – non tiene in alcun conto il fatto che tale campo di concentramento è sottoposto a vincolo storico artistico” nell’ambito del codice dei beni culturali, che tutela, tra le altre cose “tutti gli edifici risalenti alla Prima guerra mondiale” come recita il codice.
Il Comitato propone il restauro conservativo delle strutture e la loro conversione a un uso culturale ed espositivo che potrà riqualificare il quartiere.
“Sono certo – sottolinea Iezzi – che il ministero per i Beni e le Attività culturali accoglierà il nostro appello. I resti dell’antico campo di concentramento sono un’importante testimonianza della storia politica e militare italiana. L’amministrazione, demolendo gli ultimi edifici, dà una risposta sbagliata ad un problema di degrado sociale”.
La notizia dello smantellamento degli edifici è emersa nei giorni scorsi sulla stampa locale. “È iniziata, dopo lo sgombero – si legge sul Centro dello scorso 16 ottobre – la demolizione dell’ultimo gruppo di baracche risalenti alla Prima e alla Seconda guerra mondiale. Il Comune di Avezzano è intenzionato a vendere l’area dopo la bonifica, ma c’é chi chiede la realizzazione in quel terreno di una palestra per la scuola Don Bosco”.
Il campo fu costruito, su decisione del Governo italiano, nel corso del Primo conflitto mondiale e ospitava principalmente prigionieri austriaci, che ebbero un ruolo fondamentale nella ricostruzione della città in seguito al terremoto del 1915 e nel rimboschimento dell’area. Uno dei principali resti ancora evidenti della struttura è la casa-comando in legno e cemento, chiamata “villetta” utilizzata come direzione tedesca.




